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	<title>Comments on: Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design</title>
	<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/</link>
	<description>Riflessioni ad elevata transdisciplinarietà per una sfida della complessità</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:47:01 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>By: Intense Minimalism &#8226; Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-507</link>
		<author>Intense Minimalism &#8226; Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design</author>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 01:04:36 +0000</pubDate>
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					<description>[...] post parallelo di Gianandrea, dove vi fornisce il suo punto di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] post parallelo di Gianandrea, dove vi fornisce il suo punto di [&#8230;]</p>
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	<item>
		<title>By: Federico Bo</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-510</link>
		<author>Federico Bo</author>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 08:00:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-510</guid>
					<description>bene, bene, si procede con la lettura....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bene, bene, si procede con la lettura&#8230;.</p>
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				</item>
	<item>
		<title>By: Massimo Menichinelli</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-511</link>
		<author>Massimo Menichinelli</author>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 18:00:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-511</guid>
					<description>Complimenti!
Ho avuto modo di guardarlo solo di fretta, con più calma lo leggerò e sicuramente ne scriverò nel mio blog a riguardo come già feci con "Elementi teorici....".

Per il momento comunque complimenti per la grafica, per la struttura del documento (l'idea del glossario è ottima) e soprattutto per la strategia di distribuzione davvero completa!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti!<br />
Ho avuto modo di guardarlo solo di fretta, con più calma lo leggerò e sicuramente ne scriverò nel mio blog a riguardo come già feci con &#8220;Elementi teorici&#8230;.&#8221;.</p>
<p>Per il momento comunque complimenti per la grafica, per la struttura del documento (l&#8217;idea del glossario è ottima) e soprattutto per la strategia di distribuzione davvero completa!</p>
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				</item>
	<item>
		<title>By: Dario Salvelli</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-512</link>
		<author>Dario Salvelli</author>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 12:23:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-512</guid>
					<description>Me lo leggo con calma ma mi sembra molto interessante, come del resto il vostro primo book. Devo farvi davvero i complimenti per la passione che ci mettete!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Me lo leggo con calma ma mi sembra molto interessante, come del resto il vostro primo book. Devo farvi davvero i complimenti per la passione che ci mettete!!!</p>
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				</item>
	<item>
		<title>By: Alberto Falossi</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-513</link>
		<author>Alberto Falossi</author>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:12:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-513</guid>
					<description>Siete dei grandi :-) Lo metterò sicuramente nella bibliografia consigliata al mio corso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siete dei grandi <img src='http://ibridazioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> Lo metterò sicuramente nella bibliografia consigliata al mio corso!</p>
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				</item>
	<item>
		<title>By: Luigi Mengato</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-515</link>
		<author>Luigi Mengato</author>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 21:36:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-515</guid>
					<description>Vi ringrazio: l'ho scaricato ed adesso passo allo studio (più che alla lettura). Mi fa piacere constatare come il web possa permettere la creazione e la diffusione di opere che permettano la diffusione di una conoscenza condivisa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ringrazio: l&#8217;ho scaricato ed adesso passo allo studio (più che alla lettura). Mi fa piacere constatare come il web possa permettere la creazione e la diffusione di opere che permettano la diffusione di una conoscenza condivisa.</p>
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	<item>
		<title>By: Claudio Vaccaro</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-516</link>
		<author>Claudio Vaccaro</author>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 15:10:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-516</guid>
					<description>bravi, bravi, bravi. Pubblicare testi del genere (di cui se ne sente il bisogno) con licenza CC è veramente da plauso. Lo leggerò con interesse e diffonderò la voce.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bravi, bravi, bravi. Pubblicare testi del genere (di cui se ne sente il bisogno) con licenza CC è veramente da plauso. Lo leggerò con interesse e diffonderò la voce.</p>
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				</item>
	<item>
		<title>By: Roberto Cobianchi</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-517</link>
		<author>Roberto Cobianchi</author>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 15:44:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-517</guid>
					<description>Grazie per il tuo commento su "Lean Intranet".
Leggerò senz'altro il tuo documento.
Roberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il tuo commento su &#8220;Lean Intranet&#8221;.<br />
Leggerò senz&#8217;altro il tuo documento.<br />
Roberto</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Enrico</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-518</link>
		<author>Enrico</author>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 22:29:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-518</guid>
					<description>Ho finito ora di leggere le prime 25 pagine. Devo dire che è un ottimo punto di partenza per approndire il mondo dei social network. 
Ne parlerò durante una lezione universitaria che avrò domani e spero di portarvi ulteriori punti di vista e approfondimento su cui confrontarsi..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho finito ora di leggere le prime 25 pagine. Devo dire che è un ottimo punto di partenza per approndire il mondo dei social network.<br />
Ne parlerò durante una lezione universitaria che avrò domani e spero di portarvi ulteriori punti di vista e approfondimento su cui confrontarsi..</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Federico Bo</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-519</link>
		<author>Federico Bo</author>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 14:52:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-519</guid>
					<description>La mia piccola recensione è stata ripresa da AgoraVox: spero vi faccia piacere.
http://www.agoravox.it/spip.php?page=article&#38;id_article=1755</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia piccola recensione è stata ripresa da AgoraVox: spero vi faccia piacere.<br />
<a href="http://www.agoravox.it/spip.php?page=article&amp;id_article=1755" rel="nofollow">http://www.agoravox.it/spip.php?page=article&amp;id_article=1755</a></p>
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	<item>
		<title>By: neXres &#187; Blog Archive &#187; Le mie riflessioni su Design Motivazionale</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-520</link>
		<author>neXres &#187; Blog Archive &#187; Le mie riflessioni su Design Motivazionale</author>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 18:18:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-520</guid>
					<description>[...] letto con interesse negli ultimi giorni Design Motivazionale, nuovo lavoro di Gianandrea Giacoma e Davide (Folletto Malefico) Casali, che rappresenta il secondo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] letto con interesse negli ultimi giorni Design Motivazionale, nuovo lavoro di Gianandrea Giacoma e Davide (Folletto Malefico) Casali, che rappresenta il secondo [&#8230;]</p>
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	<item>
		<title>By: Piero Rivizzigno</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-521</link>
		<author>Piero Rivizzigno</author>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 16:19:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-521</guid>
					<description>Primo commento: in un panorama intellettuale come quello italiano caratterizzato da stipsi cerebrale e bloggite superficiale acuta è sicuramente un fatto positivo che qualcuno provi a cimentarsi con un problema di complessità non banale come lo sviluppo di una metodologia di progettazione dei social network. Complimenti genuini per il coraggio.

