
Noi esseri viventi abbiamo introdotto nell’universo tante novità rispetto ai fenomeni non viventi, come per esempio la cognizione ed i bisogni.
Oltre che senzienti siamo esseri costantemente bisognanti.
La vita è un sistema super complesso con una struttura ricorsiva termodinamicamente aperta (come una specie di gorgo) e organizzativamente siamo una dinamica circolare chiusa nel tentativo di mantenere l’organizzazione stessa. Siamo autopoietici direbbero Maturana e Varela.
Siamo un sistema che, per quanto ne sappiamo, non può superare il secondo principio della termodinamica, ma siamo incredibilmente in grado di incrementare la nostra complessità, in una specie di bolla neghentropica relativa e locale, che cavalca l’entropia generale crescente senza contraddirla (se è presente la capacità di sfruttare una fonte di energia, come per esempio il sole).
- In quanto esseri viventi i nostri bisogni sono l’alimentarci ed il sopravvivere abbastanza per riprodurci o quanto meno supportare nuova vita, la così detta fitness biologica.
- In quanto mammiferi sociali abbiamo anche bisogno di affetto, di legame, appartenenza e competiamo nella struttura gerarchica del gruppo.
- In quanto umani abbiamo bisogno di conoscere e realizzare la nostra specificità individuale, di incrementare la consapevolezza, la bolla neghentropica e creare senso sempre più profondo.
Oggi la vita di noi umani è ancora incentrata in gran parte sul piano della soppravvivenza e nei paesi sviluppati siamo per di più tutti bloccati in sfide culturali e psicologiche da mammiferi sociali.
Se come specie non faremo grandi errori la strada è ancora lunga, sempre più complessa ma entusiasmante. Quanto meno per chi ha voglia non solo dei necessari sopravvivere e l’essere ben integrato in una tribù.