<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.1.2" -->
<rss version="2.0" 
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
<channel>
	<title>Comments on: Etica e pragmatica dell&#8217;agire (Incentivi intrinseci e Design Thinking)</title>
	<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/</link>
	<description>Riflessioni ad elevata transdisciplinarietà per una sfida della complessità</description>
	<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 07:20:54 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.1.2</generator>

	<item>
		<title>By: Folletto Malefico</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1426</link>
		<author>Folletto Malefico</author>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 17:29:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1426</guid>
					<description>Il mio essere pragmatico mi ha fatto notare anche una cosa che trovo particolarmente degna di nota: lui parla in modo molto concreto di temi sensibili e sui quali dovremmo riflettere più spesso, ma è riuscito anche a dare un modo per realizzare queste cose.

E passa attraverso gli &lt;b&gt;esempi&lt;/b&gt;, gli &lt;b&gt;eroi&lt;/b&gt;: eroi nella vita di tutti i giorni, quelli che per caso ti donano un gesto gentile quando ne hai più bisogno.

Perché come dice ad un certo punto: mettiamo regole perché ad un certo punto qualcuno ha sbagliato. Ma se queste persone sbagliano (e, diamine, dovrebbero imparare dagli errori), come è possibile insegnarlo, senza creare regole (a parte il buon senso che l'eccezione al caso non dovrebbe generare leggi)? Il passaggio sugli esempi risponde proprio a questo.

Le persone imparano dagli esempi, dalle persone che hanno intorno. Esempi tanti più validi quanto sono concreti, umani, vicini a noi.

Per essere Esempi, e tanto più eroi, servono però &lt;b&gt;sogni e ideali&lt;/b&gt; da inseguire. Giusto ieri sera riguardavo la drammatizzazione di Jobs fatta ne &lt;em&gt;I Pirati della Silicon Valley&lt;/em&gt;: "Siamo qui per cambiare l'universo. Altrimenti perché saremmo qui? Stiamo creando una coscienza completamente nuova.".
Jobs ha una immensità di difetti a quanto pare, però è un Esempio.

Quindi, quando sento al TED India che il ragazzo di Sixth Sense (MIT), Pranav Mistry, dice che non vuole vendere l'idea a qualche grossa corporazione ma vuole mantenerlo libero, diffonderlo, distribuirlo opensource... e farlo dall'India... beh, per me quel ragazzo è un Esempio. E ha un sogno.

Come sono Esempi anche tutte le persone delle varie community opensource, quelel che mostrano rispetto e collaborazione, insegnandolo implicitamente a chiunque li guardi.

La cosa fantastica comunque rimane l'abilità di Schwartz nel dire queste cose, che sembrano così "distanti", in un modo concreto, pragmatico, vicino alle persone e alle cose di tutti i giorni.

Così vicino che potremmo riuscire a farlo tutti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio essere pragmatico mi ha fatto notare anche una cosa che trovo particolarmente degna di nota: lui parla in modo molto concreto di temi sensibili e sui quali dovremmo riflettere più spesso, ma è riuscito anche a dare un modo per realizzare queste cose.</p>
<p>E passa attraverso gli <b>esempi</b>, gli <b>eroi</b>: eroi nella vita di tutti i giorni, quelli che per caso ti donano un gesto gentile quando ne hai più bisogno.</p>
<p>Perché come dice ad un certo punto: mettiamo regole perché ad un certo punto qualcuno ha sbagliato. Ma se queste persone sbagliano (e, diamine, dovrebbero imparare dagli errori), come è possibile insegnarlo, senza creare regole (a parte il buon senso che l&#8217;eccezione al caso non dovrebbe generare leggi)? Il passaggio sugli esempi risponde proprio a questo.</p>
<p>Le persone imparano dagli esempi, dalle persone che hanno intorno. Esempi tanti più validi quanto sono concreti, umani, vicini a noi.</p>
<p>Per essere Esempi, e tanto più eroi, servono però <b>sogni e ideali</b> da inseguire. Giusto ieri sera riguardavo la drammatizzazione di Jobs fatta ne <em>I Pirati della Silicon Valley</em>: &#8220;Siamo qui per cambiare l&#8217;universo. Altrimenti perché saremmo qui? Stiamo creando una coscienza completamente nuova.&#8221;.<br />
Jobs ha una immensità di difetti a quanto pare, però è un Esempio.</p>
<p>Quindi, quando sento al TED India che il ragazzo di Sixth Sense (MIT), Pranav Mistry, dice che non vuole vendere l&#8217;idea a qualche grossa corporazione ma vuole mantenerlo libero, diffonderlo, distribuirlo opensource&#8230; e farlo dall&#8217;India&#8230; beh, per me quel ragazzo è un Esempio. E ha un sogno.</p>
<p>Come sono Esempi anche tutte le persone delle varie community opensource, quelel che mostrano rispetto e collaborazione, insegnandolo implicitamente a chiunque li guardi.</p>
<p>La cosa fantastica comunque rimane l&#8217;abilità di Schwartz nel dire queste cose, che sembrano così &#8220;distanti&#8221;, in un modo concreto, pragmatico, vicino alle persone e alle cose di tutti i giorni.</p>
<p>Così vicino che potremmo riuscire a farlo tutti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Massimo Menichinelli</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1432</link>
		<author>Massimo Menichinelli</author>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 22:05:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1432</guid>
					<description>Credo che il tema delle relazioni tra sapere/fare etico e pragmatico sia molto importante e che molto spesso venga tralasciato o affrontato con eccessivi sbilanciamenti, e quindi questo post è molto interessante.
Ad esempio, in diversi contesti progettuali sono stato definito tal volta il teorico o il pragmatico del gruppo... mai contemporaneamente entrambi. 
Esiste infatti la tendenza a dividere il sapere e/o il fare etico da quello pragmatico,  ma sono due aspetti che non dovremmo mai separare e tralasciare. 

