Ibridazioni legge Ibrid@menti

Da qualche settimana è uscito il libro del progetto Ibrid@menti dell’ Università Cà Foscari di Venezia, a cui ho contribuito anch’io scrivendo un paragrafo nel quale, come psicologo e blogger, rifletto su Ibrid@menti come osservatore esterno. Ringrazio Roberto Lo Jacono che mi ha coinvolto in questo progetto.

Scrittori, psicologi, antropologi, sociologi, formatori, semiologi e blogger sono i co-autori di un libro che si avventura nella complessità della blogosfera.

Il mio pensiero su questo interessante progetto di ricerca che “vive la rete” e non la osserva solo dall’esterno è proprio il contenuto del mio articolo nel testo, quindi non mi dilungherò. Diciamo che è stata una immediata simpatia tra ibridi.

Riporto direttamente dal blog ufficiale la spiegazione del progetto Ibridamenti:

Ibridamenti nasce il 3 ottobre 2007: è un Laboratorio Sperimentale Virtuale progettato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con la piattaforma Splinder.
OBIETTIVO PRINCIPALE: fare ricerca, sul virtuale, assieme ai blogger.

L’IDEA è semplice: andare oltre i confini. Oltre i confini dei blogger, oltre i confini dell’Accademia.

COSA FACCIAMO nel blog Ibridamenti? Proponiamo degli argomenti e lavoriamo assieme, in rete.

OBIETTIVO A BREVE TERMINE: scrivere un libro sul tema “L’ascesa dei blogger. Arti della connessione nel virtuale” . Ma si tratta solo della prima iniziativa attorno alla quale la nostra Community sta crescendo.

A fianco del blog Ibrid@menti è nata anche la collana editoriale che porta lo stesso nome e che intende pubblicare in futuro altri libri ideati qui. Libri sul virtuale (ma non solo), libri ideati nel virtuale. Ancora una volta per rompere i confini: i confini tra la ricerca universitaria e i blogger. I confini tra i blogger e la ricerca universitaria.
 
CHI SIAMO
Il progetto
Ibrid@menti è coordinato da Umberto Margiotta.
Umberto Margiotta è Professore Ordinario titolare della cattedra di Pedagogia Generale, Università Ca’ Foscari di Venezia, Dipartimento di Lettere e Filosofia.
 
La collana editoriale Ibridamenti è coordinata da Mario Galzigna, docente di Storia della Scienza ed Epistemologia clinica (storia e metodi della psichiatria) Università Cà Foscari di Venezia, Dipartimento di Studi Storici.

Responsabile e coordinatrice del blog Ibrid@menti è Maria Maddalena Mapelli : si occupa di Rinascimento, di virtuale e di formazione e sta lavorando ad una tesi di dottorato presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales  di Parigi sotto la direzione del prof. Yves Hersant in co-tutela con la Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio della Formazione e della Cognizione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia sotto la direzione del prof. Umberto Margiotta.

Ibrid@menti è un’idea di Intelligenzaconnettiva (Maria Maddalena Mapelli) con la partecipazione di William Nessuno.

Questo l’indice del libro:

