Attitudine TED

Per fare il TED sono necessari tanti fattori, capacità, conoscenze e risorse.

Ma il cuore del TED è la capacità, nonostante le difficoltà, di crede alla possibilità di costruire un mondo migliore aggregando persone e idee di qualità!

Questa attitudine TED la ritengo particolarmente importante in un momento di crisi e di complessità crescenti come quelle che viviamo.

C’è bisogno di ispirazione, c’è bisogno di senso, c’è bisogno di modelli nuovi e costruttivi.

Ci sono, esistono già fuori e dentro di noi, si tratta solo di predisporsi a cercarli, intercettarli e svilupparli con la giusta attitudine.

Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design

 

Poco più di un anno fa io e Davide Casali proponevamo un primo documento Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network che rappresentava una introduzione ai Social Network, alle conoscenze base per comprenderli ma soprattutto l’inizio di una prospettiva attenta alle dinamiche emotive che li sottendono.

Oggi, dopo l’esperienza accumulata sul campo, i feedback ricevuti e le ulteriori ricerche fatte proponiamo qualcosa di molto più importante e significativo: una metodologia di analisi e progettazione delle dinamiche motivazionali che alimentano i Social Network.

La nostra metodologia si chiama: Design Motivazionale

Affrontiamo di petto la sfida di questo nuovo, crescente e rivoluzionario mondo e mercato entrando nel merito di quei meccanismi che motivano la partecipazione, la collaborazione, la produzione di contenuti tramite incentivi intrinseci e dinamiche bottom-up.

La nostra proposta metodologica si fonda su quattro concetti chiave:

1. Bisogni Funzionali: gli obiettivi di progettazione rivisti in chiave di necessità.
2. Usabilità Sociale: l’usabilità rivista in dinamica sociale (partendo dalla definizione di Nielsen).
3. Motivazioni Relazionali: il concetto di motivazione rivisto in chiave relazionale (one-to-one e sociale).
4. Flusso di Attività Circadiano: ovvero le attività abituali delle persone durante la giornata.

Fra queste, le componenti caratterizzanti sono, come intuibile, Usabilità Sociale e ancora più Motivazioni Relazionali. La prima definisce quattro proprietà RICE: Relazioni interpersonali, Identità, Comunicazione ed Emergenza dei gruppi, mentre la seconda quattro motivazioni CECA: Competizione, Eccellenza, Curiosità, Appartenenza.

Il Design Motivazionale si applica sia ai Sistemi a Social Newtwork presenti nel Web che alle Intranet e Community Aziendali che vogliono sfruttare le nuove prassi collaborative che si sono evolute nel Web 2.0 (l’ormai nota Enterprise 2.0).

Ma qui, come avrete modo di scoprire, non proponiamo nessun discutibile “copia e incolla” dal Web all’Azienda, il nostro modello mette al centro le persone, le loro motivazioni e non le piattaforme.

Ecco quindi il documento, disponibile sotto licenza Creative Commons by-sa 2.5 (ITA):

  • in formato PDF, versione 1.0 (700kb)
  • sul Wiki di Bzaar.net per l’editing collaborativo
  • qui su Scribd
  • sul post parallelo di Davide, dove vi fornisce il suo punto di vista

TED: Steven Johnson – The Web and the city

Avevo già parlato di Johnson qui.

Di seguito il suo nuovo intervento al TED del 2003:

Outside.in‘s Steven Johnson says the Web is like a city: built by many people, completely controlled by no one, intricately interconnected and yet functioning as many independent parts. While disaster strikes in one place, elsewhere, life goes on.

http://static.videoegg.com/ted2/flash/loader.swf

[TED]

Enterprise 2.0 – Varese

Ieri sono stato all’International Forum on Enterprise 2.0 a Varese.

Nel complesso un interessante fotografia dello stato dell’arte a livello internazionale. L’intervento che mi è interessato di più è stato quello di Norman Lewis che rifletteva sull’importanza di capire i digital natives per costruire una Enterprise 2.0 e gestire il passaggio di paradigma culturale che la tecnologia sta portando (ho iniziato l’anno scorso una medesima ricerca nell’Osservatorio sul Knowledge Management PKM360°).