Ad una prima veloce lettura ci sono alcuni aspetti di fondo che mi lasciano perplesso nel vostro lavoro. 

1. La definizione di social network. Perché utilizzare la definizione:

"Si tratta quindi di un insieme di individui (nodi) che sono 
collegati fra di loro da un qualche tipo di relazione (Wikipedia, Social 
Network)"

molto tecnica, proveniente dalla teoria dei grafi, e infatti  adottata da chi è impegnato nell'analisi quantitativa delle reti sociali. Perché non utilizzare quella proposta da Danah Boyd:

"We define social network sites as web-based services that allow individuals to (1) construct a public or semi-public profile within a bounded system, (2) articulate a list of other users with whom they share a connection, and (3) view and traverse their list of connections and those made by others within the system. The nature and nomenclature of these connections may vary from site to site."

http://jcmc.indiana.edu/vol13/issue1/boyd.ellison.html

La Boyd può non stare simpatica, e a me non lo è certamente, però la precedente definizione è divenuta un riferimento de facto ed, aggiungo,  anche  per valide ragioni. Volendo non utilizzarla bisognerebbe spiegare perché. Non menzionarla nella bibliografia è comunque una mancanza. 

2. Ormai si sta consolidando un filone di pensiero, il “Social Design”, nato nella pratica di chi si è trovato ad affrontare il problema della progettazione dei social network. Alcuni dei “practioners” più conosciuti in questa area sono Joshua Porter e Adrian Chan. Dal punto di vista di chi deve realmente progettare un social network le loro pubblicazioni sono molto più “actionable “ e rendono alcune parti del vostro lavoro obsolete. Basti pensare all’introduzione del libro di Joshua Porter relativamente al superamento del paradigma dell’interazione uomo-macchina da voi utilizzato. Di nuovo risalta la mancanza di tali riferimenti nella bibliografia .

3. Trascurare l’aspetto di classificazione dei social network porta ad una genericità delle modalità di progettazione. Una classificazione importante è quella che vede i social network divisi in due grosse aree: quelli generici e quelli legati ad un “social object “ (http://www.zengestrom.com/blog/2005/04/why_some_social.html). Quest’ultima segmentazione è stata proposta da Jyri Engeström, antropologo e fondatore di Jaiku. Scegliere un social object  come elemento pivotale di un social network  ha delle  implicazioni non banali  sulla progettazione.

4. L’approccio e gli use case proposti nella sezione del Group Centered Design rivelano che non vi siete mai confrontati nella pratica con questo tema: la gestione delle norme sociali sottese all’amministrazione  di un gruppo è l’aspetto più complesso ed è totalmente assente nella vostra trattazione.

5. Le implicazioni sociali e impreviste derivanti dall’utilizzo non accorto  degli strumenti a disposizione nei social network per la gestione della Privacy sono totalmente assenti nel vostro lavoro. Vi rimando ad un recente video di Clay Shirsky  che presenta quanto avvenuto ad un utente avendo cambiato il proprio status da engaged a single in Facebook. L’ironia della sorte ha voluto che questa persona fosse una ricercatrice nel settore dei social media. http://www.youtube.com/watch?v=LabqeJEOQyI&#38;eurl=http://hetypesshetalks.com/2008/09/23/web-20-expo-clay-shirkey-keynote/