INDICE
Due parole prima di iniziare a leggere 
Perché questo libro ? di Maria Maddalena Mapelli e Roberto Lo Jacono.
Premesse
Ibridamenti: un’idea di Università nel XXI secolo di Umberto Margiotta.
Università e blogger. La comunicazione possibile di Paolo Barberis.
Ibridamenti: storia di un’idea semplice. di Maria Maddalena Mapelli e Roberto Lo Jacono.
Introduzione
Comunità virtuali e “pratiche di Sé” di Mario Galzigna (heteronymos)
1. Blogosfera: i saperi alla prova del virtuale
1.1 L’identità e il virtuale di Daniele La Barbera
1.2 I saperi esperti, il virtuale e l’apprendimento sociale di Luciano Benadusi
1.3 Avanti, c’è Post! Un invito semiotico all’analisi dei blog di Giacomo Festi
1.4 Aspetti antropologici di un esperimento di ricerca in rete di Gianluca Ligi
1.5 Pensare in rete: il metodo dello specchio di Maria Maddalena Mapelli (madmapelli)
1.6 L’occhio e la pagina. Ripensare l’immagine-link di Dario Maccari (oyrad)
2. L’ibridazione degli approcci metodologici
2.1 Costruire mondi ON/OFF. Ripartiamo da tre di Maria Maddalena Mapelli (madmapelli)
2.2 L’approccio logico-riflessivo applicato alle pratiche di blogging di Simona Marchi (MSsenzafiltro)
2.3 Blog e identità connessa di Stefano Ciulla.
2.4 Per un’etnografia dell’uso dei sensi nel blog di Barbara Caputo (Barbara34)
3. La sperimentazione di Ibridamenti: alla ricerca di un metodo
3.1 Entriamo nel Laboratorio…..
3.2 Trasposizione ON/OFF per immagini di Dario Carta (evenevil)
3.3 L’utente anonimo come riflesso della Comunità di Pasquale Esposito (eventounico)
3.4 L’avatar specchio di Germano Milite (eccelso86)
3.5 Il riflesso avatar di Daniele Muriano (maledettamente bene)
3.6 La sfida delle mappe: co-costruire la ricerca di Emma Ciceri (emmart.tk)
4. Ibridamenti: nuove pratiche di comunicazione
4.1 L’esperienza di scritture in rete di Paolo Melissi (Melpunk)
4.2 L’esperienza di Ibridaprosa di Annamaria Trevale (Anna 58)
4.3 L’esperienza di Storiedaibrido di Cristina Finazzi (modalogia)
4.4 L’immagine dei frattali: la rappresentazione dell’irregolare di Gianluca Broleri (Astrogigi)
4.5 L’ascesa dei blogger  di William Nessuno (Giuseppe Iannicelli)
5. Ibridamenti visto da fuori
5.1 Da scrittore vi dico che… di Tiziano Scarpa.
5.2 Ibridamenti: una struttura che connette di Pietro Barbetta
5.3 Ibridazioni legge Ibridamenti di Gianandrea Giacoma
Bibliografia e sitografia essenziale
Allegati

Qui un articolo sul libro su Nova24. Qui un post di Marco Mighetti.

Qui trovate le informazioni per comprare il libro.

Sci(bzaar)net una bellissima esperienza

 

Con un bel pò di giorni di ritardo voglio scrivere due parole sulla bellissima esperienza di Sci(bzaar)net, per ulteriori info e riflessioni rimando al blog specifico dell’evento.

I partecipanti sono stati fantastici e gli stimoli emersi durante gli interventi e il brainstorming finale mi piace immaginarli come fertili semi che hanno arricchito tutti (un grazie speciale agli Amici co-organizzatori e alla SPD).

 

La struttura dell’evento con gli interventi da 10 min + 6 min di domande veloci e branistorming finale ha funzionato e tutti erano molto soddisfatti. Uno dei miei intenti era proprio quello di tornare a sperimentare nuove modalità di aggregazione, oltre il BarCamp, per mettere al centro la riflessione condivisa sulle tematiche e non solo la socialità, come raccontai qualche giorno prima dell’evento su Apogeonline.

Beh, non voglio fare quello che si fa i complimenti da solo 😀 leggetevi alcuni post di riflessione su Sci(bzaar)net che partecipanti hanno scritto sui loro blog:

Dopo Sci(bzaar)net mi sono arrivate sollecitazioni a sviluppare un secondo evento e altre proposte ….. vedremo.

Questo evento l’ho ideato e organizzato con passione, il mio intento era quello di dare un contributo costruttivo. Finalmente i tempi erano maturi per fare un incontro di questo genere anche nella rete italiana, vedremo se ci sarà anche lo spazio e l’occasione di fare altro tra scienza, divulgazione, ricerca, università, innovazione e internet.

Ci tengo a dire che BZAAR (o come direbbero altri Bzaaaaaaar 😀 ) sta crescendo, ci saranno presto altre sorprese da questo fertile contenitore di idee nato come un server condiviso ….

