
Spunti per la collettiva riflessione suscitata dalla serie Adolescence su Netflix.
KATHARSIS E CINEMA
Finalmente si torna ad un cinema sensatamente lento per consentire allo spettarore di identificarsi e immergersi nel contesto emotivo e relazionale rappresentato. Il cinema è un’arte potente quando non è solo intrattenimento e business. La catarsi (katharsis) nata nella tradizione rituale e teatrale dell’antica grecia.
SENSO DI IMPOTENZA
Quando ci sentiamo impotenti davanti a situazioni molto complesse, piene di incertezza, imprevedibilità ed emotivamente pesanti cerchiamo spesso un capro espiatorio per avere un senso di controllo. Quindi, tutta colpa dei genitori?
Sicuramente sono gli adulti che possono assumersi le responsabilità, non di certo i minori. Ma ricordiamoci che la responsabilità non coincide sempre con colpa. I giovani sono fragili, ma con le giuste relazioni e stimoli, hanno maggiori probabilità di cambiare, di apprendere rispetto ad un quarantenne. Cerchiamo definizioni nette, precise, assolute per ridurre l’ambiguità ma la realtà è intrinsecamente complessa. Se vogliamo ipersemplificare possiamo dire che il diventare adulti è un processo di sviluppo al 50% epigenetico (contesto famigliare, sociale, gruppo dei pari, cultura, oltre che le esperienze specifiche di quella persona) e l’altra metà predisposizione genetica temperamentale e cognitiva innata. La regolazione emotiva, la capacità di tollerare la frustrazione, l’empatia, la mentalizzazione e la metacognizione sono tutte capacità che non possono svilupparsi fuori da un contesto affettivo e relazionale sufficientemente buono, affidabile e articolato, ma i figli non sono tabula rasa. Il ruolo dei genitori conta soprattutto i primi anni e gradualmente sempre meno addentrandosi nell’adolescenza. Inoltre, le predisposizioni (in parte genetiche) dei figli influenzano in modo considerevole il comportamento dei genitori nei loro confronti. Ne parlavo con Marco Del Giudice che mi suggeriva questi riferimenti scientifici per approfondire:
- Plomin, R. (2019). L’impronta genetica. Come il DNA ci rende quelli che siamo. Cortina. Link
- Briley, D. A., & Tucker‐Drob, E. M. (2017). Comparing the developmental genetics of cognition and personality over the life span. Journal of personality, 85(1), 51-64. Link
- Plomin, R. (2011). Commentary: Why are children in the same family so different? Non-shared environment three decades later. International Journal of Epidemiology, 40(3), 582-592. Link
- Ayoub, M., Briley, D. A., Grotzinger, A., Patterson, M. W., Engelhardt, L. E., Tackett, J. L., … & Tucker-Drob, E. M. (2019). Genetic and environmental associations between child personality and parenting. Social Psychological and Personality Science, 10(6), 711-721. Link
- Kretschmer, T. (2023). Parenting is genetically influenced: What does that mean for research into child and adolescent social development?. Social Development, 32(1), 3-16. Link
IDEALIZZAZIONE DELLA FAMIGLIA
La capacità di comprendere, empatizzare e relazionarsi con gli altri (compresi i figli) è proporzionale alla capacità di conoscere se stessi e gestire le proprie emozioni, senza congelarle o esserne sommerso. Riconoscere che siamo portatori di schemi rigidi, inconsci, automatici di credenze, stili relazionali originati in buona parte nella nostra infanzia e giovinezza. Una catena di limiti, distorsioni e rigidità transgenerazionale che, se non eleborata, si trasmette senza interruzione alle nuove generazioni. In particolare, i figli suscitano nei genitori le proprie ferite infantili rimosse o dissociate, diventando lo schermo prediletto sui quali proiettare inconsciamente. Come la vita così la famiglia è un sistema complesso sull’orlo del caos dal quale possono emergere grandi storie di affetto e sana fioritura psicologica, quanto i maggiori traumi che condizionano lo sviluppo della persona per il resto della vita. Usciamo un pò dalla idealizzazione della famiglia e cerchiamo di capire a che gioco stiamo giocando. Per esempio, quali sono i principali contesti, nei paesi sviluppati, in cui matura il disagio psichico e l’eziopatogenesi delle psicopatologie? Semplice, basta aprire qualsiasi testo scientifico a riguardo, la famiglia.
