Us now – Documentario sul Networking e le dinamiche bottom-up
Che effetto avrà internet inteso come nuovo media nel quale le masse sono somme di individui capaci di aggregarsi e poi destrutturarsi?
Che impatto avrà sul nostro essere cittadini, sulle nostre identità individuali?
Come cambierà la politica?
Quale l’impatto culturale e sulla economia?
Questo documentario propone alcune riflessioni e indicazioni per capire dove andare a cercare le conoscenze e gli strumenti necessari per sviluppare e interpretare la Società della Conoscenza.
Sarebbe ora di conoscere i sistemi complessi, di studiarsi un pò i social networks, le esperienze dei progetti open source, no?
Us Now from Banyak Films on Vimeo.
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[info by: Putting People First]
Massimo Menichinelli – Design for Complexity
Massimo è un ibrido, una bella persona di talento, un ottimo esempio di design thinking (e abbiamo un profondo bisogno di quel modo di pensare in tanti ambiti).
Ha appena pubblicato (era già online a Settembre 2008 in logica open sul blog) in versione cartacea (italiana, inglese e spagnola) la sintesi della sua interessate tesi che tratta:
“come si possa utilizzare il design per sviluppare processi progettuali con/per un Sistema Comunità/Località (una comunità ed il proprio territorio) al fine di ottenere una attività collaborativa che generi iniziative di innovazione aperta e sociale (Open Innovation / Social Innovation). Il design quindi non come strumento estetico e formale ma come strumento organizzativo per la facilitazione (o metadesign) di sistemi, processi, progetti aperti“.
Le competenze e la ricerca che propone sono molto importani in una fase in cui l’evoluzione e diffusione dei social network sta creando nuove opportunità di gestire e produrre conoscenza (pensiamo solo all’Enterprise 2.0 o al co-design dei prodotti con i clienti, ecc.).
Massimo ha studiato il mondo dell’open source dove parte delle prassi collaborative 2.0 sono nate. A questo ha aggiunto la sinergia tra online e off line, tra network e territorio, tenendo conto delle logiche dei sistemi complessi che sottendono i processi emergenti bottom-up.
Forse ora è più chiaro perché lo ritengo un ottimo esempio di ibrido.
Il testo è ricco di links per approfondire e rappresenta una buona introduzione, poi se si vuole entrare più in profondità bisogna leggersi la tesi.
Qui per scaricare il PDF di Design for Complexity
TU SEI RETE – Davide Casaleggio

Ho da poco finito di leggere l’interessante libro di Davide Casaleggio, “Tu sei rete“.
E’ una ottima introduzione e sintesi alla Social Network Analysis e alle sue possibili applicazioni nel Marketing e nelle Organizzazioni. Un testo divulgativo per spiegare un fenomeno che sta rivoluzionando la produzione e gestione di conoscenza.
Capire i processi base delle reti è importante per comprendere l’emergere della Società della Conoscenza e della relativa Economia.
Nel libro vengono trattati i concetti principali come i sei gradi di distanza, la differenza tra reti casuali e reti di potenza, l’importanza dei legami deboli, ecc., insieme ad alcuni casi famosi, in vari contesti, che spaziano dalla politica, al mondo aziendale (segno della pervasività e diffusione di certi meccanismi).
I Casaleggio da tempo stanno, non solo lavorando nella rete, ma cercando di diffondere un certa Cultura della Rete (vedi il fenomeno Beppe Grillo). C’è chi li giudica forse a loro modo rappresentanti di una ideologia della rete e chi avverte dei rischi di una eccessiva fiducia.
Questo testo di Davide Casaleggio può forse essere visto da alcuni come parte di un movimento più ampio: io per ora lo considero prima di tutto un buon libro introduttivo per fare proprie certe conoscenze base fondamentali in un’epoca dove il fare rete è sempre più importante.
Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design

Poco più di un anno fa io e Davide Casali proponevamo un primo documento Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network che rappresentava una introduzione ai Social Network, alle conoscenze base per comprenderli ma soprattutto l’inizio di una prospettiva attenta alle dinamiche emotive che li sottendono.
Oggi, dopo l’esperienza accumulata sul campo, i feedback ricevuti e le ulteriori ricerche fatte proponiamo qualcosa di molto più importante e significativo: una metodologia di analisi e progettazione delle dinamiche motivazionali che alimentano i Social Network.
La nostra metodologia si chiama: Design Motivazionale
Affrontiamo di petto la sfida di questo nuovo, crescente e rivoluzionario mondo e mercato entrando nel merito di quei meccanismi che motivano la partecipazione, la collaborazione, la produzione di contenuti tramite incentivi intrinseci e dinamiche bottom-up.
La nostra proposta metodologica si fonda su quattro concetti chiave:
1. Bisogni Funzionali: gli obiettivi di progettazione rivisti in chiave di necessità.
2. Usabilità Sociale: l’usabilità rivista in dinamica sociale (partendo dalla definizione di Nielsen).
3. Motivazioni Relazionali: il concetto di motivazione rivisto in chiave relazionale (one-to-one e sociale).
4. Flusso di Attività Circadiano: ovvero le attività abituali delle persone durante la giornata.
Fra queste, le componenti caratterizzanti sono, come intuibile, Usabilità Sociale e ancora più Motivazioni Relazionali. La prima definisce quattro proprietà RICE: Relazioni interpersonali, Identità, Comunicazione ed Emergenza dei gruppi, mentre la seconda quattro motivazioni CECA: Competizione, Eccellenza, Curiosità, Appartenenza.
Il Design Motivazionale si applica sia ai Sistemi a Social Newtwork presenti nel Web che alle Intranet e Community Aziendali che vogliono sfruttare le nuove prassi collaborative che si sono evolute nel Web 2.0 (l’ormai nota Enterprise 2.0).
Ma qui, come avrete modo di scoprire, non proponiamo nessun discutibile “copia e incolla” dal Web all’Azienda, il nostro modello mette al centro le persone, le loro motivazioni e non le piattaforme.
Ecco quindi il documento, disponibile sotto licenza Creative Commons by-sa 2.5 (ITA):
- in formato PDF, versione 1.0 (700kb)
- sul Wiki di Bzaar.net per l’editing collaborativo
- qui su Scribd
- sul post parallelo di Davide, dove vi fornisce il suo punto di vista