Ora c’è bisogno di una PAUSA!

Qui trovate i video degli interventi e del brainstorming.

Qui trovate le immagini della giornata.

[Photo by: Cat]

Sci(bzaar)net

E’ partito il blog per l’evento Sci(bzaar)net che si svolgerà il 17 Maggio a Milano nella Scuola Politecnica di Design. Era da tempo che volevo organizzare un evento di questo genere e, a fine dell’anno scorso, ho visto alcuni segnali che mi hanno spinto a considerare maturi i tempi, anche in Italia, per affrontare certe questioni partendo dalla rete.

Chi mi conosce sa che da anni seguo l’impatto di internet su:

  • La divulgazione scientifica
  • La produzione di conoscenza (già diversi anni fa, in tempi non sospetti, ho sviluppato e provato a proporre in italia dei Scientific Network)
  • La Open Culture nel mondo accademico

Questi saranno i 3 Temi Principali intorno ai quali ruoteranno i 15 interventi da 10 min ciascuno.

E’ un evento volutamente sperimentale, perché si sente l’esigenza di tornare ad esplorare nuove modalità di aggregazione e produzione di conoscenza collaborativa. Anche per questo Sci(bzaar)net è ospitato dal fertile contenitore di idee che è Bzaar (di cui faccio parte), realtà che ha portato i BarCamp in Italia.

L’evento ha preso forma nei mesi, diventando, per questa prima edizione, un ibrido tra un BarCamp, un evento tradizionale e un Pecha Kucha. Sci(bzaar)net è a numero chiuso (per ora il limite è 30 partecipanti) per evitare l’eccessiva dispersione. Vi sono ancora dei posti liberi mentre i 15 interventi sono già full.

Chi è interessato a partecipare mi contatti via mail: gianandrea[DOT]giacoma[AT]gmail[DOT]com

In una logica di continua beta e con una buona tolleranza all’errore, come necessita la continua ricerca ed esplorazione, mi sono trovato negli ultimi mesi a riflettere su Sci(bzaar)net con: Stefano Lazzari, Davide Casali, Massimo Menichinelli, Dario Violi, David Orban, Daniela Trifone, Tommaso Correale SantaCroce e li ringrazio tutti di cuore. 🙂

Personal Knowledge Management del benessere

Grazie allo sviluppo tecnologico si moltiplicano le opportunità di essere consapevoli della nostra complessità psicosomatica da un lato, dall’altro di conoscerla e provare a gestirla. Metto subito le mani avanti per tutti quelli un pò ossessivi che gioiscono ad ogni nuova opportunità di avere tutto sotto controllo! Calma … in questo caso è forse meglio imparare a lasciar andare e fluire. Detto questo, voglio darvi alcuni spunti ma che sia chiaro, lo scenario è più ricco e vicino di quanto possa sembrare a prima vista.

Ultimamente c’è stato un intervento al solito TED dove il neuroscienziato Christopher deCharms mostra come, con le nuove tecniche di neuroimaging, si possono portare a livelli sorprendenti il processo che in passato era affidato al biofeedback. In particolare deCharms studia (come molti ormai) l’impatto sul benessere psicofisico della meditazione.

Il concetto è semplice, se mi pongo difronte un feedback preciso e costante di certi miei stati fisiologici creo un loop che mi pone in una condizione meta rispetto ai processi stessi che generalmente non sono percepiti o solo parzialmente. Creare un loop è il processo base della cognizione e la tecnica ci sta dando progressivamente la possibilità di farne emergere di nuovi.

Seguendo lo stesso concetto stanno iniziando a diffondersi apparecchi sempre più sofisticati per la gestione del proprio stato psicofisico e il suo miglioramento. L’immagine che vedete sopra è l’Exmocare un emotion detection technology.

L’impressione è che i tempi siano maturi e che l’accelerata della convergenza tra il wellness, la psicologia del benessere e il personal knowledge management si imporrà sempre più.

