BzaarCafe

Con un pò di ritardo, dovuto all’influenza dello “zuppò” sulla corteccia cerebrale, arriva anche il mio post sulla bella esperienza del BzaarCafe di sabato a Milano.
Bello!
Ci voleva una BarCamp a dimensioni ridotte, visto l’attuale tendenza al gigantismo. Ci vuole anche perché la dimensione del fenomeno BarCamp è tanto interessante, entusiasmante quanto repentina. Insomma, mi è piaciuta la possibilità di vivere il BzaarCafe come una fase più raccolta, più introversa e riflessiva. Una zona “meta” dove sperimentare ed elaborare l’evoluzione dei maggiori e crescenti BarCamp. Mi sembra di aver percepito questa potenzialità nel BzaarCafe a dimensione contenuta.

Suggerisco una occhiata alla presentazione di Folletto, molto stimolante anche in prospettiva…..
Va sempre un ringraziamento al dinamico Bru 🙂

BarCamp Torino 2006

Il BarcampTurin si svolgerà sabato 2 dicembre 2006 presso l’Hiroshima Mon Amour.
Per chi non sapesse cos’è un BarCamp qui può trovare spiegazioni, mentre qui può leggere un mio post sul primo BarCamp Italiano che si è svolto a Milano di recente.
Speravo, all’ultimo, di riuscire a preparare un mio intervento ma guardando oggi qui, sul wiki del BarCamp, ho visto che l’elevato numero di proposte ha costretto gli organizzatori a bloccarsi a 46 interventi! Direi che bastano 🙂

Ci si vede a Torino.

BzaarCamp – vitalità geek

E’ stata una interessante esperienza, sicuramente da ripetere.
Addirittura, sull’onda dell’entusiasmo di fine evento, più di un partecipante ha accolto la possibilità che la prossima volta si organizzi una due giorni!
Era presente una buona fetta della blogsfera milanese e gli argomenti proposti dai partecipanti sono stati i più disparati.
Un bel momento di incontro che mostra tutta la vitalità di geeks e bloggers milanesi. Persone che vivono con passione e curiosità, pronti a cogliere ogni occasione per esprimersi e creare.
E’ suggestivo vedere come si concretizza, in questi eventi, la tanto discussa natura sociale che anima il Web 2.0.Spero che questo sia l’inizio di una serie di altri Bzaarcamp e credo che a chi interessa il web, l’ICT, i media, le culture emergenti, ecc. convenga buttare un occhio in queste realtà spontanee.

In ordine alfabetico, gli interventi che ho trovato più interessanti sono stati quelli di:

  • Internet e capitale sociale. Dal bowling ai MMORPG. – Federico Fasce
  • Gui e Emotional User Interface – Leeander
  • Wreading Media: perché la distinzione tra online e offline è diventata obsoleta ieri pomeriggio – Mafe

Un ringrazimento finale va all’ideatore Riccardo Cambiassi, che da Londra ha organizzato il tutto, e alla Casa Editrice Apogeo che ha messo a disposizione i suoi locali per l’evento.

Qui trovate il Wiki del Bzaarcamp e qui le foto di alcuni partecipanti all’evento.

Minsky

Non è stata una trasferta facile. Milano Bergamo in due ore! La radio parlava di A4 letteralmente chiusa in certi tratti a causa di più incidenti e di invasione del Veneto da parte di nostalgici Austroungarici!
Comunque siamo riusciti, a differenza di Leeander e Co. (di cui qui trovate lo spassoso post) a seguire tutto l’intervento dal vivo.
Marvin Minsky non ha fatto un discorso organico, ha dato più che altro delle suggestioni sparse e ha rinunciato ad utilizzare buona parte delle slide che aveva portato. Effettivamente una sola ora per un personaggio del genere e per l’argomento che doveva esporre era insufficiente. Comunque ha fatto di tutto per non farsi capire da chi non era già avvezzo al suo pensiero e più in generale ai recenti sviluppi della A.I.. Minsky ha suggerito di visitare il suo sito (lo trovate qui) dove è possibile approfondire le sue ricerche.
Insomma, non è stato (e/o non ha potuto) generoso ma gli spunti sono stati interessanti:

  • la ricerca in A.I. è rimasta troppo tempo legata ad una visione ingenua della mente come sistema solo logioco e razionale;
  • si può pensare in molti modi non solo con la logica“;
  • si possono fare ipotesi con le emozioni”;
  • perchè dopo 40 anni i computer non sanno ancora riconoscere un oggetto semplice come un bicchiere;
  • vi sono solo 30/40 ricercatori dell’A.I. che danno la giusta importanza a sistemi che imparano da se stessi;
  • propone un modello della mente con 6 livelli di pensiero di cui i primi sono simili agli oggetti di ricerca del comportamentismo e gli ultimi, i più elevati, sono da considerare “LIVELLI SATELLITE, a parte; ci sono gli istinti e poi l’etica (che sono molto forti), salendo sia arriva su (come diceva Freud!) fino alla coscienza, emersa [evolutivamnete] con il crescere di importanza delle relazioni sociali”;
  • la comprensione deve essere qualcosa di biologico, capire è avere molti punti di vista;
  • il mio modello dei 6 livelli a similitudini con quello di Freud” [!!!];

In fine le domande (che, come la pensano anche quelli di Edge, sono molto importanti) di uno dei padri dell’A.I.:

  • Cosa sono le emozioni?
  • Perchè i computer sono così poco intelligenti?
  • Non è strano che in 40 anni di ricerca nell’A.I. non si sono fatti grandi miglioramenti?
  • Qual’è il vantaggio di un programma Lisp?
  • Cosa vuol dire conscio?