Considerazione finale:  i commenti precedenti sono un tentativo di dare contributo fattuale e degli spunti di riflessione per la prossima versione del lavoro da parte di chi si confronta nella quotidianità con i problemi legati alla progettazione di un social network.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Primo commento: in un panorama intellettuale come quello italiano caratterizzato da stipsi cerebrale e bloggite superficiale acuta è sicuramente un fatto positivo che qualcuno provi a cimentarsi con un problema di complessità non banale come lo sviluppo di una metodologia di progettazione dei social network. Complimenti genuini per il coraggio.</p>
<p>Ad una prima veloce lettura ci sono alcuni aspetti di fondo che mi lasciano perplesso nel vostro lavoro. </p>
<p>1. La definizione di social network. Perché utilizzare la definizione:</p>
<p>&#8220;Si tratta quindi di un insieme di individui (nodi) che sono<br />
collegati fra di loro da un qualche tipo di relazione (Wikipedia, Social<br />
Network)&#8221;</p>
<p>molto tecnica, proveniente dalla teoria dei grafi, e infatti  adottata da chi è impegnato nell&#8217;analisi quantitativa delle reti sociali. Perché non utilizzare quella proposta da Danah Boyd:</p>
<p>&#8220;We define social network sites as web-based services that allow individuals to (1) construct a public or semi-public profile within a bounded system, (2) articulate a list of other users with whom they share a connection, and (3) view and traverse their list of connections and those made by others within the system. The nature and nomenclature of these connections may vary from site to site.&#8221;</p>
<p><a href="http://jcmc.indiana.edu/vol13/issue1/boyd.ellison.html" rel="nofollow">http://jcmc.indiana.edu/vol13/issue1/boyd.ellison.html</a></p>
<p>La Boyd può non stare simpatica, e a me non lo è certamente, però la precedente definizione è divenuta un riferimento de facto ed, aggiungo,  anche  per valide ragioni. Volendo non utilizzarla bisognerebbe spiegare perché. Non menzionarla nella bibliografia è comunque una mancanza. </p>
<p>2. Ormai si sta consolidando un filone di pensiero, il “Social Design”, nato nella pratica di chi si è trovato ad affrontare il problema della progettazione dei social network. Alcuni dei “practioners” più conosciuti in questa area sono Joshua Porter e Adrian Chan. Dal punto di vista di chi deve realmente progettare un social network le loro pubblicazioni sono molto più “actionable “ e rendono alcune parti del vostro lavoro obsolete. Basti pensare all’introduzione del libro di Joshua Porter relativamente al superamento del paradigma dell’interazione uomo-macchina da voi utilizzato. Di nuovo risalta la mancanza di tali riferimenti nella bibliografia .</p>
<p>3. Trascurare l’aspetto di classificazione dei social network porta ad una genericità delle modalità di progettazione. Una classificazione importante è quella che vede i social network divisi in due grosse aree: quelli generici e quelli legati ad un “social object “ (http://www.zengestrom.com/blog/2005/04/why_some_social.html). Quest’ultima segmentazione è stata proposta da Jyri Engeström, antropologo e fondatore di Jaiku. Scegliere un social object  come elemento pivotale di un social network  ha delle  implicazioni non banali  sulla progettazione.</p>
<p>4. L’approccio e gli use case proposti nella sezione del Group Centered Design rivelano che non vi siete mai confrontati nella pratica con questo tema: la gestione delle norme sociali sottese all’amministrazione  di un gruppo è l’aspetto più complesso ed è totalmente assente nella vostra trattazione.</p>
<p>5. Le implicazioni sociali e impreviste derivanti dall’utilizzo non accorto  degli strumenti a disposizione nei social network per la gestione della Privacy sono totalmente assenti nel vostro lavoro. Vi rimando ad un recente video di Clay Shirsky  che presenta quanto avvenuto ad un utente avendo cambiato il proprio status da engaged a single in Facebook. L’ironia della sorte ha voluto che questa persona fosse una ricercatrice nel settore dei social media. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LabqeJEOQyI&amp;eurl=http://hetypesshetalks.com/2008/09/23/web-20-expo-clay-shirkey-keynote/" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=LabqeJEOQyI&amp;eurl=http://hetypesshetalks.com/2008/09/23/web-20-expo-clay-shirkey-keynote/</a></p>
<p>Considerazione finale:  i commenti precedenti sono un tentativo di dare contributo fattuale e degli spunti di riflessione per la prossima versione del lavoro da parte di chi si confronta nella quotidianità con i problemi legati alla progettazione di un social network.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Gian</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-522</link>
		<author>Gian</author>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 20:54:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-522</guid>
					<description>Non può che farmi piacere che una figura senior come la tua si sia preso la briga di leggerci e commentarci, grazie.

Sono molto interessato, come credo anche Davide, che mi auguro presto commenterà anche lui, a instaurare un dialogo costruttivo con te e sugli interessanti stimoli di autori e modelli che ci proponi.

A mio parere il primo punto che ci indichi contiene un fraintendimento che poi si esplica anche nei punti successivi.
Come avevamo già cercato di spiegare, con forse maggiore completezza, nel primo e più generale documento (Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network) ci teniamo a distinguere una definizione generale di Social Network (rete sociale) da i Sistemi a Social Network del Web o meno (per semplicità chiamati ormai da tutti SN e basta) proprio perché il punto di vista che proponiamo, e le competenze cui facciamo riferimento, ci collocano in una "terra di mezzo" che non è riducibile alla nicchia dei designer specifici ma nemmeno inquadrabile del tutto in standard accademici che hanno certi vincoli e parametri.

