Lo sciame borderline

LO SCIAME BORDERLINE – Nicolò Terminio

– UNA POSIZIONE ETICA è sempre una posizione analitica: un desiderio senza domanda.
– Non chiedere nulla al paziente ma testimoniare il nostro desiderio: il paziente borderline vuole vedere l’altro in faccia.
– Il paziente borderline vuole vedere come abitiamo la distanza tra quello che siamo e l’ideale che pensiamo dovremmo avere.
– Se per caso il paziente borderline percepisce che siamo in qualche modo orientati dal nostro ideale farà di tutto per far emergere la nostra differenza rispetto a quel ideale.
– La prima cosa è regolare il ritmo: È PIÙ IMPORTANTE ESSERE UNA FIACCOLA CHE CAMMINA AFFIANCO AL PAZIENTE BORDERLINE CHE UN FARO FERMO.
– Per istituire la possibilità del discorso bisogna prima poter regolare il ritmo del godimento. l’interazione con noi deve produrre una regolazione del ritmo.
– Per regolare il ritmo dobbiamo partire dalla fiducia: senza fiducia ogni parola sarà una parola vuota.
– La fiducia la esprimiamo con la nostra testimonianza del nostro desiderio di curanti non del nostro desiderio di curarlo.
– Diamo testimonianza anzi tutto di non essere traumatici: di non fare del paziente un nostro oggetto e questo lo possiamo fare avendo degli OBIETTIVI TERAPEUTICI INCOMPLETI.
– Obiettivi comportamentali: UNA CLINICA DELL’AGITO NON DEL MESSAGGIO DA CODIFICARE.
– Dando delle possibili letture della funzione dell’agito, perché il paziente borderline non si sente letto dall’altro, un altro che può dare senso e struttura.
– È una clinica che nasce senza l’altro: quindi è importante che ci presentiamo come un ALTRO REGOLATO DAL DESIDERIO DELL’ANALISTA, CHE NON HA TIMORE DELLA VIBRAZIONE EMOTIVA, CHE HA PASSIONE NELL’INCONTRARE L’ALTRO.
– Le regole del setting devono generarsi all’interno della relazione a partire dalla specificità del paziente e dell’incontro, questo vuol dire vedere l’altro in faccia: VEDERE COME L’ALTRO GENERA IL TERZO CHE TRA ME E LUI ISTITUISCE LA NOSTRA DIMENSIONE SIMBOLICA, È QUESTO IL PASSAGGIO DALLO SCIAME ALLA STRUTTURA.

Partendo dai casi che segue, con vera passione clinica, Nicolò ha integrare altre prospettive (dialetti) psicoterapeutiche, mettendo al centro il paziente, per rivisitare la psicoterapia di matrice lacaniana del paziente Borderline, nel suo testo “Lo sciame borderline”, che suggerisco.


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