Recentemente è uscito un documentario su Francisco Varela, che non ho visto, di cui ho trovato su YouTube la presentazione.
Per chi non conoscesse Varela vi suggerisco di leggere qui un interessante articolo di Alfonso M. Iacono e qui un articolo dello stesso Varela sulla Neurofenomenologia.
Francisco Varela con Humberto Maturana ci hanno donato quella straordianaria teoria che è l’Autopoiesi.
L’autopoiesi e il lascito di Varela in generale (nella biologia della conoscenza, nelle scienzecognitive, nell’epistemologia, ecc.) sono carichi di importanti intuizioni e ipotesi che ispireranno ancora per molti anni la ricerca scientifica. Quella ricerca capace di mostrarci nuovi e rivoluzionari punti di vista su ciò che siamo come esseri viventi, uomini e sul nostro modo di conoscere e “costruire un mondo”.
Autore: Gianandrea
Ray Kurzweil – Google Zeitgeist conference 2005
Singolarità tecnologica
Il 16 Maggio di questo anno si è svolto alla Standford University il Singularity Summit.
Il concetto di singolarità è stato adottato, nell’ambito della futurologia, per descrivere un salto di qualità della conoscenza scientifica e tecnica talmente ampio e profondo da rivoluzionare in modo drastico e imprevedibile l’uomo e il mondo.
Il primo ad utilizzare il termine singolarità, in questo senso, è stato il matematico Vernor Vinge e probabilmente il più conosciuto teorico della singolarità è, attualmente, Raymond Kurzweil.
I singolaristi ci invitano a prendere atto che la diffusa idea di progresso lineare della tecnologia non rappresenta la reale curva di crescita. Sembrerebbe, infatti, che stia avvenendo un incremento esponenziale della tecnica. Se il trend rimane il medesimo viene ipotizzata una impressionante accelerazione, nei prossimi 50 anni, che pone all’orizzonte scenari difficili da immaginare.

L’idea di riferimento è una generalizzazione della Legge di Moore, secondo la quale i processori raddoppiano di potenza ogni 18 mesi. Bisogna ammettere che, per quanto riguarda l’interpretazione ristretta e specifica ai processori, la Legge di Moore si è effettivamente rivelata corretta sino ad oggi.

Kurzweil propone di guardare ai prossimi 30-50 anni secondo un’ottica di sviluppo esponenziale della tecnica in generale, in quanto lo sviluppo dei computer finirebbe, a suo parere, per innescare un effetto domino di feedback positivo anche sulle altre tecnologie e conoscenze scientifiche. Diversi singolaristi sono convinti che in un futuro non così lontano, attraverso vari stadi “evolutivi”, grazie allo sviluppo in campi tra cui le nanotecnologie, i super computer (in grado di simulare l’intero cervello) e le conoscenze scientifiche specifiche vi sarà una progressiva “ibridazione” tra uomo e tecnologia. Da questa accelerazione, dovrebbe sorgere la prima A.I. in grado di confrontarsi e integrarsi con quella umana e un giorno di superarla magari fondendosi ad essa.
Ora, tralasciando i sogni cyborg di Kurzweil e Co., ci tengo a chiarire che non condivido il transumanesimo “forte” che caratterizza molti promotori della singolarità ma ritengo un errore non considerare le intuizioni sul nostro futuro che emergono da questi filoni di pensiero. All’interno di molte ipotesi selvagge come quella delle super A.I. che si auto-organizzeranno-produrranno, soppiantando l’evoluzione biologica e modelli semplicistici come la riduzione dell’ipercomplesso sistema cervello-mente ad una banale stima di 10 alla sedicesima calcoli al secondo, vi sono spunti su cui è interessante riflettere.
Come avevo già scritto in “Tecnologie e scienze del vivente” la velocità di calcolo presa singolarmente è riduttiva, in realtà, già ai tempi del calcolatore a manovella di Pascal, l’uomo era superato nella velocità di calcolo da una macchina, il problema è allora di intendersi su cosa sia la cognizione, l’intelligenza, la vita, i sistemi emergenti e ipercomplessi. Io credo che lo stiamo iniziando a capire solo a desso ma riprenderò questo punto più avanti.
Credo che nessuno di noi possa negare la progressiva diffusione e “naturalizzazione” (nel senso di integrazione culturale ed emotiva) della tecnologia, è sotto gli occhi di tutti.

