La grande rimossa

La grande rimossa oggi non è la sessualità ma la mortalità, che inconsciamente riecheggia in ogni gettatezza del destino, in ogni limite, in ogni impotenza.

Ma c’è a mio avviso anche un’altro tabù, che forse può essere gradualmente portato collettivamente sul piano cosciente: l’intrinseca insoddisfazione del modo ordinario che abbiamo di immaginare, valutare e perseguire la felicità.

Non è una nichilistica constatazione di un mondo oggettivamente tragico, ma la grande opportunità di comprendere che al fondo di tutto c’è un tipo di mente prima che un tipo di mondo.

Non è neutro psicologicamente essere Homo Sapiens.

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