Io mi accosto a questo ambito complesso e in continua evoluzione in quanto psicologo e in quanto psicologo (in una logica di continua beta, come sono anche i nostri documenti) ho a che fare con il social network design. Ci penserà poi Davide a definirsi meglio.

In questo senso abbiamo utilizzato una determinata definizione di SN più ampia all'interno della quale c'è poi un insieme più ristretto che è quello dei Sistemia a SN del Web e nell'ambito aziedale.

Ora, ci rendiamo perfettamente conto che nel momento in cui proponiamo una "indicazione di rotta", non di certo un punto di arrivo metodologico, dobbiamo fare i conti con tutti quegli autori di nicchia che in parte conosciamo ma non tutti (la coda è molto lunga) e quindi siamo interessatissimi e aperti a crescere.

Il nostro documento non vuole essere esaustivo, ci sono molti temi che non abbiamo avuto tempo ed energie di inserire e approfondire. In prospettiva cercheremo sicuramente dati a sostegno del nostro modello (problema che hanno un pò tutti in un ambito così complesso) e stiamo lavorando in questa direzione.

Detto ciò, con l'idea di instaurare un dialogo costruttivo, in che senso il nostro modo di affrontare l'interazione uomo-macchina è obsoleto? Sarebbe interessante entrare nel merito dei punti che hai sollevato, per scoprire magari che pur non citando certi autori non eravamo così distanti o forse ci siamo espressi in modo troppo sbrigativo o più semplicemente ben venga una conoscenza che non abbiamo che tu puoi condividere.

Il rischio è quello che in base a chi ci legge, l'accademico o il designer ci legga solo utilizzando i suoi parametri e autori di riferimento mettendo in atto un processo di riduzione del nostro punto di vista che è volutamente "ibrido".

Per esempio, non mi stupisce che non hai toccato i fattori più strettamente psicologici che abbiamo sollevato ma ci mancherebbe altro, ciascuno con le sue competenze guarda all'oggetto di studio, analisi e progettazione in base alle proprie conoscenze e attitudini. Quello che può essere invece utile e interessante per tutti è, dialogando magari più nello specifico, di trovare un linguaggio comune e un arricchimento reciproco.

So benissimo che rispetto ad un professionista della tua esperienza abbiamo molto da imparare ed è con questa attitudine che mi pongo con la speranza di approfondire e crescere nel confronto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non può che farmi piacere che una figura senior come la tua si sia preso la briga di leggerci e commentarci, grazie.</p>
<p>Sono molto interessato, come credo anche Davide, che mi auguro presto commenterà anche lui, a instaurare un dialogo costruttivo con te e sugli interessanti stimoli di autori e modelli che ci proponi.</p>
<p>A mio parere il primo punto che ci indichi contiene un fraintendimento che poi si esplica anche nei punti successivi.<br />
Come avevamo già cercato di spiegare, con forse maggiore completezza, nel primo e più generale documento (Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network) ci teniamo a distinguere una definizione generale di Social Network (rete sociale) da i Sistemi a Social Network del Web o meno (per semplicità chiamati ormai da tutti SN e basta) proprio perché il punto di vista che proponiamo, e le competenze cui facciamo riferimento, ci collocano in una &#8220;terra di mezzo&#8221; che non è riducibile alla nicchia dei designer specifici ma nemmeno inquadrabile del tutto in standard accademici che hanno certi vincoli e parametri.</p>
<p>Io mi accosto a questo ambito complesso e in continua evoluzione in quanto psicologo e in quanto psicologo (in una logica di continua beta, come sono anche i nostri documenti) ho a che fare con il social network design. Ci penserà poi Davide a definirsi meglio.</p>
<p>In questo senso abbiamo utilizzato una determinata definizione di SN più ampia all&#8217;interno della quale c&#8217;è poi un insieme più ristretto che è quello dei Sistemia a SN del Web e nell&#8217;ambito aziedale.</p>
<p>Ora, ci rendiamo perfettamente conto che nel momento in cui proponiamo una &#8220;indicazione di rotta&#8221;, non di certo un punto di arrivo metodologico, dobbiamo fare i conti con tutti quegli autori di nicchia che in parte conosciamo ma non tutti (la coda è molto lunga) e quindi siamo interessatissimi e aperti a crescere.</p>
<p>Il nostro documento non vuole essere esaustivo, ci sono molti temi che non abbiamo avuto tempo ed energie di inserire e approfondire. In prospettiva cercheremo sicuramente dati a sostegno del nostro modello (problema che hanno un pò tutti in un ambito così complesso) e stiamo lavorando in questa direzione.</p>
<p>Detto ciò, con l&#8217;idea di instaurare un dialogo costruttivo, in che senso il nostro modo di affrontare l&#8217;interazione uomo-macchina è obsoleto? Sarebbe interessante entrare nel merito dei punti che hai sollevato, per scoprire magari che pur non citando certi autori non eravamo così distanti o forse ci siamo espressi in modo troppo sbrigativo o più semplicemente ben venga una conoscenza che non abbiamo che tu puoi condividere.</p>
<p>Il rischio è quello che in base a chi ci legge, l&#8217;accademico o il designer ci legga solo utilizzando i suoi parametri e autori di riferimento mettendo in atto un processo di riduzione del nostro punto di vista che è volutamente &#8220;ibrido&#8221;.</p>
<p>Per esempio, non mi stupisce che non hai toccato i fattori più strettamente psicologici che abbiamo sollevato ma ci mancherebbe altro, ciascuno con le sue competenze guarda all&#8217;oggetto di studio, analisi e progettazione in base alle proprie conoscenze e attitudini. Quello che può essere invece utile e interessante per tutti è, dialogando magari più nello specifico, di trovare un linguaggio comune e un arricchimento reciproco.</p>
<p>So benissimo che rispetto ad un professionista della tua esperienza abbiamo molto da imparare ed è con questa attitudine che mi pongo con la speranza di approfondire e crescere nel confronto.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Piero Rivizzigno</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-523</link>
		<author>Piero Rivizzigno</author>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 13:37:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-523</guid>
					<description>In qualunque attività di progettazione esplicitare il punto di vista da cui si parte è fondamentale: se capisco bene alla fine voi proponete una metodologia di progettazione dei social network che partendo da considerazioni di interazione sociale nei gruppi comunque alla fine porta ad una progettazione integrata con gli aspetti tecnologici. Anche il lessico ed il processo ipotizzato nelle figure del documento non lasciano margini di interpretazione: Specifiche, Bisogni Funzionali, Rilascio, ... Questa è la ragione per cui ho menzionato la definizione di Danah Boyd, che comunque  sicuramente non ha un'estrazione di tipo  tecnologico con un curriculum fondamentalmente accademico.

