Social Usability Workshop – Frontiers of Interaction 2010

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Il 3 e 4 Giugno a Roma si svolgerà la nuova edizione di Frontiers of Interaction.

Per chi non conoscesse il più importante evento italiano sull’Interaction Design qui potete trovare un pò di storia.

Il 3 Giugno ci saranno 4 workshop tra cui il mio e di Davide sulla Social Usability.

Vi aspettiamo 🙂

Jane McGonigal: Gaming can make a better world

Games like World of Warcraft give players the means to save worlds ….

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Jane McGonigal è una nota gamedesigner. Collaborando con l’IFTF svolge ricerce col fine di utilizzare le logiche ludiche ed immersione dei videogames per potenziare il comportamento delle persone verso obiettivi nel mondo reale.

Il mondo dei video game è una cosa seria. Io stesso seguo con attenzione il mondo dei videogame e vi svolgo ricerca indagando il loro impatto su comportamenti, competenze, abilità in diversi contesti. E’ la vera frontiera per l’IxD, la Ux, il Persuasive Design e lo sviluppo di nuove interfacce.

Ci sarà presto modo di tornare su questi argomenti.

Social Usability checklist

The design of social apps and social networks requires methodologies that integrate skills regarding IxD and the users, seen as a psychological and social system. Today, after three years since the first version of Motivational Design and summaries, we propose an

operational and user-friendly tool to help analyze and design according to the criteria of Social Usability.

Davide and I call the Social Usability as an attribute of quality that defines how easy it is to make social interactions within a specific human-machine-human interface.

In simple words is not enough to make a communication channel to trigger participation, Social Usability is the set of basic design factors that make a digital environment potentialy social and collaborative.

Sociability is a precondition of cooperation, even in professional contexts then the Social Usability applies to community and corporate intranets that have problems of participation and collaboration.

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Why a checklist?

  1. can also be used by no-experts;
  2. tool among several used by designers to analyze and design complex systems;
  3. can be used to test users;
  4. very useful for analyzing the status of a network and bring out the causes of problems and potential.

We’ll wait for your feedbacks!

Here and clicking on the picture you can download the pdf with the checklist.

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Incentivi intrinseci in azienda e nei network

Che si tratti di Enterprise 2.0 o Social Network Design uno dei meccanismi motivazionali principali da comprendere oggi sono gli incentivi intrinseci.

Essere motivati a svolgere una attività per il piacere, il gusto, l’interesse di farlo è una spinta più intensa che coinvolge maggiormente le capacità della persona rispetto a forme di incentivo estrinseco. Gli incentivi estrinseci, come per esempio il denaro, rendono al meglio quando si richiede di svolgere compiti di per sé poco interessanti, poco gratificanti, ripetitivi o in “contesti” (fisici, culturali e sociali) che li rendono tali.

Ora, sotto la spinta della globalizzazione, dell’accelerazione tecnologica e scientifica il mondo aziendale sta cambiando, sempre più ruoli ripetitivi vengono delegati alle macchine, nel mentre matura la società della conoscenza con il relativo mercato che mette al centro i knowledge workers.

Forse è arrivato il momento di chiedersi in quanti ambiti aziendali la linearità di un modello taylorista, impersonale fondato su incentivi estrinseci stia diventando non solo una occasione persa ma anche un costo e uno spreco?

Si … certo, vuol dire avere a che fare con le persone e non solo con i professionisti se vogliamo progettare processi e culture aziendali fondate anche su incentivi intrinseci. Come ebbi modo di spiegare nel Report 2009 dell’Osservatorio sull’Enterprise 2.0 del Politecnico di Milano,  oggi i social network sono una grande occasione di potenziare la cultura organizzativa attraverso una sinergia tra community e gruppo aziendale.

Si … certo, vuol dire sviluppare nuove capacità di leadership per gestire gruppi e persone secondo motivazioni intrinseche, mettersi più in gioco oltre la logica del bastone e della carota. Passare da una logica deterministica e manipolatrice a quella degli inneschi, dei segnali deboli, dell’intelligenza emotiva, del tempismo, del fluire, dell’auto-organizzazione dei sistemi complessi.

