2009.04.19 12:11
Apprendo questa notizia dal blog di De Biase che J.L. Hennessy, Presidente della Stanford University, ritiene ormai vicina una rivoluzione da parte delle Neuroscienze come fu cinquant’anni fa per la genetica. Sono convinto anch’io come ricercatore che nei prossimi anni, soprattutto in progetti e team di ricerca transdisciplinari (ancora troppo pochi in Italia, rispetto a quelli più verticali, a mio parere) emergeranno scoperte importanti. Hennessy ritiene questo ambito ormai maturo per attirare molti più investimenti e sono sicuro che negli USA sapranno farlo nonostante la crisi.
Qui, su Ars Technica, trovate l’intervista a Hennessy
8 commenti »
Nunzio 2009.05.05 alle 09:33:40
è proprio convinto di quanto scrive in questo post? A mio parere, allo stato attuale, i legami tra neuroscienze e psicologia sono ancora poco chiari e molto confusi, tanto che alcuni autori (come William Uttal o Roberto Cabeza) non sembrano così convinti della possibilità di integrare queste discipline. Inoltre, da psicologo, non comprendo come mai si debba essere tanto affascinati dalle neuroscienze: solo perchè si ritiene siano in grado di rendere 'più scientifica' la psicologia (come se la scientificità di una disciplina dipendesse dalla 'concretezza' del suo oggetto)? Questo è un punto molto controverso. Lei cosa ne pensa?
Grazie!
N. Scevola
Gian 2009.05.05 alle 10:15:36
Nunzio 2009.05.06 alle 10:07:12
personalmente, non mi è chiaro come sia possibile uscire dal binomio monismo-dualismo appellandosi a concetti quali emergenza, sistema complesso o autopoiesi. Per esempio, gli Emergentisti Britannici com Charles Broad o Llyod Morgan erano convinti assertori di un'ontologia di tipo monistico e fisicalistico. Inoltre, mi chiedo come si possano mettere insieme e integrare i dati di tipo neuroscientifico con quelli di tipo psicologico evitando di cadere in una forma di riduzionismo. Dato che sto scrivendo un articolo su questo, mi domandavo cosa ne pensasse Lei e se mi poteva dare delle indicazioni a riguardo.
Grazie per la gentilezza e l'attenzione.
Nunzio S.
Gian 2009.05.17 alle 08:10:18
Per ora questo è il mio punto di vista ..... per ora.
Nunzio 2009.05.21 alle 10:48:47
scusa se ti disturbo ancora ma la discussione mi sembra interessante. Trovo illuminante la tua posizione, tuttavia non pensi che il modello di Solms e Turnbull sia eccessivamente influenzato dalla psicoanalisi? Pur avendo grande rispetto per la teoria Freudiana, trovo che sia difficile renderla compatibile con le neuroscienze e la psicologia cognitiva e, in questo senso, penso che la proposta di Solms e Turnbull rischia di confondere ulteriormente le acque. Inoltre, non pensi che il concetto di informazione sia trasversale a tutte le scienze e per questo "neutrale" rispetto agli oggetti di studio considerati?
Grazie per l'attenzione!
g
Gian 2009.05.21 alle 02:33:14
Chi vuole e sa muoversi tra psicologia dinamica e certo cognitivismo non credo abbia problemi.
Per questo ti ho citato l'autopoiesi che è una biologia della conoscenza, una biologia del nostro essere sistemi viventi produttori di informazione. Disincarnare l'informazione è untile in certi frangeti, non è generalizzabile.
Nunzio 2009.06.03 alle 12:33:42
Gian 2009.06.03 alle 02:30:25