Obama al MIT …. prove di Futuro
“The Recovery Act represents the largest single boost in scientific research in history”
“Design Thinking” – Tim Brown – TED
L’IDEO è sempre fonte di ispirazione come dimostra l’intervento del suo CEO of innovation and design Tim Brown.
Ho principalmente due riflessioni relative al “Design Thinking”.
1. C’è un grande bisogno di quel atteggiamento, quella curiosità e pragmaticità di visioni e agire del design. Approccio a problemi che vanno oltre il progettare un prodotto di consumo ma luoghi, oggetti, esperienze, comunicazioni, interazioni più ampie e complesse magari più utili alla collettività, alla gestione e produzione di conoscenza e alla soluzione di problemi;
2. C’è bisogno che da un lato i designer siano un pò meno artigiani e un pò più ricercatori e dall’altro che i ricercatori facciano un uso delle loro prassi scientifiche in modo propositivo e non difensivo, un conoscere per fare e non un produrre paper per produrre paper.
Poi per carità avremo sempre bisogno di affascinanti spremi agrumi e di “sommozzatori” delle infinite verticalità della ricerca ma la società della conoscenza, la globalizzazione e l’accelerazione tecnologica-scientifica chiedono competenze ponte, capacità di uscire dagli schemi per rispondere a sfide concrete, nuove e complesse.
Psicologia Positiva e altri scenari
Spesso abbiamo una idea della Psicologia come disciplina clinica ma è un travisamento diffuso soprattutto in Italia. Sicuramente fino a qualche decennio fa la clinica è stato il filone dal quale sono emerse le maggiorni conoscenze ma più di recente anche altri ambiti stanno crescento aiutando a chiarire che la Psicologia è la scienza che studia la mente come la Biologia è quella che studia la vita.
E’ una scienza giovane che si presta alla transdisciplinarietà essendo così complesso il suo oggetto di studio. A differenza di molte altre discipline, fenomeno osservato e osservatore coincidono e questo rappresenta un ulteriore fattore di difficoltà e interesse. Se vogliamo adottare proprio la prospettiva più ampia possibile la psicologia studia quella parte di universo che crea cognitivamente il mondo, conosce e in certi casi prende consapevolezza di sé.
Martin Seligman fondatore della Psicologia Positiva ci invita a riflettere sugli scenari applicativi della Psicologia al benessere, all’ottimizzazione della vita quotidina e non solo della clinica. Accenna a come nei settori della tecnologia, dell’intrattenimento e del design (nel senso più ampio di progettazione) ci siano ancora grandi margini di miglioramento dell’esperienza utente (anche se non usa questo termine) e più in generale del benessere da parte della ricerca degli psicologi.
Mi capita sempre più spesso di parlare di una Psicologia dell’Interazione Applicata indipendentemente che si progetti una esperienza utente in un contesto digitale come un social network o materiale come un evento, un team di lavoro o uno spazio di vendita, ecc.. Credo che la progressiva digitalizzazione della nostra quotidianità, facendoci sperimentare nuove esperienze cognitive e agganci grafici ubiqui renda visibile processi psichici che per loro natura sono trasparenti.
A mio parere sono tutte nuove opportunità di non tenere scontata l’ottimizzazione e design di molte esperienze e contesti dal benessere, al lavoro, alle relazione, alla collaborazione, alla emergenza, ecc. ecc..
Ovviamente più in generale, si spera, anche di imparare a prenderci cura del nostro e altrui benessere ma è un tema che forse merita un altro post.