Ogni volta che si inizia un progetto, il campo delle possibilità è talmente vasto che si rischia di perdere tempo nell'orientarsi durante le prime fasi. Quindi la prima azione da fare è restringere il campo delle possibilità ponendo dei limiti, dei confini, in modo da disegnare una mappa del territorio in cui ci muoveremo. E questo è il lavoro che un buon professore dovrebbe fare quando vuole insegnare ai suoi studenti come sviluppare un progetto (non quello quindi che fa &lt;a href="http://www.designboom.com/weblog/cat/8/view/7578/philippe-starck-design-for-life-reality-tv-series.html" rel="nofollow"&gt;Philippe Starck&lt;/a&gt;, - &lt;a href="http://www.vimeo.com/6767745" rel="nofollow"&gt;episodio 01&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.vimeo.com/6942733" rel="nofollow"&gt;episodio 02&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.vimeo.com/6944872" rel="nofollow"&gt;episodio 03&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.vimeo.com/6924360" rel="nofollow"&gt;, &lt;a href="http://www.vimeo.com/7088473" rel="nofollow"&gt;episodio 05&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.vimeo.com/7232828" rel="nofollow"&gt;episodio 06&lt;/a&gt; - ). 

Il mio processo progettuale parte quindi con due domande: &lt;em&gt;Dove&lt;/em&gt; vogliamo arrivare? &lt;em&gt;Come&lt;/em&gt; ci vogliamo arrivare?
Ne consegue che sia aspetti etici che pragmatici delimitano il numero infinito delle possibilità e mi sono utili per procedere con il progetto (sia nel &lt;em&gt;dove&lt;/em&gt; che nel &lt;em&gt;come&lt;/em&gt;). Ogni mia scelta progettuale deriva infatti dalle mie considerazioni sia etiche che pragmatiche (ed ovviamente anche da quelle degli altri attori del sistema progettuale/produttivo).

D'altronde, l'approccio &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt; è allo stesso tempo più etico e più pragmatico, o almeno ha avuto successo e viene adottato per queste due ragioni. Etico perché dà voce e autonomia ad un maggior numero di autori, pragmatico perché facendo ciò abbiamo maggiori probabilità di correttezza e successo del progetto.

Non spendo mai molto tempo a cercare di definire cosa sia la &lt;em&gt;creatività&lt;/em&gt;, ma penso che una definizione rapida possa essere "la capacità di  mettere in relazione gli elementi esistenti"; quindi il paragone con il musicista jazz "inventing combinations that are appropriate for the situation and the people at hand" mi trova d'accordo. E questo è il motivo per cui penso che gli strumenti dovrebbero essere sempre &lt;em&gt;open&lt;/em&gt; (per poterli modificare a seconda del contesto), e ogni professionista dovrebbe essere educato a modificarli.

