Megatrend dei prossimi 20 anni

Prendo spunto da questo breve video del Center for Strategic and International Studies (CSIS). Niente di nuovo, sono scenari già paventati negli anni ’70 dal Club di Roma, con la famosa pubblicazione su i limiti dello sviluppo (poi affinati in decenni di revisioni). Siamo in un momento di svolta, un kairòs senza precedenti per la nostra specie. I nati dopo il 2000 dovranno sviluppare non solo soluzioni tecnologiche (per quanto imprescindibili) ma anche psicologiche, culturali e quindi politiche.

Vediamo alcuni dei megatrend:
– Sovrappopolazione
– Riduzione risorse, a partire dall’acqua
– Insufficienza energetica
– Riscaldamento globale
– Rivoluzioni tecnologiche (c’è molto altro oltre l’AI, tra rischi ed opportunità)
– Mondo sempre più piccolo interdipendente ed in conflitto

Il fattore principale che ci ha portato ad un tale impatto globale è stata la nostra capacità di sviluppare crescente potenza tecnologica nei secoli. Siamo una specie tecnica, in certi miti non a caso figli di Prometeo.
Il punto chiaro ormai da un secolo è che dobbiamo migliorare nella capacità di auto-regolarci come individui, come comunità e come specie.

Il difficile non è la diagnosi ma la CURA!

La cura di cosa?
Della SPROPORZIONE di specie tra la nostra capacità collettiva di sviluppare tecnologia per agire nel mondo e la nostra scarsa capacità di auto-conoscenza e consapevolezza psicologica per agire su noi stessi!

Siamo agenti sempre più potenti ma in proporzione piuttosto inconsapevoli di sé, del contesto e quindi di auto-regolarsi. La soluzione non può essere “solo” nuova tecnologia, è chiaro il loop, no?

Fatichiamo come specie nelle capacità metacognitive, cioè la capacità nel osservare i propri automatismi comportamentali, le inconsce credenze che ci condizionano e gli impliciti schemi relazionali. Ormai la conoscenza scientifica a riguardo è notevole. Non mancano nemmeno prassi sempre più efficaci per sopperire a queste nostre bias individuali e di specie.

Per questo, a mio parere, la rivoluzione per le nuove generazioni è prima di tutto psicologica, metacognitiva. L’attuale modello di adulto, nei paesi sviluppati, deve incrementare le competenze psicologiche e relazionali, altrimenti rimarremo di base: tribalisti, evoluzionisticamente opportunisti, egoici, con sistemi motivazionali e cognitivi finalizzati ad una immediata sopravvivenza spesso miope a livello sistemico, ecologico ed etico inadatta al contesto attuale. Su queste tendenze di specie si poggiano poi i diffusi traumi e distorsioni psicologiche di natura individuale, ma su questo sto scrivendo un libro.

Cambiamento solo tecnologico, politico e militare top-down non aprono scenari positivi alla lunga se non si agisce anche sulla nostra natura psichica, culturale ed esistenziale.

Non dico che dobbiamo diventare vulcaniani ma se non cambiamo rischieremo di sembrare più ai klingon che agli umani di Star Trek.

Pensate sia un caso che stiamo tornando ad armarci?

Lascia un commento