L’Usabilità Sociale al World Usability Day a Milano

bannerone-wud.jpg

Io e Davide abbiamo parlato della Usabilità Sociale di Mo.De. al World Usability Day di Milano, parte di un evento svoltosi contemporaneamente anche in tante altre nazioni.

C’era anche Leandro che ha fatto come sempre uno intervento ricco di stimoli, intuizioni e visioni molto utili. Qui le sue slide.

Alla fine dell’evento abbiamo fatto una tavola rotonda riflettendo sul design centrato sull’utente e le possibili relazioni tra usabilità e sostenibilità. Si è parlato molto della necessità di competenze e team transdisciplinari, di ibridi.

Non è colpa mia ….. mi sono venuti dietro 😉

Le Motivazioni Relazionali di Mo.De. all’UxCamp di Firenze

Io e Davide siamo stati questo sabato all’UxCamp di Firenze.

Come spesso succede l’evento non era un vero e proprio BarCamp ma abbiamo apprezzato lo sforzo organizzativo. E’ stato un bel momento di incontro e scambio con amici vecchi e nuovi esperti di Ux.

Abbiamo presentato un tema di Mo.De. più in verticale, quindi con qualche esempio in più e cercando di farlo in modo più interattivo con chi seguiva il nostro intervento. I feedback sono stati molto positivi e gratificanti. Grazie a chi ci ha fatto sentire ancora sulla strada giusta 🙂

Qui di seguito troverete la versione in italiano che abbiamo usato sabato e sotto quella inglese.

[Images by Googlisti]

Un esempio di Design dell’Esperienza

Come trasformare una quotidiana interazione con oggetti, luoghi, ditiali o materiali in qualcosa di diverso?

Come indurre comportamenti diversi negli utenti attraverso la loro esperienza, interazione, immersione?

Come farle collaborare o farle interagire o migliorarne certe abitudini o …?

Di questo si occupa la User Experience Design.

Nel video viene usato il fattore ludico per far fare moto alle persone. Progetto Volkswagen con la DDB.

[by autoblog]

Fondamenti di Mo.De.

 sintesi-mode-immagine.JPG

Io e Davide abbiamo preparato una sintesi di Mo.De. in italiano e in inglese.

La lunghezza del documento principale rendeva da tempo necessaria una sintesi per facilitare la comunicazione e diffusione di Mo.De.. Abbiamo integrato la parte scritta con schemi che facilitino la comprensione dei processi e dei concetti principali.

Qui la sintesi italiana in PDF e su Scribd

Qui la sintesi inglese in PDF e su Scribd

Behavior is our Medium – Robert Fabricant

http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3730382&server=vimeo.com&show_title=1&show_byline=1&show_portrait=0&color=&fullscreen=1

Robert Fabricant – Behavior is our Medium from Interaction Design Association on Vimeo.

Riprendo lo spunto sollevato dalla domanda di Maurizio Boscarol nella intervista che fece a me e Davide per postare il video dell’intervento di Robert Fabricant alla Conferenza Interaction ’09, a Vancouver.

La questione che pone Fabricant è sintetizzabile, a mio avviso, nella crescente necessità nell’IxD di aumentare le probabilità di indurre determinati comportamenti negli utenti.

Credo che per seguire questo obiettivo si necessaria la maturazione di una psicologia della interazione che permetta di considerare gli utenti come sistemi psicologici e sociali in modo più approfondito e articolato.

“Interaction Design is not about computing technology, it’s about behavior”

Lo stesso Fabricant, nel suo post a commento del suo intervento sottilinea come ci siano già alcuni designer e ricercatori impegnati in questa direzione:

BJ Fogg

Dan Lockton

Jess McMullin

Mi interessa molto questo dibattito e sviluppo dell’IxD in quanto, a suo modo e con le sue specificità, anche Mo.De. cerca di dare il suo contributo in questa direzione.

