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	<title>Comments on: Un esempio di prassi per innovare by Adaptive Path</title>
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	<description>Highly Transdisciplinarity Thoughts for the Challenge of Complexity</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Oct 2011 08:46:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: Gian</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2010/06/27/un-esempio-di-prassi-per-innovare-by-adaptive-path/#comment-1556</link>
		<dc:creator>Gian</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 20:48:03 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Teo, credo che si debba sempre contestualizzare il ruolo che può avere uno strumento come quello del post. Dato a team di persone già predisposte ad innovare credo che sia autosufficiente per innescare certi processi.
Buttato in un generico gruppo di persone poco sensibile a innovare sia nei contenuti che sul piano meta dei processi non basta.
Ci sono vari fattori. Per esempio tipologici, certi ambienti, gruppi e professioni attirano persone con certe attitudini e non altre. Poi bisogna creare un contesto valoriale in cui certe prassi vengano considerate un bisogno, una opportunità e non un rischio o una perdita di tempo.
Quindi è necessario riflettere sulle caratteristiche delle persone e valutare se ci sono margini per far sorgere una domanda di cambiamento in quanto gruppo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Teo, credo che si debba sempre contestualizzare il ruolo che può avere uno strumento come quello del post. Dato a team di persone già predisposte ad innovare credo che sia autosufficiente per innescare certi processi.<br />
Buttato in un generico gruppo di persone poco sensibile a innovare sia nei contenuti che sul piano meta dei processi non basta.<br />
Ci sono vari fattori. Per esempio tipologici, certi ambienti, gruppi e professioni attirano persone con certe attitudini e non altre. Poi bisogna creare un contesto valoriale in cui certe prassi vengano considerate un bisogno, una opportunità e non un rischio o una perdita di tempo.<br />
Quindi è necessario riflettere sulle caratteristiche delle persone e valutare se ci sono margini per far sorgere una domanda di cambiamento in quanto gruppo.</p>
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		<title>By: mcantamesse</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2010/06/27/un-esempio-di-prassi-per-innovare-by-adaptive-path/#comment-1553</link>
		<dc:creator>mcantamesse</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 14:24:17 +0000</pubDate>
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		<description>Puff pant... scusate il ritardo: stavo riguardano il report di ricerca per trovare indicazioni su come migliorare la prossima wave. :-)

Sto cercando da qualche tempo di instillare in alcuni collaboratori la prassi a riflettere sui progetti in corso in senso &quot;meta&quot;, per sfruttare il lavoro quotidiano come humus per la generazione di nuove idee, metodi e approcci. 

Principale difficoltà? Incastrare il tutto tra le altre 18 cose da fare. 
E qui credo si scontrino molti altri: credo che più che lavorare sul frameork metaprogettuale, l&#039;attenzione oggi debba andare alla spinta al cambiamento. In pratica: come &quot;spingere&quot; il cambiamento?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Puff pant&#8230; scusate il ritardo: stavo riguardano il report di ricerca per trovare indicazioni su come migliorare la prossima wave. <img src='http://ibridazioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sto cercando da qualche tempo di instillare in alcuni collaboratori la prassi a riflettere sui progetti in corso in senso &#8220;meta&#8221;, per sfruttare il lavoro quotidiano come humus per la generazione di nuove idee, metodi e approcci. </p>
<p>Principale difficoltà? Incastrare il tutto tra le altre 18 cose da fare.<br />
E qui credo si scontrino molti altri: credo che più che lavorare sul frameork metaprogettuale, l&#8217;attenzione oggi debba andare alla spinta al cambiamento. In pratica: come &#8220;spingere&#8221; il cambiamento?</p>
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		<title>By: Gian</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2010/06/27/un-esempio-di-prassi-per-innovare-by-adaptive-path/#comment-1541</link>
		<dc:creator>Gian</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 05:26:28 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; un tema che trovo molto interessante, era uno dei vari argomenti di confronto proprio ieri con Paolo Ciuccarelli e alcuni suoi dottorandi.
&quot;Progettarlo bene&quot; come scrivi è un punto d&#039;arrivo non un punto di partenza, magari si potesse essere certi da principio. :)
Oltre a comunicarlo bene (processo tutt&#039;altro che scontato) credo sia importante collocarlo nel contesto temporale, culturale, situazionale, relazionale giusto (fattori si potrebbe dire di &quot;ecologia&quot;).
Poi non basta far passare una nozione dei concetti a volte diventa più importante facilitare dei processi individali e\o di gruppo che abilitino processi di elaborazione e comportamenti.
Insomma, la realtà non la si può intrappolare, sarà sempre più complessa delle nostre capacità, ma i margini di miglioramento ci sono se li si cerca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un tema che trovo molto interessante, era uno dei vari argomenti di confronto proprio ieri con Paolo Ciuccarelli e alcuni suoi dottorandi.<br />
&#8220;Progettarlo bene&#8221; come scrivi è un punto d&#8217;arrivo non un punto di partenza, magari si potesse essere certi da principio. <img src='http://ibridazioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Oltre a comunicarlo bene (processo tutt&#8217;altro che scontato) credo sia importante collocarlo nel contesto temporale, culturale, situazionale, relazionale giusto (fattori si potrebbe dire di &#8220;ecologia&#8221;).<br />
Poi non basta far passare una nozione dei concetti a volte diventa più importante facilitare dei processi individali e\o di gruppo che abilitino processi di elaborazione e comportamenti.<br />
Insomma, la realtà non la si può intrappolare, sarà sempre più complessa delle nostre capacità, ma i margini di miglioramento ci sono se li si cerca.</p>
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		<title>By: Massimo Menichinelli</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2010/06/27/un-esempio-di-prassi-per-innovare-by-adaptive-path/#comment-1540</link>
		<dc:creator>Massimo Menichinelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 21:58:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://ibridazioni.com/2010/06/27/un-esempio-di-prassi-per-innovare-by-adaptive-path/#comment-1540</guid>
		<description>Mi pare interessante soprattutto perché mostra come ad Adaptive Path ci sia una riflessione &lt;em&gt;meta&lt;/em&gt; sui propri processi e funzionamenti, cosa non scontata ma importantissima perché ha una diretta influenza sui risultati che si ottengono.
Si tratta comunque di un primo passo, dato che la metodologia potrebbe essere comunicata con un vero e proprio progetto comunicativo (con un video specifico e ben progettato, un poster o addirittura un toolkit).

