Mediamente la cultura dei paesi più sviluppati è ancora arretrata dal punto di vista psicologico. Basta osservare quanto siano parziali e limitati i modelli di adulto vigenti. Non si comprende ancora che spesso (a livello individuale e collettivo), almeno metà dei fattori che condizionano come sono interpretate e affrontate le situazioni, dipenda dalla consapevolezza e regolazione del proprio modo di funzionare psichico. Ma non basta. Al crescere della complessità culturale, sociale, tecnologica della società, sta crescendo la sfida di competenza psicologica e non solo materiale, economica, tecnica e sociale di base. Quindi non solo stiamo rischiando di perdere il treno, ma il treno sta anche prendendo velocità.
Siamo ad una soglia non meno impattante dell’alfabetizzazione di massa del dopo guerra, quando si è normalizzato che l’essere un cittadino adulto concerneva il saper leggere e scrivere. Serve una rivoluzione culturale metacognitiva che richiederà decenni o subiremo l’insostenibile scarto tra la nostra capacità di sviluppare potenza tecnologica (in una costante competizione per il potere) e la fatica nel crescere in consapevolezza, resilienza e saggezza.
In questo breve video Yuval Noah Harari prova a spiegare perché per le nuove generazioni la sfida oggi è primariamente psicologica.