Self-tracking

Il buon Davide ha segnalato a me Leandro, Matteo, David e Aaron questo interessante video su un prototipo di prodoto self-tracking Philips.

Mi interesso del tema da un pò e in modi diversi, da diverse direzioni anche gli amici, colleghi e “idearium brothers” su citati.

Sul tema del self-tracking sta investendo molte energie Kevin Kelly con The Quantified Self.

In sintesi il fenomeno self-tracking che ci interessa maggiormente è legato alla possibilità che nuovi device precisi, portabili e a costi non troppo elevati possano produrre un feedback sull’andamento della nostra attività fisiologica, emotiva e su alcuni comportamenti.  Questa attività può essere attiva eo automatizzata, mantenuta personale o condivisa su social network. Vedi per esempio Nike+  (date un occhio al progetto dell’amico Matteo Penzo Geekrunning) o le interfacce neurali (vedi 1, 2).

Le possibilità le si stanno esplorando proprio in questi anni, con tutti i pro e i contro etici, business, tecnici, ecc..

I bisogni a cui può rispondere il self-tracking sono diversi non solo quelli legati al benessere (come scrissi qui) per quanto già da solo rappresenta una domanda molto grande.

Forse nel 2010 ci saranno delle sorprese …. stay tuned.

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5 pensieri riguardo “Self-tracking”

  1. Il tipo del video, ha bisogno del braccialetto per capire che è agitato?! Ma a parte le battute, vogliamo veramente condividere in maniera diretta le nostre emozioni? Insomma interessante… e allo stesso tempo inquietante.

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  2. Si da un lato forse è meglio imparare a sentire da soli le proprie sensazioni e accorgersi quando si ha bisogno di un momento di pausa, per esempio. Ma molte volte siamo talmente coinvolti che perdiamo la sensibilità verso il nostro stato attuale. Lungi da me difendere il prototipo del video che sicuramente poteva essere sviluppato in altre maniere.
    Nessuno è costretto a condividere nulla, molte operazioni di self-tracking rimarranno informazioni personali di chi le vuole far emergere per se stesso.
    Che poi oggi con facebook (l’omogenizzato di internet) e non solo ci sia in atto la maturazione di una “cultura di interazione”, passando anche da eccessi di condivisione, è un processo inevitabile.

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  3. Io ho addocchiato MyZeo, un device per il tracking del sonno e il feedback sia automatico che tramite coach personale (ovviamente a costi diversi) di consigli per migliorare il proprio periodo di riposo.

    Ovviamente il tracking e soprattutto il feedback è migliorato se quotidianamente si compila anche un form indicando alcuni comportamenti del giorno prima che possono incidere sul sonno (hai bevuto, mangiato molto, fatto attività fisica…).

    Io sto facendo un serio pensiero a regalarmelo per Natale.

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  4. Ciao Cristiano, i disturbi del sonno sono molto diffusi ed escludendo le situazioni più gravi e complesse sicuramente è una delle domande a cui il self-tracking sta cercando di dare una risposta per progressivi miglioramenti dei device e della Ux. Una altro tema caldo èper esempio il peso forma ( vedi Matteo Penzo cosa scrive) .

    Ovviamente qualsiasi strumento può essere usato bene o male, è una duplicità che non dovrebbe ormai più sorprendere in quanto insita nella tecnologia.

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