Non solo: oltre al progetto comunicativo, vi è il progetto di metadesign vero e proprio. Di progettazione cioè della metodologia (processi, strumenti, conoscenza) stessa, in quanto le tre fasi idea ---&gt; sviluppo ---&gt; implementazione (e feedback) mi sembrano oramai &lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt; la struttura minima per una metodologia progettuale e quindi un pò povera come proposta.

Quando si deve comunicare un processo o dei contenuti complessi il processo di semplificazione non finisce mai, ma attenzione a non ridurre la complessità dei sistemi e delle esigenze eccessivamente per paura di non essere capiti. La questione è non tanto mantenere il processo su 3 fasi per fare in modo che venga ricordato, quanto progettarlo bene (metadesign) e comunicarlo bene (infographic design).
La scelta dei termini &lt;em&gt;spark&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;fire&lt;/em&gt; mi pare abbastanza fortunata in questa direzione, proprio perché aiuta a comprendere il senso del processo.
Insomma rimango in attesa di ulteriori sviluppi! 

Ultimamente sto riflettendo su come possa essere utile sviluppare e comunicare metodologie progettuali su differenti livelli di complessità / semplificazione contemporaneamente, proprio per poter essere fruiti da differenti attori in differenti contesti e momenti (ad es. la guida completa, il toolkit per principianti ed il video o poster come riassunto da consultare ogni tanto).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare interessante soprattutto perché mostra come ad Adaptive Path ci sia una riflessione <em>meta</em> sui propri processi e funzionamenti, cosa non scontata ma importantissima perché ha una diretta influenza sui risultati che si ottengono.<br />
Si tratta comunque di un primo passo, dato che la metodologia potrebbe essere comunicata con un vero e proprio progetto comunicativo (con un video specifico e ben progettato, un poster o addirittura un toolkit).</p>
<p>Non solo: oltre al progetto comunicativo, vi è il progetto di metadesign vero e proprio. Di progettazione cioè della metodologia (processi, strumenti, conoscenza) stessa, in quanto le tre fasi idea &#8212;&gt; sviluppo &#8212;&gt; implementazione (e feedback) mi sembrano oramai <em>quasi</em> la struttura minima per una metodologia progettuale e quindi un pò povera come proposta.</p>
<p>Quando si deve comunicare un processo o dei contenuti complessi il processo di semplificazione non finisce mai, ma attenzione a non ridurre la complessità dei sistemi e delle esigenze eccessivamente per paura di non essere capiti. La questione è non tanto mantenere il processo su 3 fasi per fare in modo che venga ricordato, quanto progettarlo bene (metadesign) e comunicarlo bene (infographic design).<br />
La scelta dei termini <em>spark</em> e <em>fire</em> mi pare abbastanza fortunata in questa direzione, proprio perché aiuta a comprendere il senso del processo.<br />
Insomma rimango in attesa di ulteriori sviluppi! </p>
<p>Ultimamente sto riflettendo su come possa essere utile sviluppare e comunicare metodologie progettuali su differenti livelli di complessità / semplificazione contemporaneamente, proprio per poter essere fruiti da differenti attori in differenti contesti e momenti (ad es. la guida completa, il toolkit per principianti ed il video o poster come riassunto da consultare ogni tanto).</p>
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