Sono stato l’ultimo del pubblico a fargli una domanda ma da come “non” ha risposto, ai più, è venuto il sospetto che:

  1. era stata tradotta male la domanda;
  2. si era stufato e voleva solo uscire;

va bè …. sarà per la prossima volta.

La macchina delle emozioni

I robot possono costruire automobili, ma nessun robot è in grado di fare un letto, pulire la casa o fare la baby-sitter”.

Così Marvin Minsky, uno dei padri dell’intelligenza artificiale, critica l’intelligenza artificiale classica che è in grado solo di programmare computer “stupidi” capaci di imitare l’intelligenza umana, senza capire ciò che fanno. Minsky sostituisce all’idea di una coscienza centrale una serie di fattori emotivi in grado di porre le varie funzioni della mente in relazione tra loro e propone una emotion machine da contrapporre ai computer dell’intelligenza artificiale classica.

Se ne parlerà a Bergamo Scienza, dove interverrà Marvin Minsky ven 29.09.2006 – ore 18:30 I Ex Chiesa S.Agostino via Fara – Città Alta.

Per saperne di più potete leggere qui una intervista a Minsky tratta da Tecnology Review. Qui la traduzione in italiano tratta da Boiler.

Dalla interazione alla “relazione” – Riflessioni su Frontiere dell’Interazione ’06

Le Frontiere dell’Interazione 2006 è stato un evento molto stimolante, dove si sono toccate importanti questioni di carattere tecnico, scientifico, culturale e business, riguardo al ruolo delle emozioni nell’interaction design. Come utilizzare le nostre attuali competenze sulle emozioni e sulle dinamiche relazionali per progettare siti, applicazioni, avatar, macchine, telefonini, ecc.? Come organizzare un team con questo obiettivo? Come e quando investire economicamente in ricerca, progetti e prodotti fondati sulla efficacia emotiva? In sintesi, questi sono stati i temi e le questioni sollevate dai relatori nel mentre che ci mostravano le loro ricerche aziendali, accademiche, i loro prodotti e progetti.In ordine alfabetico, gli interventi che ho trovato più interessanti sono stati quelli di:

Perché Frontiere dell’Interazione 2006 si è concentrata quest’anno sulle relazioni emotive?Come sta avvenendo da qualche anno internet (Web 2.0), ci si è resi conto che oltre a lavorare sulla intelligenza artificiale, il sistema di interazioni uomo-macchina, può progredire anche grazie al sapiente utilizzo delle capacità cognitive ed emotive dell’utente. In altre parole, mentre si continua a sviluppare macchine e software sempre più sofisticati, ci si è resi conto che ci sono interessanti margini di miglioramento della interazione sfruttando le spontanee capacità di auto-organizzazione, ricerca di coerenza e di rispecchiamento emotivo che istintivamente mettiamo in atto. Al crescere delle competenze nella psicologia e neurofisiologia crescono le possibilità di avere “ancoraggi” con il sistema uomo per interfacciarsi e progettare una interazione più efficace e funzionale, non delegando tutto solo alle capacità della macchina (il termine macchina in questo caso è riduttivo in quanto si parla di interazione in senso ampio). La ICT dilaga e invade la nostra quotidianità “entrando” in tutti gli oggetti di uso comune e collegandoli all’interno di una rete comune di comunicazione. Cresce l’esigenza di adoperare sempre di più competenze psicologiche per sviluppare prodotti emotivamente coerenti ed efficaci dal punto di vista “relazionale”. DALLA INTERAZIONE ALLA “RELAZIONE” con gli oggetti, le macchine e i programmi che sempre più saranno parte della nostra quotidianità materiale ma anche psichica. Forse comincia a diventare riduttivo anche il termine ICT e alcuni cominciano ad adottare concetti come KMT (knowledge Management Technology) in quanto stiamo passando dalla società della comunicazione e quella della conoscenza dove diventa sempre più evidente e palpabile la natura di certa tecnologia come estensione della mente. Un’ultima riflessione in quanto psicologo.Spero che si riconosca la necessità di integrare nei reparti di sviluppo e ricerca aziendale persone non solo con valide competenze specifiche in psicologia, ma anche con competenze scientifiche sufficientemente varie. Infatti, la psiche è l’oggetto complesso per eccellenza, ricco di livelli e processi emergenti, ed è facile, in questo campo (per la natura dell’oggetto di studio), ritrovarsi in un vicolo cieco facendo riferimento solo ad un certo filone teorico e/o ad un solo livello del sistema psiche (neurofisiologico, comportamentale, cognitivo, psicodinamico, sistemico, culturale, ecc.). Sono concreti problemi che possono condizionare lo sviluppo di molti prodotti. Può essere molto difficile per una azienda selezionare il consulente scientifico giusto e con le competenze giuste.In Italia ricerca pura e azienda sono troppo spesso ancora aliene e questo è un grande limite per una economia e una società come la nostra. In molti proponiamo che professionisti con competenze “ibride” possono aiutare ad affrontare questi gap che bloccano l’innovazione, ma mi fermo qui perché questo sarà l’argomento di un futuro post. Sia cliccando sulla immagina sopra che

Qui potete vedere le foto che ho scattato durante l’evento.