Evoluzione della mente estesa

Dalla preistoria delle prime incisioni e pitture rupestri la nostra specie è coevoluta con una mente estesa (Andy Clark e David Chalmers, 1998).
La nostra mente, cultura e civiltà non sarebbe la stessa senza l’invenzione del liguaggio scritto. Gli artefatti cognitivi (Donald A. Norman, 1991) da sempre sono stati esternalizzazioni e potenziamenti di nostre facoltà cognitive come memoria, elaborazione, comunicazione, ecc..
Oggi siamo in un salto della nostra coevoluzione con lo sviluppo e pervasività delle future AI. La nostra mente estesa non sarà composta solo da potenti processi cognitivi parcellizzati, avremo un’entità integrata che potrà avere una personalità con la quale dialogare, imparare, chiedere, confidarsi. Potrà essere sempre più proattiva e non solo reattiva. Non un semplice grillo parlante digitale di Pinocchio seduto sulla spalla. Sempre con noi, collegato ad immense biblioteche di competenze e conoscenze. Sempre più veloce, abile, adattato alle nostre caratteristiche.
Sarà per molti difficile resistere al desiderio di sostituirlo con le reali relazioni con esseri umani. Lo vediamo già oggi che siamo solo all’inizio di questa rivoluzione.

Che tipo di psiche, che modello di adulto (dal punto di vista psicologico), che cultura e tipo di sistema educativo sarà necessario per usare in modo saggio tutta questa potenza?

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