L’invenzione del computer ha permesso un’accelerazione impressionante della ricerca scientifica e la conoscenza in generale è in piena trasformazione con la diffusione di internet. La possibilità di rendere ancora più efficaci la gestione e produzione di conoscenza sono notevoli e difficili da immaginare.
Internet sta cambiando le tradizionali logiche di possesso, creazione e diffusione della conoscenza. Stanno iniziando a cambiare i media, i rapporti tra utente ed esperto (paziente-medico, cliente-produttore, cittadino-stato, studente-scuola). I network posso velocizzare la selezione e facilitare la produzione di idee innovative. Allo stesso tempo cresce la complessità, l’incertezza, la “knowledge and digital device” e la quantità di informazioni da gestire aumenta. Aumenta, quindi, la necessità di una cultura di Personal Knowledge Management più sofisticata e le nuove tecnologie vengono progettate secondo un Interaction Design sempre più competente del “sistema uomo”, grazie alle crescenti conoscenze scientifiche in ambito, cognitivo, psicologico e neurofisiologico.
Le ibridazioni tra uomo e tecnologia hollywoodiane alla Kurzweil dovranno attendere, ma è indiscutibile che l’interazione uomo macchina sta migliorando significativamente e diventa sempre più “naturale” concepire la propria conoscenza come un qualcosa di diffuso tra la nostra mente e le “macchine cognitive” che ci sono di supporto.

Si stanno costruendo computer sempre più potenti ma un calcolatore da solo non fa nulla. Sembra una contraddizione, prima infatti scrivevo che i computer sono serviti molto a migliorare la ricerca, ma la questione è quella di vedere il “sistema uomo-macchina” come una co-evoluzione, un circolo virtuoso dove prodotto e produttore si alternano. Lo sviluppo di una potente A.I., che oggi è ancora una chimera, passa attraverso una maggiore conoscenza dell’intelligenza biologica e psicologica che è ha la sua origine nell’organizzaione autopoietica, emergentista e neghentropica della vita.
A mio parere la visione dei singolaristi è spesso riduzionista e semplicistica ma penso sia necessario che qualcuno provi a lanciare in ipotesi fino ai limiti della nostra immaginazione. Le intuizioni hanno bisogno anche di questo atteggiamento.
E’ comunque in atto una rivoluzione in molti campi del sapere scientifico e tecnologico che intaccano tradizionali dicotomie su cui costruivamo la nostra identità, la nostra conoscenza.
Potete trovare questo mio articolo anche su Idearium.
Festival della Scienza di Genova – Seguendo un filo rosso –
In questi giorni si sta svolgendo il Festival della Scienza di Genova. Tra le tante e interessanti proposte dell’evento, volevo segnalarvi alcune conferenze:
- L’io allo specchio con Giacomo Rizzolatti il nostro illustre padre dei Neuroni a Specchio.
- Le origini della vita con Pier Luigi Luisi di cui avevo già scritto qui.
- La Terza Cultura in espansione con John Brockman l’ideatore di Edge interessantissimo progetto sulla Terza Cultura.
- Una nuova mente con Domenico Parisi che di recente ha appunto pubblicato l’interessante libro “Una nuova mente” (Codice Edizioni pubblica libri molto validi).
C’è un filo rosso che partendo dalla comprensione di cos’è e come funziona biologicamente la vita arriva fino alle recenti scoperte delle neuroscienze, le quali, negli ultimi anni, stanno dialogando in modo molto fertile con alcune note teorie della mente che necessitavano sicuramente di conferme. Allo stesso tempo, le neuroscienze, adoperano sempre più le potenzialità esplicative di metapsicologie che hanno accumulato decenni di studi e applicazioni.La massa critica di conoscenze raggiunta, in campi un tempo distanti, premia la ricerca transdisciplinare e i risultati stanno cambiano profondamente l’idea di conoscenza, vita, uomo. Un numero crescente di esperti e studiosi sono convinti che, da questa accelerazione della ricerca, stiano nascendo nuove idee di sviluppo, nuove metafore culturali e magari anche nuove possibilità di concepire il nostro futuro.I personaggi che ho su citato sono rappresentanti di questa Rivoluzione Silente.
“Il terzo” spiega il succeso di YouTube
http://youtube.com/v/nssfmTo7SZg
Jawed Karim spiega gli eventi che hanno portato al successo YouTube.