Riguardo al commento sull’interazione uomo-macchina volevo mettere in evidenza  l’enfasi tradizionalmente posta da questa disciplina  a modelli di interazione in cui ad un input dell’utente corrispondeva un risposta, magari inserita all’interno di un workflow complesso, ma sempre definita a priori nella macchina. L’enfasi ora soprattutto nelle applicazioni web per il mondo consumer si sta spostando con non poche difficoltà sul design dell’interazione tra le persone. Dove sono le difficoltà? Semplicemente non siamo abituati a progettare avendo chiari i meccanismi sociali  d’interazione tra persone e le loro motivazioni. Se hai dubbi prova a rispondere alla seguente domanda: fai il nome di due interaction designer che abbiano progettato per davvero due social network in Italia. Non è neanche casuale che le rappresentazione  grafiche dell’HCI dipingano sempre l’icona di un computer e di una persona tra di loro connesse da una freccia bidirezionale. Non ho mai visto una figura ad alto valore simbolico che catturasse l'idea di HCI  con un gruppo di persone che interagiscono tra di loro supportate dalla macchina.

Non sono sicuramente un sociologo ma ti posso assicurare che uno dei cardini del pensiero su cui si basa il mio lavoro sui social network è rappresentato  “The Presentation of Self in Everyday Life” di Goffman
e dai materiali di Judith Donath del MIT. I commenti da fare erano tanti e non volevo sembrare pedante e tantomeno proiettare un senso di negatività. Mi sembrava che quello sulla privacy fosse di per se rilevante abbastanza.

Curioso comunque di vedere le prossime stesure del lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In qualunque attività di progettazione esplicitare il punto di vista da cui si parte è fondamentale: se capisco bene alla fine voi proponete una metodologia di progettazione dei social network che partendo da considerazioni di interazione sociale nei gruppi comunque alla fine porta ad una progettazione integrata con gli aspetti tecnologici. Anche il lessico ed il processo ipotizzato nelle figure del documento non lasciano margini di interpretazione: Specifiche, Bisogni Funzionali, Rilascio, &#8230; Questa è la ragione per cui ho menzionato la definizione di Danah Boyd, che comunque  sicuramente non ha un&#8217;estrazione di tipo  tecnologico con un curriculum fondamentalmente accademico.</p>
<p>Riguardo al commento sull’interazione uomo-macchina volevo mettere in evidenza  l’enfasi tradizionalmente posta da questa disciplina  a modelli di interazione in cui ad un input dell’utente corrispondeva un risposta, magari inserita all’interno di un workflow complesso, ma sempre definita a priori nella macchina. L’enfasi ora soprattutto nelle applicazioni web per il mondo consumer si sta spostando con non poche difficoltà sul design dell’interazione tra le persone. Dove sono le difficoltà? Semplicemente non siamo abituati a progettare avendo chiari i meccanismi sociali  d’interazione tra persone e le loro motivazioni. Se hai dubbi prova a rispondere alla seguente domanda: fai il nome di due interaction designer che abbiano progettato per davvero due social network in Italia. Non è neanche casuale che le rappresentazione  grafiche dell’HCI dipingano sempre l’icona di un computer e di una persona tra di loro connesse da una freccia bidirezionale. Non ho mai visto una figura ad alto valore simbolico che catturasse l&#8217;idea di HCI  con un gruppo di persone che interagiscono tra di loro supportate dalla macchina.</p>
<p>Non sono sicuramente un sociologo ma ti posso assicurare che uno dei cardini del pensiero su cui si basa il mio lavoro sui social network è rappresentato  “The Presentation of Self in Everyday Life” di Goffman<br />
e dai materiali di Judith Donath del MIT. I commenti da fare erano tanti e non volevo sembrare pedante e tantomeno proiettare un senso di negatività. Mi sembrava che quello sulla privacy fosse di per se rilevante abbastanza.</p>
<p>Curioso comunque di vedere le prossime stesure del lavoro.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Folletto Malefico</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-525</link>
		<author>Folletto Malefico</author>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 12:21:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-525</guid>
					<description>La prendo un po' larga perché credo che il problema principale sia la necessità di trovare un dizionario comune con cui parlare. A costo di essere un po' pedante faccio un passo indietro, perdonatemi.