E se ci fosse bisogno di una ulteriore motivazione a legare etica e pragmatica, consiglio di leggere &lt;a href="http://www.technologyreview.com/blog/arxiv/23584/" rel="nofollow"&gt;il risultato di questa ricerca&lt;/a&gt;: il comportamento altruistico ha un effetto a cascata nelle reti sociali, garantendo un ritorno indiretto a chi lo effettua (e guarda caso sono gli hub ad approffitarne di più).

E a proposito dell'idea che l'etica sia un prodotto dell'evoluzione (e che porti un vantaggio competitivo) c'è anche &lt;a href="http://www.newscientist.com/article/dn13983-religion-is-a-product-of-evolution-software-suggests.html" rel="nofollow"&gt;questa ricerca&lt;/a&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il tema delle relazioni tra sapere/fare etico e pragmatico sia molto importante e che molto spesso venga tralasciato o affrontato con eccessivi sbilanciamenti, e quindi questo post è molto interessante.<br />
Ad esempio, in diversi contesti progettuali sono stato definito tal volta il teorico o il pragmatico del gruppo&#8230; mai contemporaneamente entrambi.<br />
Esiste infatti la tendenza a dividere il sapere e/o il fare etico da quello pragmatico,  ma sono due aspetti che non dovremmo mai separare e tralasciare. </p>
<p>Ogni volta che si inizia un progetto, il campo delle possibilità è talmente vasto che si rischia di perdere tempo nell&#8217;orientarsi durante le prime fasi. Quindi la prima azione da fare è restringere il campo delle possibilità ponendo dei limiti, dei confini, in modo da disegnare una mappa del territorio in cui ci muoveremo. E questo è il lavoro che un buon professore dovrebbe fare quando vuole insegnare ai suoi studenti come sviluppare un progetto (non quello quindi che fa <a href="http://www.designboom.com/weblog/cat/8/view/7578/philippe-starck-design-for-life-reality-tv-series.html" rel="nofollow">Philippe Starck</a>, - <a href="http://www.vimeo.com/6767745" rel="nofollow">episodio 01</a>, <a href="http://www.vimeo.com/6942733" rel="nofollow">episodio 02</a>, <a href="http://www.vimeo.com/6944872" rel="nofollow">episodio 03</a>, <a href="http://www.vimeo.com/6924360" rel="nofollow">, </a><a href="http://www.vimeo.com/7088473" rel="nofollow">episodio 05</a>, <a href="http://www.vimeo.com/7232828" rel="nofollow">episodio 06</a> - ). </p>
<p>Il mio processo progettuale parte quindi con due domande: <em>Dove</em> vogliamo arrivare? <em>Come</em> ci vogliamo arrivare?<br />
Ne consegue che sia aspetti etici che pragmatici delimitano il numero infinito delle possibilità e mi sono utili per procedere con il progetto (sia nel <em>dove</em> che nel <em>come</em>). Ogni mia scelta progettuale deriva infatti dalle mie considerazioni sia etiche che pragmatiche (ed ovviamente anche da quelle degli altri attori del sistema progettuale/produttivo).</p>
<p>D&#8217;altronde, l&#8217;approccio <em>open source</em> è allo stesso tempo più etico e più pragmatico, o almeno ha avuto successo e viene adottato per queste due ragioni. Etico perché dà voce e autonomia ad un maggior numero di autori, pragmatico perché facendo ciò abbiamo maggiori probabilità di correttezza e successo del progetto.</p>
<p>Non spendo mai molto tempo a cercare di definire cosa sia la <em>creatività</em>, ma penso che una definizione rapida possa essere &#8220;la capacità di  mettere in relazione gli elementi esistenti&#8221;; quindi il paragone con il musicista jazz &#8220;inventing combinations that are appropriate for the situation and the people at hand&#8221; mi trova d&#8217;accordo. E questo è il motivo per cui penso che gli strumenti dovrebbero essere sempre <em>open</em> (per poterli modificare a seconda del contesto), e ogni professionista dovrebbe essere educato a modificarli.</p>
<p>E se ci fosse bisogno di una ulteriore motivazione a legare etica e pragmatica, consiglio di leggere <a href="http://www.technologyreview.com/blog/arxiv/23584/" rel="nofollow">il risultato di questa ricerca</a>: il comportamento altruistico ha un effetto a cascata nelle reti sociali, garantendo un ritorno indiretto a chi lo effettua (e guarda caso sono gli hub ad approffitarne di più).</p>
<p>E a proposito dell&#8217;idea che l&#8217;etica sia un prodotto dell&#8217;evoluzione (e che porti un vantaggio competitivo) c&#8217;è anche <a href="http://www.newscientist.com/article/dn13983-religion-is-a-product-of-evolution-software-suggests.html" rel="nofollow">questa ricerca</a>.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Federico Bo</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1435</link>
		<author>Federico Bo</author>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 11:15:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1435</guid>
					<description>Etica funzionale o funzionalità dell'etica?