Se per qualcuno non è ancora chiaro, spero di no, la rivoluzione che sta innescando la ICT trova i suoi maggiori ostacoli nei cambi culturali e generazionali. Non si tratta solo di tecnica, come da più di 10 si continua a ripetere nel Knowledge Management.

Da tempo sto lavorando come consulente aziendale proprio sui fattori psicologici e sociali che possono permettere un passaggio meno traumatico della cultura organizzativa verso l’adozione di logiche 2.0 o da Social Network come mi capita più spesso di dire.

La tecnologia va più veloce della cultura di interazione degli utenti e questo non solo dentro le aziende ma anche nella vita quotidiana. Anche per questo il Web 2.0 per ora rimane più una rivoluzione culturale che di business (se escludiamo il business di fare una startup e farsi comprare).

Quello che fa la differenza non è vendere una piattaforma, anche se 2.0 come un wiki, mantenendo vecchi logiche ma diventare esperti della cultura d’interazione che sottende le realtà che emergono dalla selezione natura del Web 2.0 e trasferirla in modo graduale, insieme alle nuove applicazioni, nell’azienda.

Entro settembre, tornerò sull’argomento in modo molto più significativo e sostanzioso con una sorpresa 😉

Aspettando Frontiers IV

Martedì 1 Luglio ci sarà la quarta edizione di Frontiers of Interaction, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo di Arte Contemporanea, Torino.

Insieme ai giovani talenti l’organizzazione coinvolgere personalità come lo scrittore Bruce Sterling, padre del genere cyberpunk e autore di “Beyond the Beyond” (Wired) ed Elizabeth Churchill, Principal Research Scientist di Yahoo!  Essi saranno introdotti da un video di Jeffrey Schnapp, Direttore dello Stanford Humanities Lab, e seguiti da molti altri specialisti ed esperti italiani e stranieri come Nicolas Nova (LIFT Conference) e Bruno Giussani (scrittore e commentatore, direttore per l’Europa della TED Conference: Technology, Entertainment, Design).

Frontiers è uno dei rari momenti di vera innovazione in Italia, chi si interessa di Web, di Interaction Design, di User Experience e più in generale dei molteplici effetti prodotti dall’impatto di evoluzione tecnologia e rete non può mancare.

Ibridazioni legge Ibrid@menti

Da qualche settimana è uscito il libro del progetto Ibrid@menti dell’ Università Cà Foscari di Venezia, a cui ho contribuito anch’io scrivendo un paragrafo nel quale, come psicologo e blogger, rifletto su Ibrid@menti come osservatore esterno. Ringrazio Roberto Lo Jacono che mi ha coinvolto in questo progetto.

Scrittori, psicologi, antropologi, sociologi, formatori, semiologi e blogger sono i co-autori di un libro che si avventura nella complessità della blogosfera.

Il mio pensiero su questo interessante progetto di ricerca che “vive la rete” e non la osserva solo dall’esterno è proprio il contenuto del mio articolo nel testo, quindi non mi dilungherò. Diciamo che è stata una immediata simpatia tra ibridi.

Riporto direttamente dal blog ufficiale la spiegazione del progetto Ibridamenti:

Ibridamenti nasce il 3 ottobre 2007: è un Laboratorio Sperimentale Virtuale progettato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con la piattaforma Splinder.
OBIETTIVO PRINCIPALE: fare ricerca, sul virtuale, assieme ai blogger.

L’IDEA è semplice: andare oltre i confini. Oltre i confini dei blogger, oltre i confini dell’Accademia.

COSA FACCIAMO nel blog Ibridamenti? Proponiamo degli argomenti e lavoriamo assieme, in rete.

OBIETTIVO A BREVE TERMINE: scrivere un libro sul tema “L’ascesa dei blogger. Arti della connessione nel virtuale” . Ma si tratta solo della prima iniziativa attorno alla quale la nostra Community sta crescendo.

A fianco del blog Ibrid@menti è nata anche la collana editoriale che porta lo stesso nome e che intende pubblicare in futuro altri libri ideati qui. Libri sul virtuale (ma non solo), libri ideati nel virtuale. Ancora una volta per rompere i confini: i confini tra la ricerca universitaria e i blogger. I confini tra i blogger e la ricerca universitaria.
 