Esplicitare il punto di vista è fondamentale, in effetti questo è stato un problema non affrontato forse con la dovuta attenzione: un punto chiave nella stesura del documento è stata la differenza fra "social network" e "sistemi a social network", ove:
1. &lt;b&gt;Social Network&lt;/b&gt;: è la rete sociale, intesa nel senso psicologico e sociale, indipendente dal canale di comunicazione (fisico, digitale, etc)
2. &lt;b&gt;Sistema a Social Netowkr&lt;/b&gt;: è un sistema hw o sw che fa uso in una qualunque misura di dinamiche da Social Network, ma non necessariamente fondato su un Social Network.
A questo si aggiunge, non esplicitata nel documento (e probabilmente causa di molte incomprensioni, ora capisco):
3. &lt;b&gt;Social Network Sites&lt;/b&gt;: la definizione di Boyd sopra, che è una delle possibili formulazioni.
Curiosamente uno dei testi suoi che ho avuto modo di leggere è proprio quello da te segnalato.

Perché partire da questa distinzione? Perché sono a mio avviso tre livelli (in realtà due, 1 e 3) che implicano 3 prospettive differenti. In Design Motivazionale abbiamo infatti cercato di staccarci da 3, per concentrarci su 1 e 2. C'è stato forse l'errore di esserci limitati a scriverne solo due righe nell'Introduzione e di essere stati poco rigorosi nel tracciare questa distinzione lungo tutto il testo.

Questo tipo di differenza è a mio avviso cruciale: perché un Social Network Site di fatto usa logiche da Social Network. Ovvero è l'applicazione pratica in un contesto specifico e con una tecnologia specifica di un ambito della conoscenza più ampio.

Il motivo quindi per cui non trovi l'approccio concreto e già oggetto di ampi studi che è quello che scaturisce dalla scelta di una definizione alla Boyd è che noi volevamo dare un taglio differente (riteniamo sia questo il valore di DeMo: conoscenza trasversale), nei limiti del possibile indipendente dall'aspetto tecnologico, che come giustamente fai notare è spiegato molto meglio altrove.

Questo non significa che non siamo interessati, che non ne siamo a conoscenza o che non abbiamo esperienza sul campo: significa che non era il taglio che volevamo dare (dall'altro lato non significa neppure che siamo al livello delle persone che citi, personalmente la mia professionalità è ibrida, non verticale).
Da qui nasce un po' l'assenza di casi di studio, l'assenza di elementi chiave come la privacy (quello di Facebook era un caso che avevamo rilevato anche noi, davvero emblematico come esempio), l'assenza di questioni più concrete come la gestione delle norme sociali sottese all'amministrazione di gruppo (in quest'ultimo caso mi interesserebbe particolarmente approfondire, perché il tassello mancante è come passare da esperienza personale a metodologia divulgativa). Insomma, tutti i problemi che hai rilevato.

Trovo i tuoi spunti molto importanti perché come giustamente concludi guideranno la possibile evoluzione futura del documento, allargandone un po' lo scope (più facilmente, aggiungendo sezioni e capitoli, in modo da non mischiare approcci e fasi distinte).

Spero quindi in una occasione per poterne parlare più esaustivamente in futuro. :)

