Steven Berlin Johnson – Nuovi intellettuali ibridi

 

Da qualche anno seguo con interesse Steven Berlin Johnson che ritengo il rappresentante di una nuova tipologia di intellettuali, che spero si diffonda.

La prima volta che lo vidi fu in un mitico documentario sui sistemi emergenti e subito mi colpi la sua capacità di trovare delle relazioni tra molti campi attraverso l’individuazione di certi processi e principi trasversali e significativi. Sa spaziare dall’umanistico allo scientifico in modo informale ed efficace per magari parlarci della rivoluzione messa in atto dai videogiochi o per mostrarci, nel suo ultimo libro The Ghost Map, come nella Londra del 1854 la drammatica situazione prodotta dal diffondersi del colera pose le basi per una nuova organizzazione delle città e del vivere sociale.

Mai banale riesce a nobilitare temi da geek e a proporre interessanti intuizioni sul nostro complesso mondo.

Attualmente sto leggendo i suoi due libri “La nuova scienza dei sistemi emergenti” e “Tutto quello che fa male ti fa bene.

Qui di seguito c’è il suo intervento al TED, dove lo descrivono così “… the best-selling author of five thoughtful and surprising books linking science, technology and society. He’s a longtime innovator in the web world …” e nel quale descrive il contenuto del suo ultimo libro The Ghost Map.

Image [Gruntzooki]

11 pensieri riguardo “Steven Berlin Johnson – Nuovi intellettuali ibridi”

  1. Splendido blog!
    Anch’io mi considero una mente ibrida, transdisciplinare. Sono attratto (non stranamente…) dai territori di confine tra le varie scienze, tra le scienze e la tecnica, tra la scienza e le discipline umanistiche, tra equazioni e dipinti, tra bit e materia.
    Ed anch’io sono interessato alla scienza della complessità, tra le altre cose.

    Se non li hai già letti ti suggerisco:

    Alberto Gandolfi, Formicai, imperi, cervelli. Introduzione alla scienza della complessità, Bollati Boringhieri, 1999

    Alberto .F. De Toni, Luca Comello, Prede o ragni. Uomini e organizzazioni nella ragnatela della complessità, Utet, 2005 (un curioso libro, fatto per lo più di citazioni)

    Stuart Kauffman, Esplorazioni evolutive, Einaudi, 2005

    e l’imperdibile

    Murray Gell-Mann, Il quark e il giaguaro. Avventura nel semplice e nel complesso, Bollati Boringhieri, 2000

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  2. Grazie Federico! 😀

    Beh, allora dobbiamo beccarci prima o poi.

    Ho letto Prede o Ragni, gli altri li conosco ma non gli ho ancora letti. Ormai in casa sono circondato da pile di libri :I

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  3. confermo davvero la stessa idea di federico, gran bel blog .)

    io pure sto al confine tra diverse discipline, anche se mi sto orientando di piu’ verso la web of science…

    la formazione ibrida sara’ una componente essenziale sempre maggiori sui nuovi lavori che si stanno creando, e tra l’altro e’ emerso anche nell’IA Summit di ieri e l’altro a trento…

    Sono temi quantomai stimolanti, sara’ un piacere leggerti 🙂

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  4. Buongiorno..
    sono Luca Comello, autore di Prede o Ragni.

    Gli imprevedibili linl della rete mi hanno portato fin qui e non posso che complimentarmi con chi ha ideato questo blog e con coloro che danno il loro contributo per tenerlo in vita.

    Posso approfittare per farmi un po’ di pubblicità?
    E’ uscito in questi giorni il mio nuovo libro “Viaggio nella complessità”, edito da Marsilio. Una versione rimpicciolita di Prede o Ragni, con qualche aggiunta e una divagazione sul pensiero cinese, intriso di complessità.
    Link al libro: http://www.marsilioeditori.it/schedalibro.htm?codice7=3179358

    Vi segnalo anche che qualche giorno fa si è tenuto a Torino un interessantissimo convegno sulla complessità con ospiti di fama internazionale: http://www.csipiemonte.it/convegni_scientifici/dwd/programma.pdf

    Purtroppo non sono riuscito ad andarci, ma alcune persone che conosco ci sono andate. Dovrebbero farmi avere gli appunti, eventualmente li condivido con voi.

    Saluti
    Luca

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  5. Grazie Luca e complimenti per Prede o Ragni, un testo molto interessante.

    Purtroppo non sono riuscito nemmeno io ad andare all’evento della Fondazione ISI che conosco personalemente, in particolare il Progetto Lagrange.

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