Non dimentichiamo che in psicologia é noto da tempo che un incentivo estrinseco può annichilire la motivazione intrinseca nello svolgere una attività, quindi non solo l’incentivo estrinseco è meno adatto per determinate attività e contesti ma ha un effetto di dissociazione delle motivazioni intrinseche da un compito o comportamento. Quindi, incentivi estrinseci possono rendere un compito meno interessante di quello che poteva essere di per sé! Non c’è un sommarsi tra intrinseco ed estrinseco ma un eludersi.

Non mi credete?

Allora, vi consiglio di seguire l’interessantissimo speech di Daniel Pink di al TED sulle motivazioni intrinseche:

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Le motivazioni intrinseche sono il carburante delle dinamiche bottom-up che ritroviamo nei social network. Da anni il web 2.0 sta fungendo da avanguardia, da laboratorio, da selezione naturale di tecnologie, strategie, prassi che poi finisco in azienda, appunto l’enterprise 2.0 (a rigurado suggerisco questo post di Emanuele Quintarelli col quale condividiamo molti punti di vista sulle motivazioni intrinseche).

Su Motivational Design io e Davide abbiamo dedicato una parte agli incentivi intrinseci in quanto nel web gli utenti sono liberi di scegliere ed usare i network e nel mondo aziendale le intranet, le community e network interni hanno ormai consumato tutte le “cartucce” dell’incentivazione estrinseca, dell’animazione e permangono i problemi di partecipazione, collaborazione e produzione di contenuti.

Quindi, come suggeriva Schwartz : “get smarter incentives!”

AVATAR experience

Ne parlai la prima volta qui nel 2007. Finalmente l’ho visto ed è stata una bellissima esperienza.

L’impressione è di aver “attraversato” quella foresta digitale su Pandora non solo di averla vista.

Vedremo come il cinema farà propria e sviluppera questa tecnologia 3D e capture. Come si fonderà con i video giochi e i televisori 3D che usciranno tra un pò? Ridarà slancio alla esperienza immersiva che era tornata in auge con Second Life? Non si può negare che l’aumento di qualità delle immagini, delle movenze ed espressività dei personaggi abbia un forte impatto emotivo sullo spettatore.

I temi che vengono toccati, anche indirettamente, nel film sono tanti. Quelli meno fantascientifici e più attuali sono il rapporto tra utente e avatar, le interfacce neurali, l’intelligenza collettiva a network, l’esperienza immersiva, l’ingegneria genetica.

La potenza della esperienza immersiva dipende non solo dalla fonte ma anche dalla abitudine e dalla predisposizione dell’utente, ma sicuramente ci saranno in futuro crescenti occasioni di coltivarla. 🙂

Di seguito un bel video che spiega le potenzialità che ha raggiunto il capture.

Feedback

Difficile scegliere e agire senza feedback!

Quante volte le situazioni, i contesti non ci permettono di avere feedback immediati e chiari sul nostro scegliere e agire.

Senza feedback siamo cechi.

Sensa feedback non possiamo imparere, capire, migliorare.

E’ un principio universale che sta alla base della cognizione in quanto cotruzione all’interno di un processo circolare (close the loop).

Vale, per esempio, sia se si progetta una interfaccia, sia quando dobbiamo orientarci in scelte che non permettono più di tanto di tornare in dietro, o che hanno tempi lunghi prima di produrre feedback o parziali.

Spesso un gruppo o una organizzazione ripete gli stessi errori perché non si è data il modo di avere feedback verso il suo interno e non solo verso l’esterno.

Quali feedback può darci quello che non scegliamo o che non riconosciamo?

Sui feedback si fonda il nascente self-tracking.

Nei sistemi complessi la sensibilità ai segnali deboli è la continua costruzione di feedback.

Il feedback è uno i quei processi così fondamentali e alla base della cognizione che è meglio considerarlo nella sua ampiezza e complessità.

Come e quanto cercate feedback?

Kick-off Frontiers of Interaction 2010

E’ stata una bella serata di feedback con gli Idearium Brothers e tanti nuovi interessati, circa quaranta in totale.

Non avete mai partecipato o addirittura, dopo tutti questi anni, non sapete ancora cos’è Frontiers? …. beh, se vi occupate di innovazione, IxD, Ux, ICT, Web, ecc. allora svegliatevi! 😉  Alcune risposte alla domanda cos’è Frontiers nel video.

http://www.facebook.com/v/374521610421

Frontiers sta crescendo ancora e nel 2010 proverà per la prima volta il motore a curvatura …. lunga vita e prosperità a Frontiers!