Conflitti tra psicoterapeuti

Colgo l’occasione della dibattuta risposta di Vittorio Lingiardi alle critiche sulla psicoanalisi come vetusta per fare un ragionamento più generale.

Lingiardi ha ben risposto che le psicoterapie psicodinamiche hanno fatto enormi passi avanti negli ultimi 30 anni e molti ambiti di ricerca, filoni applicativi non sono solo transdisciplinari e scientificamente aggiornati ma rappresentano concrete avanguardie in questo campo.

Psicoterapeuti seri, che mettono al centro il paziente, anche se vengono da approcci diversi, dialogano ed integrano da tempo. Il difficile è mantenere il giusto equilibrio e dialettica tra conoscenza in terza persona (evidence based scientifica) e l’esperienza clinica fenomenologica in prima persona. Tra la teoria, la tecnica e l’embodiment, il continuo lavoro su di sé e in relazione.
Il tutto con un razionale minimo condiviso eziopatogenetico e di processi terapeutici su cui ragionare insieme.
Gruppi di intervisione con psicoterapeuti di diversa formazione non sono così rari. Si veda per esempio il SPR-Italia per quanto riguarda la ricerca.

Quindi rilassiamoci.
La strada è ancora lunga.
Lo sviluppo delle psicoterapie e della conoscenza del complessissimo e affascinante sistema corpo-mente-relazione-soggettività è ancora molto lunga.

Conflitti inutili sono dovuti principalmente a:
– dinamiche di potere;
– forme di integralismo identitario, ideologico (spesso frutto di disagio esistenziale non affrontato);
– narcisismo e superiorità di varie fogge (bastasse una psicoterapia personale fatta bene… da lì si inizia non si finisce).

Una certa dose di rumore, di entropia fa parte del gioco.

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