Il mio pensiero è che con l'aumentare del flusso informativo aumenti anche la possibilità di veicolare, pubblicizzare, valorizzare i comportamenti etici (e contemporaneamente disincentivare quelli non etici).

L'opacità facilità l'esercizio dei comportamenti anti e a-etici, la trasparenza crea un ambiente ostile alla sopravvivenza e alla riproduzione degli stessi (la cupola del nuovo parlamento tedesco, il Reichstag ridisegnato da Foster).

Ancora, oggi è possibile calcolare in maniera più efficace il ROI etico, il vantaggio competitivo che si acquisisce con un "fare", un "progettare", un "amministrare" etico. 

L'etica è un paradigma emergente, almeno fuori dai confini nazionali...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Etica funzionale o funzionalità dell&#8217;etica?</p>
<p>Il mio pensiero è che con l&#8217;aumentare del flusso informativo aumenti anche la possibilità di veicolare, pubblicizzare, valorizzare i comportamenti etici (e contemporaneamente disincentivare quelli non etici).</p>
<p>L&#8217;opacità facilità l&#8217;esercizio dei comportamenti anti e a-etici, la trasparenza crea un ambiente ostile alla sopravvivenza e alla riproduzione degli stessi (la cupola del nuovo parlamento tedesco, il Reichstag ridisegnato da Foster).</p>
<p>Ancora, oggi è possibile calcolare in maniera più efficace il ROI etico, il vantaggio competitivo che si acquisisce con un &#8220;fare&#8221;, un &#8220;progettare&#8221;, un &#8220;amministrare&#8221; etico. </p>
<p>L&#8217;etica è un paradigma emergente, almeno fuori dai confini nazionali&#8230;</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Federico Bo</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1436</link>
		<author>Federico Bo</author>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 11:16:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1436</guid>
					<description>ps "la cupola del nuovo parlamento tedesco, il Reichstag ridisegnato da Foster è trasparente non a caso"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ps &#8220;la cupola del nuovo parlamento tedesco, il Reichstag ridisegnato da Foster è trasparente non a caso&#8221;</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Gian</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1437</link>
		<author>Gian</author>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 09:33:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1437</guid>
					<description>Grazie per i vostri stimolanti commenti che integrano molto bene il mio post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per i vostri stimolanti commenti che integrano molto bene il mio post.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Nicolo'</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1443</link>
		<author>Nicolo'</author>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 20:01:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1443</guid>
					<description>Stiamo facendo in questi giorni il calendario 2010 di eventi e speaker per  the hub. Non sarebbe male avere anche lui!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo facendo in questi giorni il calendario 2010 di eventi e speaker per  the hub. Non sarebbe male avere anche lui!</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Jacopo Romei</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1452</link>
		<author>Jacopo Romei</author>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 02:02:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1452</guid>
					<description>Ciao!

Proprio recentemente ho pubblicato un post sul mio blog al termine della lettura de 'Il gene egoista' di Dawkins - citato peraltro in uno dei link di Massimo Menichinelli - e trovo tutto molto pertinente.

La teoria dei giochi iterati offre un sacco di spunti formali a supporto di ciò che intuiamo: solo la produttività etica è massimizzabile in maniera sostenibile a lungo termine.

Consiglio anche la lettura di 'Calcoli morali' di László Mérő, matematico ungherese. La cosa bella è che a questa lettura possiamo poi attaccare 'Il Tao della fisica' di F. Capra ed ecco che molto cerchi cominciano a chiudersi... ;)

