Social Media: cambia la comunicazione

Gestire la complessità con strategie a rete è una delle prassi che coinvolge target sempre più ampi.

Come affrontano le agenzie di comunicazione questa complessità crescente che diventa progressivamente mainstream?
Basta affidarsi allo smanettone o al giovane geek di turno da sottopagare? Direi di no.

Quanto il mercato della comunicazione è fatto dalla domanda e quanto dalla offerta?

[by Marketing Usabile]

Us now – Documentario sul Networking e le dinamiche bottom-up

Che effetto avrà internet inteso come nuovo media nel quale le masse sono somme di individui capaci di aggregarsi e poi destrutturarsi?

Che impatto avrà sul nostro essere cittadini, sulle nostre identità individuali?

Come cambierà la politica?

Quale l’impatto culturale e sulla economia?

Questo documentario propone alcune riflessioni e indicazioni per capire dove andare a cercare le conoscenze e gli strumenti necessari per sviluppare e interpretare la Società della Conoscenza.

Sarebbe ora di conoscere i sistemi complessi, di studiarsi un pò i social networks, le esperienze dei progetti open source, no?

http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4489849&server=vimeo.com&show_title=1&show_byline=1&show_portrait=0&color=&fullscreen=1

Us Now from Banyak Films on Vimeo.

Sito del documentario

Blog del documentario

[info by: Putting People First]

Massimo Menichinelli – Design for Complexity

Massimo è un ibrido, una bella persona di talento, un ottimo esempio di design thinking (e abbiamo un profondo bisogno di quel modo di pensare in tanti ambiti).

Ha appena pubblicato (era già online a Settembre 2008 in logica open sul blog) in versione cartacea (italiana, inglese e spagnola) la sintesi della sua interessate tesi che tratta:

“come si possa utilizzare il design per sviluppare processi progettuali con/per  un Sistema Comunità/Località (una comunità ed il proprio territorio) al fine di ottenere una attività collaborativa che generi iniziative di innovazione aperta e sociale (Open Innovation / Social Innovation). Il design quindi non come strumento estetico e formale ma come strumento organizzativo per la facilitazione (o metadesign) di sistemi, processi, progetti aperti“.

Le competenze e la ricerca che propone sono molto importani in una fase in cui l’evoluzione e diffusione dei social network sta creando nuove opportunità di gestire e produrre conoscenza (pensiamo solo all’Enterprise 2.0 o al co-design dei prodotti con i clienti, ecc.).

Massimo ha studiato il mondo dell’open source dove parte delle prassi collaborative 2.0 sono nate. A questo ha aggiunto la sinergia tra online e off line, tra network e territorio, tenendo conto delle logiche dei sistemi complessi che sottendono i processi emergenti bottom-up.

Forse ora è più chiaro perché lo ritengo un ottimo esempio di ibrido.

Il testo è ricco di links per approfondire e rappresenta una buona introduzione, poi se si vuole entrare più in profondità bisogna leggersi la tesi.

openp2pdesignorg_large.jpg

Qui per scaricare il PDF di Design for Complexity

Oss. Enterprise 2.0 Politecnico Milano – Report 2009

 copertina-report-2009-mini.bmp

E’ con grande piacere che vi segnalo la disponibilità online del nuovo Report “L’Enterprise 2.0 al tempo della crisi: la concretezza di chi osa” che illustra i risultati dell’edizione 2008/2009 della Ricerca dell’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano, a cui ho contribuito all’analisi dei dati e con il box:

“Enterprise 2.0 e Design Motivazionale – Interazione sui Social Network e Cultura Organizzativa“.

La Ricerca, che ha coinvolto oltre 300 Executive di medie e grandi organizzazioni oltre ad un panel di più di 160 utenti professionali, approfondisce i trend emersi rispetto a quattro filoni di iniziative: Social Network & Community, Unified Communication & Collaboration, Enterprise Content Management e Adaptive Enterprise Architecture.

Qui potete scaricare il report a pagamento.

Oss. Enterprise 2.0 – 25 Marzo 2009

Mercoledì 25 Marzo 2009
Aula Carlo de Carli – Politecnico di Milano/Campus Bovisa, Via Durando 10

Presentazione dei risultati della Ricerca dell’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano.

Proseguendo in questo percorso di Ricerca, l’Osservatorio si è posto quest’anno l’obiettivo di approfondire quattro temi chiave:

  • Social Network & Community;
  • Unified Communication & Collaboration;
  • Enterprise Content Management;
  • Adaptive Enterprise Architecture.

Nell’analizzare le iniziative in corso e i loro impatti sull’organizzazione, la visione dei responsabili dei progetti e dei CIO è stata affiancata e confrontata con quella di altri attori che hanno un impatto rilevante su queste iniziative tra i quali, in particolare, i responsabili delle Direzioni Risorse Umane e Marketing e Commerciale. Sono stati coinvolti, attraverso survey ed interviste, oltre 300 executive.

Qui la brochure.

Qui per l’iscrizione.

Il network è la rete

Facebook è sulla bocca di tutti.

Da un lato ben venga la diffusione del social networking, che si spera inneschi una evoluzione della cultura di interazione (come ci relazioniamo, comunichiamo, cerchiamo, gestiamo conoscenza e la produciamo con internet) nella vita privata e nel lavoro. Lo dico anche con interesse.

Non dimentichiamo però che il network è la rete e da anni si parla di social network destrutturati che usano come profilo magari il proprio blog o di profili universali.
Purtroppo, l’anno scorso, non sono riuscito ad andare al Wordcamp ma, come fa notare Pandemia, così rifletteva Matt Mullenweg il creatore di WordPress.

Facebook è un mondo chiuso da cui è anche faticoso cancellarsi.

Facebook è come la TV generalista dei social network, certo sono molto interessani le cifre e l’evoluzioni di un fenomeno di tali proporzioni ma che ruolo gioca l’open e la qualità in rete?

[video: WordCampTV]