iPhone 4 e la pervasività degli artefatti cognitivi
Sin dalla prima versione, gli addetti ai lavori ed esperti parlavano della rivoluzione messa in atto dall’iPhone, ma credo che oggi con l’iPhone 4 ormai sia tangibile per chiunque. La maturazione dell’hardware (nel senso anche dell’oggetto) e del software rendono palese anche ai più critici come si possa parlare di una era del mobile pre iphone e post iphone.
Forse non è un caso che avvenga proprio alla quarta evoluzione del device, infatti, 4 è simbolicamente la chiusura del cerchio …. la transizione si è completata.
Sarà ora interessante seguire la co-evoluzione tra device e utenti (sia come utilizzatori che come sviluppatori di apps).
Le caratteristiche del iPhone hanno condizionato tutta la concorrenza e questo effetto domino sta naturalizzando nella massa il maggiore ruolo dello smartphone nelle abitudini, prassi, comportamenti di quotidiano personal knowledge management.
Il costante arricchimento, potenziamento e affinamento delle funzionalità abbinata la diffusione e naturalizzazione di device del genere concretizzano il tema della pervasività degli artefatti cognitivi che sempre più diventano non solo estensione-espressione della nostra mente ma anche della nostra psiche con il suo carico di emozioni, simboli, desideri, immagini e dinamiche relazionali ed inconsce. Un esempio?
Beh, pensate al ruolo che ebbe (o che ha) il vostro diario personale durante l’adolescenza: memorizzava, permetteva di avere feedback (magari rileggendo certe parti dopo un pò di tempo), di avere uno spazio in cui riflettere, esprimersi, tirare fuori emozioni, desideri, dare forma ad una identità, poi ogni tanto si facevano leggere alcune pagine a persone fidate, si incollavano foto e biglietti di concerti, viaggi, ecc, ecc, ecc? Quanto quei artefatti cognitivi con supporto cartaceo detti diari hanno avuto un ruolo nel vostro vissuto a tutto tondo?
Ok, spero sia ora più chiaro cosa intendo con pervasività degli artefatti cognitivi, e non possiamo negare che rispetto ai buoni vecchi diari un iPhone 4 è un pochino più ricco e potente come artefatto cognitivo, no?
P.s. Mi faceva notare un amico che forse non sono stato chiaro. La rivoluzione e il cambiamento l’iPhone l’ha innescato sin dalla sua prima versione e quindi buona parte del mie attuali riflessioni erano valide anche nel 2007. Semplicemente la massa critica di aggiornamenti e ampliamenti, che ovviamente continuerà nel tempo (e chiassà quali imprevedibili fattori e attori entreranno in gioco), ha raggiunto con la versione 4 una completezza e ricchezza notevole. In questo senso la chiusura del cerchio voleva rappresentare la maturazione di un processo in divenire non una fine.
Roberto Bonzio – Dobbiamo tutto agli Hippie – Frontiers2010
L’Italia sta sprecando o perdendo all’estero i suoi talenti e tra qualche anno, senza inversioni di rotta, questi individui si sentiranno sempre più cittadini del mondo e sempre meno italiani. Ci interessa?
Jane McGonigal: Gaming can make a better world
Games like World of Warcraft give players the means to save worlds ….
Jane McGonigal è una nota gamedesigner. Collaborando con l’IFTF svolge ricerce col fine di utilizzare le logiche ludiche ed immersione dei videogames per potenziare il comportamento delle persone verso obiettivi nel mondo reale.
Il mondo dei video game è una cosa seria. Io stesso seguo con attenzione il mondo dei videogame e vi svolgo ricerca indagando il loro impatto su comportamenti, competenze, abilità in diversi contesti. E’ la vera frontiera per l’IxD, la Ux, il Persuasive Design e lo sviluppo di nuove interfacce.
Ci sarà presto modo di tornare su questi argomenti.
AVATAR experience
Ne parlai la prima volta qui nel 2007. Finalmente l’ho visto ed è stata una bellissima esperienza.
L’impressione è di aver “attraversato” quella foresta digitale su Pandora non solo di averla vista.
Vedremo come il cinema farà propria e sviluppera questa tecnologia 3D e capture. Come si fonderà con i video giochi e i televisori 3D che usciranno tra un pò? Ridarà slancio alla esperienza immersiva che era tornata in auge con Second Life? Non si può negare che l’aumento di qualità delle immagini, delle movenze ed espressività dei personaggi abbia un forte impatto emotivo sullo spettatore.
I temi che vengono toccati, anche indirettamente, nel film sono tanti. Quelli meno fantascientifici e più attuali sono il rapporto tra utente e avatar, le interfacce neurali, l’intelligenza collettiva a network, l’esperienza immersiva, l’ingegneria genetica.
La potenza della esperienza immersiva dipende non solo dalla fonte ma anche dalla abitudine e dalla predisposizione dell’utente, ma sicuramente ci saranno in futuro crescenti occasioni di coltivarla.
Di seguito un bel video che spiega le potenzialità che ha raggiunto il capture.