Se hai tempo, fra i vari temi che hai toccato mi interesserebbe forse prima di tutto capire come mai hai avuto la percezione che il nostro approccio HCI fosse meccanicistico (computer-persona) e non dialogico (come preferisco chiamarlo io in certi contesti).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La prendo un po&#8217; larga perché credo che il problema principale sia la necessità di trovare un dizionario comune con cui parlare. A costo di essere un po&#8217; pedante faccio un passo indietro, perdonatemi.</p>
<p>Esplicitare il punto di vista è fondamentale, in effetti questo è stato un problema non affrontato forse con la dovuta attenzione: un punto chiave nella stesura del documento è stata la differenza fra &#8220;social network&#8221; e &#8220;sistemi a social network&#8221;, ove:<br />
1. <b>Social Network</b>: è la rete sociale, intesa nel senso psicologico e sociale, indipendente dal canale di comunicazione (fisico, digitale, etc)<br />
2. <b>Sistema a Social Netowkr</b>: è un sistema hw o sw che fa uso in una qualunque misura di dinamiche da Social Network, ma non necessariamente fondato su un Social Network.<br />
A questo si aggiunge, non esplicitata nel documento (e probabilmente causa di molte incomprensioni, ora capisco):<br />
3. <b>Social Network Sites</b>: la definizione di Boyd sopra, che è una delle possibili formulazioni.<br />
Curiosamente uno dei testi suoi che ho avuto modo di leggere è proprio quello da te segnalato.</p>
<p>Perché partire da questa distinzione? Perché sono a mio avviso tre livelli (in realtà due, 1 e 3) che implicano 3 prospettive differenti. In Design Motivazionale abbiamo infatti cercato di staccarci da 3, per concentrarci su 1 e 2. C&#8217;è stato forse l&#8217;errore di esserci limitati a scriverne solo due righe nell&#8217;Introduzione e di essere stati poco rigorosi nel tracciare questa distinzione lungo tutto il testo.</p>
<p>Questo tipo di differenza è a mio avviso cruciale: perché un Social Network Site di fatto usa logiche da Social Network. Ovvero è l&#8217;applicazione pratica in un contesto specifico e con una tecnologia specifica di un ambito della conoscenza più ampio.</p>
<p>Il motivo quindi per cui non trovi l&#8217;approccio concreto e già oggetto di ampi studi che è quello che scaturisce dalla scelta di una definizione alla Boyd è che noi volevamo dare un taglio differente (riteniamo sia questo il valore di DeMo: conoscenza trasversale), nei limiti del possibile indipendente dall&#8217;aspetto tecnologico, che come giustamente fai notare è spiegato molto meglio altrove.</p>
<p>Questo non significa che non siamo interessati, che non ne siamo a conoscenza o che non abbiamo esperienza sul campo: significa che non era il taglio che volevamo dare (dall&#8217;altro lato non significa neppure che siamo al livello delle persone che citi, personalmente la mia professionalità è ibrida, non verticale).<br />
Da qui nasce un po&#8217; l&#8217;assenza di casi di studio, l&#8217;assenza di elementi chiave come la privacy (quello di Facebook era un caso che avevamo rilevato anche noi, davvero emblematico come esempio), l&#8217;assenza di questioni più concrete come la gestione delle norme sociali sottese all&#8217;amministrazione di gruppo (in quest&#8217;ultimo caso mi interesserebbe particolarmente approfondire, perché il tassello mancante è come passare da esperienza personale a metodologia divulgativa). Insomma, tutti i problemi che hai rilevato.</p>
<p>Trovo i tuoi spunti molto importanti perché come giustamente concludi guideranno la possibile evoluzione futura del documento, allargandone un po&#8217; lo scope (più facilmente, aggiungendo sezioni e capitoli, in modo da non mischiare approcci e fasi distinte).</p>
<p>Spero quindi in una occasione per poterne parlare più esaustivamente in futuro. <img src='http://ibridazioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se hai tempo, fra i vari temi che hai toccato mi interesserebbe forse prima di tutto capire come mai hai avuto la percezione che il nostro approccio HCI fosse meccanicistico (computer-persona) e non dialogico (come preferisco chiamarlo io in certi contesti).</p>
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				</item>
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		<title>By: Piero Rivizzigno</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-526</link>
		<author>Piero Rivizzigno</author>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 10:02:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-526</guid>
					<description>Non ho capito la definizione di "Sistema a Social Network":

2. Sistema a Social Netowkr: è un sistema hw o sw che fa uso in una qualunque misura di dinamiche da Social Network, ma non necessariamente fondato su un Social Network. 

dove la definzione di Social Network è:
1. Social Network: è la rete sociale, intesa nel senso psicologico e sociale, indipendente dal canale di comunicazione ... .

E comunque se per qualunque ragione si ritiene che questa definizione si differenzia dalla terza di Danah Boyd, bisognerrebbe spiegare le differenze e il valore che questa nuova definizione porta. 

Forse qualche esempio di che cosa è un "sistema a social network" e di che cosa non lo è aiuterebbe a capire il contesto  altrimenti la definizione rischia di sembrare fine a  se stessa. Se poi pensiamo che oggi per ragioni commerciali, leggi Facebook,  sta prendendo sempre più piede il termine Social Graph, una nuova definizione è benvenuta quando porta valore.

Probabilmente lo sforzo di rendere più chiari al lettore del vostro documento gli obiettivi che avete in mente e il contesto di assunzioni da cui partite potrebbe essere d'aiuto anche a voi per rendere la vostra proposta di metodologia più fruibile.

