2009.03.10 10:43

Pervasivi artefatti cognitivi 2

Due anni fa questo bel video della Intel.

Adesso, da qualche giorno sta girando in rete questo interessante video prodotto nei Microsoft Office Labs.

<a href="http://video.msn.com/?mkt=en-US&#038;playlist=videoByUuids:uuids:a517b260-bb6b-48b9-87ac-8e2743a28ec5&#038;showPlaylist=true&#038;from=msnvideo" target="_new" title="Future Vision Montage">Video: Future Vision Montage</a>

Queste nuove interfacce rendendo sempre più facile diffuso, leggero, trasparente e potente il rappresentare ciò che abbiamo nella nostra mente su di un supporto che lo trasforma in oggetti, manipolabili, comunicabili e condivisibili nel mondo. Non è nulla di nuovo nella storia degli artefatti cognitivi (pittura, scrittura, stampa, ecc.) solo che la distanza tra idee, desideri, progetti, sogni, ecc. e mondo materiale si restringe. Un processo in evoluzione, antico almeno quanto le prime forme di linguaggio umano, subisce una accelerazione che costringe a fare i conti per esempio con la non neutralità sociale, culturale ed emotiva della interazione.

Credo che l’interaction design dovrà fare progressivamente sempre più i conti con la psicologia (non solo con l’ergonomia cognitiva) e vice versa.

La transdisciplinarietà, anche in questo caso, è fondamento di un cambiamento che costringe non solo a conoscere di più ma a cambiare come persone. Questa mutazione è lo spirito del nostro tempo, tempo di ibridazioni.

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