LA SFIDA OGGI È PSICHICA
Questo ci porta a comprendere che essere genitorie e diventare adulto per le nuove generazioni, oltre ad una sfida sociale ed economica, è prima di tutto una sfida individuativa, identitaria e relazionale. In altre parole psichica. Come affrontiamo le sfide della vita, come ci relazionamo con gli altri, le credenze politiche, filosofiche, spirituali, come viviamo la vita di coppia, la genitorialità, il lavoro e la cittadinanza sono profondamente influenzati dalla nostra personalità, dalla fioritura o blocco di parti del nostro sviluppo psicologico e dalle nostre predispozioni individuali e di specie. Per esempio, ci sono studi scientifici che mostrano come lo stile di attaccamento dei genitori influenzerà la vita di coppia dei figli (anche se, come in altri casi, i contributi della genetica aumentano durante la crescita).
- Mikulincer, M., & Shaver, P. R. (2016). Attachment in adulthood: Structure, dynamics, and change (2nd ed.) Guilford Publications. Link
- Haydon, K. C., Collins, W. A., Salvatore, J. E., Simpson, J. A., & Roisman, G. I. (2012). Shared and distinctive origins and correlates of adult attachment representations: The developmental organization of romantic functioning. Child Development, 83(5), 1689-1702. Link
- Barbaro, N., Boutwell, B. B., Barnes, J. C., & Shackelford, T. K. (2017). Rethinking the transmission gap: What behavioral genetics and evolutionary psychology mean for attachment theory: A comment on Verhage et al. (2016). Psychological Bulletin, 143(1), 107–113. Link
- Fraley, R. C., & Roisman, G. I. (2019). The development of adult attachment styles: four lessons. Current opinion in psychology, 25, 26-30. Link
Ovviamente ci sono anche fattori culturali e sociali. Per esempio, mettere su famiglia in India non è uguale a farlo in Svezia, ma a parità di fattori culturali, sociali ed economici il resto del gioco è psichico. In particolare, nei paesi sviluppati (in cui la ricchezza è più diffusa, insieme alla libertà sociale e culturale), diventa più rilevante il fattore psichico individuale e collettivo.
Se vivo in un contesto in cui le sfide principali sono la soppravvivenza, la struttura sociale è fortemente gerarchica, le vite sono brevi tra pestilenze e guerre, i matrimoni sono combinati, ecc. il fattore psicologico individuale sfuma sullo sfondo di identità collettive e arcaiche.
Non è un caso che la psicoterapia sia nata a fine ‘800 in Europa dopo 500 anni di modernità.
MODELLO DI ADULTO
Non mi sembra sensato alimentare una polemica degli schieramenti (che tanto attira una parte della popolazione) che riduce tutto a: i giovani sono fragili oppure a i genitori sono inadeguati. Se l’ipotesi che siamo inseriti all’interno di una svolta collettiva in cui il modello di adulto sta faticosamente evolvendo verso una integrazione di competenze metacognitive e relazionali prima secondarie, siamo tutti sulla stessa barca. I giovani con i loro malesseri indicano la rotta e gli adulti navigano a vista.
La caratterizzazione dei due adulti maschi principali della serie è interessante. Il poliziotto ed il papà del protagonista incarcerato sembrano una variante di boomer più muscolosa, che con fatica cerca di incarnare una genitorialità meno autoritaria a quella da loro subita da figli e più autorevole. Ma in cosa noi adulti dobbiamo essere più autorevoli? Nel accompagnare i giovani nell’impresa della realizzazione sociale e materiale? Certo, ma non basta più. C’è fame di come gestire le relazioni, le emozioni e di individuazione. Riusciamo ad incarnare una maggiore consapevolezza emotiva, relazionale, metacognitiva o siamo solo boomer 2.0 che al massimo fanno teoria ma non incarnano, non lavorano su di sé, non danno l’esempio? Che modello incarniamo rispetto al disagio esistenziale?
Troppe sfide per il genitore medio occidentale? Bene e i figli non potranno fare a meno di sembrare più sofferenti psicologicamente, non si scapa.
TENDENZE REAZIONARIE
Una digressione finale per aiutare a capire che il nostro essere sistemi psichici non è un problema solo privato individuale ma impatta sulla comunità. Sono evidenti i segnali collettivi che una buona fetta delle società Occidentali stia facendo forte resistenza ad un salto evolutivo culturale, psicologico e spiritualmente. Sono per me evidenti. La crescita di populismi, nazionalismi, integralismi, protezionismi e polarizzazioni sono alcuni dei segnali di una regressione reazionaria per una grande fetta della popolazione incapace di essere all’altezza delle sfide di oggi. Le difficoltà dei giovani e dei genitori sono solo uno dei segnali di una fase di decadenza più ampia se non cresce il numero di persone che si metto in gioco, trasformando i problemi in opportunità di crescita psicologica, culturale e spirituale.