Domenica ho partecipato ad un interessante Hack-up a Milano nella sede di Mikamai.
Complimenti, lo spirito collaborativo e la disponibilitĂ erano ottimi. Grazieal buon Edo e al vulcanico Ivan.
A beautiful day 🙂
Questi i risultati
Domani sarò a Firenze e interverrò con Davide al Convegno di due giorni Better Software 2009.
Parleremo di Design Motivazionale e di come, secondo noi, stia evolvendo parte dell’interaction design sotto la pressione dei social network, verso una piĂą ampia psicologia della interazione uomo-macchina-uomo.
Nel mentre Maurizio Boscarol di Usabile.it ci ha intervistati sul nostro intervento. Qui trovate l’intervista.
Massimo è un ibrido, una bella persona di talento, un ottimo esempio di design thinking (e abbiamo un profondo bisogno di quel modo di pensare in tanti ambiti).
Ha appena pubblicato (era giĂ online a Settembre 2008 in logica open sul blog) in versione cartacea (italiana, inglese e spagnola) la sintesi della sua interessate tesi che tratta:
“come si possa utilizzare il design per sviluppare processi progettuali con/per un Sistema ComunitĂ /LocalitĂ (una comunitĂ ed il proprio territorio) al fine di ottenere una attivitĂ collaborativa che generi iniziative di innovazione aperta e sociale (Open Innovation / Social Innovation). Il design quindi non come strumento estetico e formale ma come strumento organizzativo per la facilitazione (o metadesign) di sistemi, processi, progetti aperti“.
Le competenze e la ricerca che propone sono molto importani in una fase in cui l’evoluzione e diffusione dei social network sta creando nuove opportunitĂ di gestire e produrre conoscenza (pensiamo solo all’Enterprise 2.0 o al co-design dei prodotti con i clienti, ecc.).
Massimo ha studiato il mondo dell’open source dove parte delle prassi collaborative 2.0 sono nate. A questo ha aggiunto la sinergia tra online e off line, tra network e territorio, tenendo conto delle logiche dei sistemi complessi che sottendono i processi emergenti bottom-up.
Forse ora è più chiaro perché lo ritengo un ottimo esempio di ibrido.
Il testo è ricco di links per approfondire e rappresenta una buona introduzione, poi se si vuole entrare più in profondità bisogna leggersi la tesi.
Qui per scaricare il PDF di Design for Complexity
Apprendo questa notizia dal blog di De Biase che J.L. Hennessy, Presidente della Stanford University, ritiene ormai vicina una rivoluzione da parte delle Neuroscienze come fu cinquant’anni fa per la genetica. Sono convinto anch’io come ricercatore che nei prossimi anni, soprattutto in progetti e team di ricerca transdisciplinari (ancora troppo pochi in Italia, rispetto a quelli piĂą verticali, a mio parere) emergeranno scoperte importanti. Hennessy ritiene questo ambito ormai maturo per attirare molti piĂą investimenti e sono sicuro che negli USA sapranno farlo nonostante la crisi.
Qui, su Ars Technica, trovate l’intervista a Hennessy
Condivido la riflessione di Gianluca Dettori su come spesso nasce l’innovazione di successo in ambito tecnologico (espressa nell’ultimo incontro di Venice Sessions).
http://venicesessions.it/wp-content/themes/veniceSessionTheme/swf/videoPlayer_nowide__vs.swf
“Sono sempre dei team molto piccoli che fanno delle grandi invenzioni”
“Alla fine la veritĂ non è altro che l’interazione molto intensa di persone che hanno competenze diverse e che riescono a trovarsi in un contesto per cui hanno la possibilitĂ di giocare con la realtĂ .”
Diciamo che non solo condivido e ne parlo da tempo ma che “stiamo” cercando di farlo ….
E’ con grande piacere che vi segnalo la disponibilitĂ online del nuovo Report “L’Enterprise 2.0 al tempo della crisi: la concretezza di chi osa” che illustra i risultati dell’edizione 2008/2009 della Ricerca dell’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano, a cui ho contribuito all’analisi dei dati e con il box:
“Enterprise 2.0 e Design Motivazionale – Interazione sui Social Network e Cultura Organizzativa“.
La Ricerca, che ha coinvolto oltre 300 Executive di medie e grandi organizzazioni oltre ad un panel di piĂą di 160 utenti professionali, approfondisce i trend emersi rispetto a quattro filoni di iniziative: Social Network & Community, Unified Communication & Collaboration, Enterprise Content Management e Adaptive Enterprise Architecture.
Qui potete scaricare il report a pagamento.
Mercoledì 25 Marzo 2009
Aula Carlo de Carli – Politecnico di Milano/Campus Bovisa, Via Durando 10
Presentazione dei risultati della Ricerca dell’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano.
Proseguendo in questo percorso di Ricerca, l’Osservatorio si è posto quest’anno l’obiettivo di approfondire quattro temi chiave:
Nell’analizzare le iniziative in corso e i loro impatti sull’organizzazione, la visione dei responsabili dei progetti e dei CIO è stata affiancata e confrontata con quella di altri attori che hanno un impatto rilevante su queste iniziative tra i quali, in particolare, i responsabili delle Direzioni Risorse Umane e Marketing e Commerciale. Sono stati coinvolti, attraverso survey ed interviste, oltre 300 executive.
Qui la brochure.
Qui per l’iscrizione.