Il gioco è una cosa seria: oltre la tastiera e il mouse

Spesso si tende a prendere poco sul serio il mondo dei videogiochi, essendo un intrattenimento tradizionalmento dedicato ai bambini. Nel mentre però questa realtà progressivamente conquista sempre più fruitori adulti attraverso la costante evoluzione tecnica e contenutistica dei prodotti. Non è solo una questione di “Atari Generation” divenuta ormai adulta, ma obbiettivamente il videogioco sta diventando una delle più importanti forme di intrattenimento. Questo settore industriale guadagna enormi fette di mercato influenzando sempre più il mondo del cinema, in un primo tempo con il dilagare della computer graphic e recentemente come esplicito concorrente in quanto crescente alternativa di intrattenimento.
La ricerca tecnologica attorno al mondo dei videogiochi rappresenta una importante avanguardia per l’interazione uomo macchina e le interfacce. Questo è dovuto al fatto che chi progetta videogiochi persegue una sempre più completa, multisensoriale ed emotiva immersione nel gioco. La crescente qualità e realismo di immagini e dinamiche rende l’esperienza di gioco sempre più intensa e non ho dubbi che da questo mondo nasceranno le prossime ispirazioni che influenzeranno il modo di interagire con l’ICT in generale, anche nel mondo del lavoro e della vita quotidiana.In questi giorni si sta svolgendo a Los Angeles l’E3 2006 (Electronic Entertainment Expo), si tratta di una della più importanti fiere per l’interactive entertainment industry. La Nintendo ha proposto in questo evento la sua innovativa tecnologia di interazione, Wii. Ecco un video esplicativo:



Trovo molto valida questa revisione del tradizionale pad, ma vediamo altre forme di interfaccia che passano sempre attraverso l’uso della mani. Interessante è la tecnologia touch screen proposta da Jefferson J. Han:

Da osservare anche la Mixed Reality Interface presentata al CeBIT 2006 di Hanover:

Tornando nel mondo dell’intrattenimento, il noto film Minority Report di Spielberg è noto per aver coinvolto esperti, anche dell’MIT, per rappresentare il più realisticamente possibile la tecnologia di un futuro prossimo. Tra questi esperti John Underkoffler è quello che ha proposto la tecnologia più famosa del film che corrispondeva a dei guanti che manipolavano a distanza su uno schermo immagini e filmati. Vi suggerisco di vedere, nei filmati presenti sul sito G-SPEAK (Gestural Interface Technology), a che stadio è oggi quella stessa tecnologia.La tecnologia di interazione diventa anno per anno sempre più precisa nel interfacciarsi efficacemente con qualsiasi stimolo mandato dal nostro corpo, come per esempio il movimento oculare (di cui c’è grande esperienza anche in Italia alla SR LABS) o gli stimoli vocali.

In fine, forse per alcuni un po’ inquietante, cresce lo sviluppo di Brain Interface Technology come possiamo vedere da questo video anch’esso del CeBIT di Hanover:

 

Credo che tra non molto questa tecnologia uscirà dallo specifico mondo dell’intrattenimento e dei laboratori di ricerca per modellare il nostro modo di interagire con l’ICT in generale, per questo ho ritenuto utile raccogliere e proporre questi stimolanti video che potete trovare senza eccessive difficoltà nella rete.

P.s. L’immagine all’inizio del post è una virtual keyboard che proietta da un cellulare, tramite un raggio di luce, una testiera per scrivere su qualsiasi superficie piatta.

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