Ciao!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao!</p>
<p>Proprio recentemente ho pubblicato un post sul mio blog al termine della lettura de &#8216;Il gene egoista&#8217; di Dawkins - citato peraltro in uno dei link di Massimo Menichinelli - e trovo tutto molto pertinente.</p>
<p>La teoria dei giochi iterati offre un sacco di spunti formali a supporto di ciò che intuiamo: solo la produttività etica è massimizzabile in maniera sostenibile a lungo termine.</p>
<p>Consiglio anche la lettura di &#8216;Calcoli morali&#8217; di László Mérő, matematico ungherese. La cosa bella è che a questa lettura possiamo poi attaccare &#8216;Il Tao della fisica&#8217; di F. Capra ed ecco che molto cerchi cominciano a chiudersi&#8230; <img src='http://ibridazioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ciao!</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Gian</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1453</link>
		<author>Gian</author>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 14:33:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1453</guid>
					<description>Caro Jacopo mi piace e condivido questo tuo modo di pensare che "unisce" :)
Se si continua con questi commenti di qualità manca poco per mettere su un mini barcamp su questo tema! ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Jacopo mi piace e condivido questo tuo modo di pensare che &#8220;unisce&#8221; <img src='http://ibridazioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Se si continua con questi commenti di qualità manca poco per mettere su un mini barcamp su questo tema! <img src='http://ibridazioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Il prezzo delle informazioni nei negoziati: l&#8217;etica dell&#8217;azzardo &#124; Sviluppo Agile</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1458</link>
		<author>Il prezzo delle informazioni nei negoziati: l&#8217;etica dell&#8217;azzardo &#124; Sviluppo Agile</author>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 02:50:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1458</guid>
					<description>[...] dell&#8217;esborso necessario a raccogliere informazioni strategiche. Un po&#8217; come dire che l&#8217;etica può essere pragmatica, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] dell&#8217;esborso necessario a raccogliere informazioni strategiche. Un po&#8217; come dire che l&#8217;etica può essere pragmatica, [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Gianfranco Chicco</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1460</link>
		<author>Gianfranco Chicco</author>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 22:34:12 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1460</guid>
					<description>Ho riletto con interesse il post e la discussione proprio ora che ho tra le mani l'ultimo libro di Dan Pink: DRIVE... che esplora questi temi in particolare gli incentivi intrinseci e come la motivazione sia legata a: Autonomy, Mastert, Purpose....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riletto con interesse il post e la discussione proprio ora che ho tra le mani l&#8217;ultimo libro di Dan Pink: DRIVE&#8230; che esplora questi temi in particolare gli incentivi intrinseci e come la motivazione sia legata a: Autonomy, Mastert, Purpose&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Emanuele</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1461</link>
		<author>Emanuele</author>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:49:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2009/12/13/etica-e-pragmatica-dellagire-incentivi-intrinseci-e-design-thinking/#comment-1461</guid>
					<description>Ciao Gian,
io credo che ancora più dell'etica, ciò che dovrebbe smuovere le aziende a cambiare mentalità ed approccio specialmente verso i propri dipendenti sia un mero fine di business.

Come ho scritto nell'ultimo post sull'engagement delle persone (http://www.socialenterprise.it/index.php/2010/01/15/lenterprise-2-0-parte-dallengagement/), non si tratta di essere buoni o essere corretti, si tratta di capitalizzare l'asset più sottoutilizzato nell'economia della conoscenza e della creatività: la voglia delle persone di contribuire e fare la differenza.

Ciò non dipende essere fatto dipendere dal caso o dalla spinta volontaristica del singolo, quanto dall'iniziare a pensare ad un disegno sistemico sociale dell'impresa come ambiente di abilitazione di comportamenti virtuosi ed allineati agli obiettivi strategici.

Motivare, ingaggiare, coinvolgere, far sentire appagato chi lavora con noi è l'investimento migliore che si possa scegliere oggi per costruirsi un vantaggio competitivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gian,<br />
io credo che ancora più dell&#8217;etica, ciò che dovrebbe smuovere le aziende a cambiare mentalità ed approccio specialmente verso i propri dipendenti sia un mero fine di business.</p>
<p>Come ho scritto nell&#8217;ultimo post sull&#8217;engagement delle persone (http://www.socialenterprise.it/index.php/2010/01/15/lenterprise-2-0-parte-dallengagement/), non si tratta di essere buoni o essere corretti, si tratta di capitalizzare l&#8217;asset più sottoutilizzato nell&#8217;economia della conoscenza e della creatività: la voglia delle persone di contribuire e fare la differenza.</p>
<p>Ciò non dipende essere fatto dipendere dal caso o dalla spinta volontaristica del singolo, quanto dall&#8217;iniziare a pensare ad un disegno sistemico sociale dell&#8217;impresa come ambiente di abilitazione di comportamenti virtuosi ed allineati agli obiettivi strategici.</p>
<p>Motivare, ingaggiare, coinvolgere, far sentire appagato chi lavora con noi è l&#8217;investimento migliore che si possa scegliere oggi per costruirsi un vantaggio competitivo.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
</channel>
</rss>