[via downloadblog]
Devescovi – Jung e le Sacre Scritture –
Ho avuto la fortuna di conoscere Pier Claudio Devescovi e di apprezzare la sua ricerca prima della pubblicazione di “Jung e le Sacre Scritture”. E’ un libro che consiglio, anche se un po’ per addetti ai lavori. Che piaccia o meno, c’è un immaginario che sottende anche un periodo ipertecnologico come il nostro. La tradizionale custode di questo immaginario, in occidente, è stata per duemila anni il Cristianesimo ma la Chiesa non nasconde le attuali difficoltà nel riuscire a parlare al cuore delle persone.
Perché nel 2006 la teologia ufficiale è ancora legata alla Scolastica? Che fine ha fatto il significativo dibattito teologico del Rinascimento? Quale apporto può dare la Psicologia Analitica a queste questioni?
I fenomeni ampi e complessi è meglio osservarli da più punti di vista, e per capire le dinamiche che sottendo l’attuale periodo culturale è necessario addentrarsi anche sotto la superficie della coscienza collettiva. Le intuizioni di Carl Gustav Jung sono più vive che mai e Devescovi propone una interpretazione molto interessante e coraggiosa.
Cornstarch
Center for Nonlinear Dynamics,
University of Texas, Austin
I sistemi emergenti
E’ uscito di recente il nuovo libro del Prof. Pier Luigi Luisi, un ricercatore che tiene alta la bandiera della scienza italiana nel mondo. Luisi si occupa della origine della vita intesa come sistema autopoietico. Qui potete trovare una breve introduzione al suo testo “The Emergence of Life – From Chemical Orgins to Synthetic Biology“.
E’ da questo genere di ricerche di base che, da almento vent’anni, nascono idee, ipotesi, teorie che influenzano numerose altre discipline scientifiche (e non) arrivando a produrre modelli di riferimento anche per la progettazione in molti campi come le organizzazioni e la tecnologia.
Jawed Karim
Jawed Karim è il “terzo” co-fondatore di YouTube che aveva preferito tornare a concentrarsi sugli studi alla Stanford University.
Dal punto di vista finanziario, rispetto ai soci che si erano dedicati a tempo pieno al progetto, non è stata una grande mossa ma ha comunque guadagno molto anche lui dal passaggio a Google.
Non penso ripeterà l’errore ma non so fino a che punto interpretare solo negativamente, in prospettiva, la sua scelta universitaria. Dipende da cosa c’è dietro il suo definirsi “un topo da biblioteca, eccitato all’idea di imparare”. Non è così strano e raro che una idea innovativa e la capacità di trasformarla in business non nascano dalla stessa persona…….
Anzi, troppo spesso in Italia le due competenze non trovano il modo di incontrarsi.
Vedremo cosa ci riserverà in futuro Jawed Karim “il terzo”.
BzaarCamp – vitalità geek
E’ stata una interessante esperienza, sicuramente da ripetere.
Addirittura, sull’onda dell’entusiasmo di fine evento, più di un partecipante ha accolto la possibilità che la prossima volta si organizzi una due giorni!
Era presente una buona fetta della blogsfera milanese e gli argomenti proposti dai partecipanti sono stati i più disparati.
Un bel momento di incontro che mostra tutta la vitalità di geeks e bloggers milanesi. Persone che vivono con passione e curiosità, pronti a cogliere ogni occasione per esprimersi e creare.
E’ suggestivo vedere come si concretizza, in questi eventi, la tanto discussa natura sociale che anima il Web 2.0.Spero che questo sia l’inizio di una serie di altri Bzaarcamp e credo che a chi interessa il web, l’ICT, i media, le culture emergenti, ecc. convenga buttare un occhio in queste realtà spontanee.
In ordine alfabetico, gli interventi che ho trovato più interessanti sono stati quelli di:
- Internet e capitale sociale. Dal bowling ai MMORPG. – Federico Fasce
- Gui e Emotional User Interface – Leeander
- Wreading Media: perché la distinzione tra online e offline è diventata obsoleta ieri pomeriggio – Mafe
Un ringrazimento finale va all’ideatore Riccardo Cambiassi, che da Londra ha organizzato il tutto, e alla Casa Editrice Apogeo che ha messo a disposizione i suoi locali per l’evento.
Qui trovate il Wiki del Bzaarcamp e qui le foto di alcuni partecipanti all’evento.