Mo.De. – Motivational Design – versione 1.5

 

Abbiamo aggiornato Design Motivazionale  integrandolo con il precedente documento Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network che ora svolge una funzione introduttiva ai social network e alle loro regole generali.

Il nuovo documento ora titola: Motivational Design: una metodologia per il social network design.

In questa versione 1.5, rielaborata sempre con Davide, abbiamo rivisto un pò la forma, revisionato alcuni concetti come il Group Center Design e aggiunto diversi esempi per aiutare a capire. Ringraziamo tutti quelli che ci hanno letto e che ci hanno arricchito con i loro pareri e feedback.

Il documento come sempre è scaricabile liberamente e pubblicato sotto licenza Creative Commons by-sa 2.5 (ita):
• Scarica Motivational Design in PDF da qui (748Kb).
• Guarda Motivational Design su Scribd.

Stiamo già lavorando alla versione successiva e ad una sintesi in italiano e inglese.

Mo.De. sembra inserirsi perfettamente in uno dei dibattiti più attuali nel mondo dell’Interaction Design, sempre più legato ad una più ampia psicologia dell’interazione. In altre parole una delle sfide più importanti oggi nell’IxD è come aumentare le probabilità di facilitare determinati comportamenti egli utenti (vedi l’intervista che abbiamo lasciato a Usabile.it).

Mo.De. – Motivational Design

Si, cominciamo a fare i primi passi per comunicare fuori dallo stivale.

Le più recenti slide di Design Motivazionale (ultimamente presentante anche all’Experience Camp 2009) escono in inglese: da De.Mo. si passa a Mo.De. (grazie a Sara per il supporto).

Sono diversi i passi che stiamo facendo con Mo.De., stay tuned!

Better Software 2009 e intervista su Usabile.it

better-software-logo.gif

Domani sarò a Firenze e interverrò con Davide al Convegno di due giorni Better Software 2009.

Parleremo di Design Motivazionale e di come, secondo noi, stia evolvendo parte dell’interaction design sotto la pressione dei social network, verso una più ampia psicologia della interazione uomo-macchina-uomo.

Nel mentre Maurizio Boscarol di Usabile.it ci ha intervistati sul nostro intervento. Qui trovate l’intervista.

Massimo Menichinelli – Design for Complexity

Massimo è un ibrido, una bella persona di talento, un ottimo esempio di design thinking (e abbiamo un profondo bisogno di quel modo di pensare in tanti ambiti).

Ha appena pubblicato (era già online a Settembre 2008 in logica open sul blog) in versione cartacea (italiana, inglese e spagnola) la sintesi della sua interessate tesi che tratta:

“come si possa utilizzare il design per sviluppare processi progettuali con/per  un Sistema Comunità/Località (una comunità ed il proprio territorio) al fine di ottenere una attività collaborativa che generi iniziative di innovazione aperta e sociale (Open Innovation / Social Innovation). Il design quindi non come strumento estetico e formale ma come strumento organizzativo per la facilitazione (o metadesign) di sistemi, processi, progetti aperti“.

Le competenze e la ricerca che propone sono molto importani in una fase in cui l’evoluzione e diffusione dei social network sta creando nuove opportunità di gestire e produrre conoscenza (pensiamo solo all’Enterprise 2.0 o al co-design dei prodotti con i clienti, ecc.).

Massimo ha studiato il mondo dell’open source dove parte delle prassi collaborative 2.0 sono nate. A questo ha aggiunto la sinergia tra online e off line, tra network e territorio, tenendo conto delle logiche dei sistemi complessi che sottendono i processi emergenti bottom-up.

Forse ora è più chiaro perché lo ritengo un ottimo esempio di ibrido.

Il testo è ricco di links per approfondire e rappresenta una buona introduzione, poi se si vuole entrare più in profondità bisogna leggersi la tesi.

openp2pdesignorg_large.jpg

Qui per scaricare il PDF di Design for Complexity