
“Rileggiamo Fondazione di Isaac Asimov, magnifica opera di fantascienza. I saggi di un formidabile impero intergalattico in decomposizione creano sul Pianeta Terminus una Fondazione per salvaguardare enciclopedicamente tutte le conquiste scientifche e tecniche della loro civiltà, al fine di sfuggire al declino e alla morte. Tuttavia, il declino prosegue, ma, nel momento in cui pare irrimediabile, i superstiti vengono a conoscenza di un messaggio ologrammatico del defunto creatore della Fondazione. Esso rivela che questa era un pretesto per dissimulare la creazione di un’altra Fondazione, destinata a sviluppare unicamente i poteri spirituali, i soli validi, i soli benefici, i soli capaci di tavorire un buon vivere. Questa Fondazione vivrà.
Le due fondazioni di Asimov esprimono le due avventure disgiunte della mente umana. L’una cerca all’esterno di svelare, e perfino di possedere, i segreti del mondo fisico, della vita, della societa. e ha sviluppato una scienza capace di conoscere tutto, ma incapace di conoscersi e che oggi produce non solo elucidazioni benefiche, ma accecamenti malefici e poteri terrificanti. L’altra avventura cerca, all’interno di sé, di conoscersi, di meditare su ciò che sappiamo e su ciò che non sappiamo, di nutrirsi di poesia vitale, di sentire il commovente, il bello, il mirabile. La prima è l’avventura conquistatrice della trinità scienza/tecnica/economia. La seconda è l’avventura della filosofia, della poesia, della comprensione, della compassione.”
(Edgar Morin, Conoscenza ignoranza, mistero, 2018, Raffaello Cortina Editore, pag. 128-129)