Pensiamo alle strategie che sta seguendo Nintento con More Brain e Wii Fit, a Nike + iPod sono tutti piccoli passi verso la costruzione di un mercato del Personal KM non inteso più solo come gestione di informazioni di lavoro ma come informazioni di noi stessi come sistemi psicosomatici nella direzione del benessere.

Credo che questo processo influenzerà anche l’interaction design e la progettazione della user experience in quanto la tecnologia avrà nuovi input, da parte del sistema utente, con cui interfacciarsi per progettare nuove funzioni e obietti.

[Image by medGadget]

Experience Camp

Daniii e Nobil Dario – Experience Camp from Ibridazioni on Vimeo.

Ieri all’Experience Camp ci siamo divertiti e abbiamo scambiato stimolanti riflessioni. Gli interventi che ho trovato più interessanti hanno trattato di:

  • Conoscere l’utente (stabulazione libera dei bovini)
  • Tomorrow User Esperience
  • Come progettare la User Experience nella rete delle identità diffuse
  • Intenso Minimalismo del Login
  • eCommerce vs Offline Retail (Performance nel video …… fantastici!)

Mi ha fatto molto piacere conoscere il bel team di Original Mascaro (visto che girano fake) al completo. Si respira vitalità, sensibilità e intelligenza in Sketchin. Bravo Luca! 😉

Qui le foto.

Psiche Multipolare

Da otto anni porto avanti con passione una ricerca alla quale sono molto legato.

Partendo da una base epistemologica costruttivista e facendomi accompagnare dal modello autopoietico di vita e cognizione, insieme alla modello emergentista della mente, sto sviluppando una convergenza tra modello della psiche junghiana (in particolare il modello dei complessi a tonalità affettiva), scienze cognitive e neuroscienze.

Dire che è un obiettivo sfidante è poco ma credo profondamente in questa possibilità e nella sua enorme utilità. Quest’anno mi sembra di aver finalmente raggiunto una adeguata robustezza del modello e delle riflessioni che propongo e mi auguro di trovare tempo ed energie per scrivere e farmi pubblicare qualche articolo scientifico, vedremo.

Non voglio tediarvi con ulteriori argomenti che possono al massimo interessare gli addetti ai lavori. Capire e spiegare che la nostra mente, la nostra psiche sia un sistema multipolare non è facile in quanto è una idea controintuitiva in quanto noi ci sentiamo un Io, ci identifichiamo con la nostra unità, come è giusto e naturale che sia.

In questo appassionante ed emozionante intervento al TED, la neuroanatomista Jill Bolte Taylor ci racconta, per esperienza diretta come siamo composti da un universo di sensazioni, micro-mondi e micro-identità. Merita di essere visto.

OpenSpime

Spime.

Non sapete cosa vuol dire questa parola?

Vi dice nulla il nome Bruce Sterling? Date una occhiata qui.

Quando lessi il libro di Sterling “La forma del futuro” non avrei mai immaginato che, a breve, un mio geniale amico avrebbe trasformato questa idea in un vero e concreto progetto, per di più con la benedizione stessa di Sterling! Wow…

Il progetto si chiama OpenSpime e l’ideatore Leandro Agrò insieme a Roberto Ostinelli e David Orban.

OpenSpime is a technology infrastructure company, providing hardware and software solutions for an open Internet of Things.

Our technology enables individuals and corporations to better understand their environment, through the use of a series of GPS-enabled sensors. We provide a set of open APIs and communication protocols to manage the data collected.

This video demonstrates the functionality of a working OpenSpime prototype detection CO2 levels

Segnali deboli

Sempre più esperti parlano di una accelerazione esponenziale dell’evoluzione tecnologia che per ora si mostra in forma di segnali deboli che non rivelano tutta la loro potenzialità. Ne segnalo due tra i tanti, ma ci sarà modo in futuro di segnalarne altri.

Avevo già parlato tempo fa delle interfacce neurali in questo post.