CHI SIAMO
Il progetto
Ibrid@menti è coordinato da Umberto Margiotta.
Umberto Margiotta è Professore Ordinario titolare della cattedra di Pedagogia Generale, Università Ca’ Foscari di Venezia, Dipartimento di Lettere e Filosofia.
 
La collana editoriale Ibridamenti è coordinata da Mario Galzigna, docente di Storia della Scienza ed Epistemologia clinica (storia e metodi della psichiatria) Università Cà Foscari di Venezia, Dipartimento di Studi Storici.

Responsabile e coordinatrice del blog Ibrid@menti è Maria Maddalena Mapelli : si occupa di Rinascimento, di virtuale e di formazione e sta lavorando ad una tesi di dottorato presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales  di Parigi sotto la direzione del prof. Yves Hersant in co-tutela con la Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio della Formazione e della Cognizione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia sotto la direzione del prof. Umberto Margiotta.

Ibrid@menti è un’idea di Intelligenzaconnettiva (Maria Maddalena Mapelli) con la partecipazione di William Nessuno.

Questo l’indice del libro:

INDICE
Due parole prima di iniziare a leggere 
Perché questo libro ? di Maria Maddalena Mapelli e Roberto Lo Jacono.
Premesse
Ibridamenti: un’idea di Università nel XXI secolo di Umberto Margiotta.
Università e blogger. La comunicazione possibile di Paolo Barberis.
Ibridamenti: storia di un’idea semplice. di Maria Maddalena Mapelli e Roberto Lo Jacono.
Introduzione
Comunità virtuali e “pratiche di Sé” di Mario Galzigna (heteronymos)
1. Blogosfera: i saperi alla prova del virtuale
1.1 L’identità e il virtuale di Daniele La Barbera
1.2 I saperi esperti, il virtuale e l’apprendimento sociale di Luciano Benadusi
1.3 Avanti, c’è Post! Un invito semiotico all’analisi dei blog di Giacomo Festi
1.4 Aspetti antropologici di un esperimento di ricerca in rete di Gianluca Ligi
1.5 Pensare in rete: il metodo dello specchio di Maria Maddalena Mapelli (madmapelli)
1.6 L’occhio e la pagina. Ripensare l’immagine-link di Dario Maccari (oyrad)
2. L’ibridazione degli approcci metodologici
2.1 Costruire mondi ON/OFF. Ripartiamo da tre di Maria Maddalena Mapelli (madmapelli)
2.2 L’approccio logico-riflessivo applicato alle pratiche di blogging di Simona Marchi (MSsenzafiltro)
2.3 Blog e identità connessa di Stefano Ciulla.
2.4 Per un’etnografia dell’uso dei sensi nel blog di Barbara Caputo (Barbara34)
3. La sperimentazione di Ibridamenti: alla ricerca di un metodo
3.1 Entriamo nel Laboratorio…..
3.2 Trasposizione ON/OFF per immagini di Dario Carta (evenevil)
3.3 L’utente anonimo come riflesso della Comunità di Pasquale Esposito (eventounico)
3.4 L’avatar specchio di Germano Milite (eccelso86)
3.5 Il riflesso avatar di Daniele Muriano (maledettamente bene)
3.6 La sfida delle mappe: co-costruire la ricerca di Emma Ciceri (emmart.tk)
4. Ibridamenti: nuove pratiche di comunicazione
4.1 L’esperienza di scritture in rete di Paolo Melissi (Melpunk)
4.2 L’esperienza di Ibridaprosa di Annamaria Trevale (Anna 58)
4.3 L’esperienza di Storiedaibrido di Cristina Finazzi (modalogia)
4.4 L’immagine dei frattali: la rappresentazione dell’irregolare di Gianluca Broleri (Astrogigi)
4.5 L’ascesa dei blogger  di William Nessuno (Giuseppe Iannicelli)
5. Ibridamenti visto da fuori
5.1 Da scrittore vi dico che… di Tiziano Scarpa.
5.2 Ibridamenti: una struttura che connette di Pietro Barbetta
5.3 Ibridazioni legge Ibridamenti di Gianandrea Giacoma
Bibliografia e sitografia essenziale
Allegati

Qui un articolo sul libro su Nova24. Qui un post di Marco Mighetti.

Qui trovate le informazioni per comprare il libro.