Se in un esperimento potessi creare da zero in un gruppo umano i processi, i ruoli, la struttara gerarchica, il sistema di incentivi, le regole di comunicazione, ecc., insomma “il razionale” dell’ipotetica azienda, quali fattori principali pensi plasmeranno di fatto la cultura organizzativa e lo stile di leadership?
Dalla mia esperienza è la personalità delle figure chiave che plasma le credenze, le euristiche e il modo di relazionarsi che poi si fanno collettive. Leaders espliciti ed impliciti.
Quindi di “razionale” come base umana da cui partire, per creare un gruppo (di “umani” non di “vulcaniani”) non c’è molto.
In realtà, il più delle volte, c’è un senso positivo nella ricerca di felicità individuale da cui partire, ma è tutt’altro che semplice realizzarlo in modo costruttivo per se e per gli altri. Bisogna lavorarci su!
La razionalità, anche evolutivamente, viene dopo. Per esempio è spesso più forte l’essere tribali che razionali. Mediamente in un dialogo ci interessa più avere ragione che avvicinarci alla verità, ecc.. Come lavorare sulle nostre parti e non semplicemente agirle inconsapevolmente?
Sto semplificando molto altrimenti sarebbe troppo lunga per un post.
Anche gli inevitabili conflitti di interesse, le differenze di visione sono mediabili in base a fattori che spesso prescindono dal ragionare razionale e dipendono più da identità, credenze, gestione delle emozioni, sistema motivazionale e modo di comunicare.
Per questo lavorare sulla cultura organizzativa e sullo stile di leadership sono sfide che vanno oltre la singola consulenza.
Quanto è difficile cambiare prospettiva e modo di essere individualmente e collettivamente?
Quanto siamo consapevoli di quello che scegliamo?
Quanto il sapere teoricamente come funziona la mente umana e le relazioni ti aiuta a riconoscere e gestire le tue emozioni in atto? Ecc., ecc..
P.s. se la breve riflessione che ho scritto ha senso, diventa chiaro quanto sia importante il compito di selezione dei professionisti da parte dei colleghi dell’HR, ruolo spesso sottovalutato.