Bene, la Emotiv Systems prosegue nello sviluppo del suo Emotiv EPOC. Nel sito potete vedere un video che mostra l’evoluzione dell’interfaccia che trasforma intenzioni ed emozioni in input. Vedremo se questa azienda o altre riusciranno a perfezionare quello che, ogni anno che passa, è sempre meno un prototipo e sempre più un prodotto.

Ho trovato un video sul Nokia Morph Concept basato sulle nanotecnologie. Probabilmente non saranno tutte combinate in un unico telefonino (come nel video) ma presto trasformeranno la nostra esperienza d’uso di molti prodotti (per la felicità di designer e consumatori). In realtà, a lungo, termine le nanotecnologie potranno avere un impatto rivoluzionario in molti campi fondamentali, andando ben oltre lo sviluppo di un telefonino fantascientifico, ma per ora rimaniamo sul piano dei segnali deboli.

[Image: Emotiv Systems]

Non più solo Wii … cresce la concorrenza

Ho letto su Technology Review dell’MIT di un nuovo controller simil Wii che si propone come più preciso e per PC. Prodotto dalla MOTUS Corporation, nasce per le simulazioni professionali del golf (iClub) e si chiama Motus Darwin.

Non può che essere positiva un pò di sana concorrenza sui controller intesi anche come avanguardia per la ricerca sulle interfacce e sulla user experience.

Mi chiedo se, come e quando torneranno i visori da abbinare con le altre periferiche e produrre una esperienza immersiva più profonda. Nel 2006 la MetaMersion proponeva questo costoso e ingombrante prototipo che potevedere nel filmato.

Se da un lato, rispetto ai visori combinati magari (per i movimenti della testa e del corpo) con giroscopi, c’è da sempre una sfida di fattibilità (costi, affidabilità, produzione, ecc.) mi chiedo se non c’è anche il timore di dare agli utenti/clienti una tecnologia così coinvolgente. Che impatto avrebbe psicologicamente stare una notte intera con visore in testa a sparare ai mostri o cattivi di turno? Vediamo se Aaron Brancotti ce lo dice. 🙂 

Non dimentichiamo comunque che tra qualche anno cominceranno forse a diffonderesi le prime interfacce neurali, magari proprio nel mondo dell’intrattenimento. Credo che con il passare del tempo diventi sempre più chiaro e tangibile cosa intendesi quando dicevo anni fa che l’evoluzione dell’interazione uomo-macchina sta facendo emergere la nostra Psiche.

[Fonte notizia e immagine: Technology Review]

Second Skin

Second Skin, un documentario sugli utenti dei mondi virtuali di massa online che cerca di indagare luci e ombre di questo fenomeno che coinvolge milioni di persone.

Nel sito il documentario viene introdotto con queste parole:

“Second Skin takes an intimate, disturbing look at computer gamers whose lives have been transformed by the emerging genre of computer games called Massively Multiplayer Online games (MMOs). World of Warcraft, Second Life, and Everquest allow millions of users to simultaneously interact in virtual spaces.

Second Skin introduces us to the real people who populate these online virtual worlds. Couples who have fallen in love without meeting, disabled players whose lives have been given new purpose, those struggling with addiction, Chinese gold-farming sweatshop workers, wealthy online entrepreneurs and legendary guild leaders- all living in a world that doesn’t quite exist.”

Sicuramente è suggestivo dire che avviene in un mondo che “non esiste” (d’altro canto stanno vendendo un prodotto, ci sta che scelgano la seduzione) ma sarebbe ora che si mettano in gioco strumenti e chiavi di lettura adatti a quello che è un mondo immaginale che ha a che fare (come è già avvenuto con il cinema, le favole, i miti) con la nostra Psiche profonda.

Mi guardo attorno e non vedo in giro un approccio psicodinamico della esperienza immersiva e nemmeno nella più classica user experience.

Ormai i tempi sono maturi, ci tornerò su con un post ad hoc, nel mentre se qualcuno è interessato a un taglio psicodinamico della user experience, ha idee, conoscenze e materiali a riguardo è il benvenuto. 🙂