Comunque se nelle revisioni future della vostra metodologia voleste avere un riferimento solido rispetto a cui confrontarvi sulle social networking applications (sites è concettualmente sbagliato) vi consiglio di guardare la presentazione di Christina Wodtke: http://www.slideshare.net/cwodtke/designing-communities101507.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho capito la definizione di &#8220;Sistema a Social Network&#8221;:</p>
<p>2. Sistema a Social Netowkr: è un sistema hw o sw che fa uso in una qualunque misura di dinamiche da Social Network, ma non necessariamente fondato su un Social Network. </p>
<p>dove la definzione di Social Network è:<br />
1. Social Network: è la rete sociale, intesa nel senso psicologico e sociale, indipendente dal canale di comunicazione &#8230; .</p>
<p>E comunque se per qualunque ragione si ritiene che questa definizione si differenzia dalla terza di Danah Boyd, bisognerrebbe spiegare le differenze e il valore che questa nuova definizione porta. </p>
<p>Forse qualche esempio di che cosa è un &#8220;sistema a social network&#8221; e di che cosa non lo è aiuterebbe a capire il contesto  altrimenti la definizione rischia di sembrare fine a  se stessa. Se poi pensiamo che oggi per ragioni commerciali, leggi Facebook,  sta prendendo sempre più piede il termine Social Graph, una nuova definizione è benvenuta quando porta valore.</p>
<p>Probabilmente lo sforzo di rendere più chiari al lettore del vostro documento gli obiettivi che avete in mente e il contesto di assunzioni da cui partite potrebbe essere d&#8217;aiuto anche a voi per rendere la vostra proposta di metodologia più fruibile.</p>
<p>Comunque se nelle revisioni future della vostra metodologia voleste avere un riferimento solido rispetto a cui confrontarvi sulle social networking applications (sites è concettualmente sbagliato) vi consiglio di guardare la presentazione di Christina Wodtke: <a href="http://www.slideshare.net/cwodtke/designing-communities101507." rel="nofollow">http://www.slideshare.net/cwodtke/designing-communities101507.</a></p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Gian</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-527</link>
		<author>Gian</author>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 19:26:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-527</guid>
					<description>La scelta di inserire la definizione di sistema a sn all'interno dell'insieme più ampio dei social network è nata con il predecendete documento dove ritenevamo necessario mostrare come un punto di vista troppo "verticale" su questi oggetti di studio, analisi e progettazione rischiasse di diventare immediatemante settoriale e autolimitante.
Uno dei concetti proposto era che si stava troppe volte "riscoprendo la ruota" da parte di informatici e designer che riscoprivano dinamiche psicologiche e sociali nel social networking ma note in altri settori (magari con una lunga tradizione).
Il rischio che vediamo è una autoreferenzialità tra autori specifici che poco si presta proprio ad un oggetto così complesso e ancora in parte da comprendere come i sistemi a sn.

Quindi, l'utilità di inserire anche una definizione come quella della Boyd (per noi corrispondente ai sistemi a sn del web) nel contesto più ampio delle reti sociali rende più facile l'inserimento e contaminazione di altre discipline sull'utente in quanto sistema sociale e psicologico. Crediamo sia da incrementare la competenza su questo versante dell'interazione.

Riguardo all'interazione, riprendo un tuo commento precedente: "Non ho mai visto una figura ad alto valore simbolico che catturasse l'idea di HCI con un gruppo di persone che interagiscono tra di loro supportate dalla macchina". Crediamo che sia una strada da percorre integrando anche i fattori emotivi, motivazionali che sottendono determinati ambiti, comportamenti e stili di interazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta di inserire la definizione di sistema a sn all&#8217;interno dell&#8217;insieme più ampio dei social network è nata con il predecendete documento dove ritenevamo necessario mostrare come un punto di vista troppo &#8220;verticale&#8221; su questi oggetti di studio, analisi e progettazione rischiasse di diventare immediatemante settoriale e autolimitante.<br />
Uno dei concetti proposto era che si stava troppe volte &#8220;riscoprendo la ruota&#8221; da parte di informatici e designer che riscoprivano dinamiche psicologiche e sociali nel social networking ma note in altri settori (magari con una lunga tradizione).<br />
Il rischio che vediamo è una autoreferenzialità tra autori specifici che poco si presta proprio ad un oggetto così complesso e ancora in parte da comprendere come i sistemi a sn.</p>
<p>Quindi, l&#8217;utilità di inserire anche una definizione come quella della Boyd (per noi corrispondente ai sistemi a sn del web) nel contesto più ampio delle reti sociali rende più facile l&#8217;inserimento e contaminazione di altre discipline sull&#8217;utente in quanto sistema sociale e psicologico. Crediamo sia da incrementare la competenza su questo versante dell&#8217;interazione.</p>
<p>Riguardo all&#8217;interazione, riprendo un tuo commento precedente: &#8220;Non ho mai visto una figura ad alto valore simbolico che catturasse l&#8217;idea di HCI con un gruppo di persone che interagiscono tra di loro supportate dalla macchina&#8221;. Crediamo che sia una strada da percorre integrando anche i fattori emotivi, motivazionali che sottendono determinati ambiti, comportamenti e stili di interazione.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Ibridazioni &#124; Better Software 2009 e intervista su Usabile.it</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1075</link>
		<author>Ibridazioni &#124; Better Software 2009 e intervista su Usabile.it</author>
		<pubDate>Tue, 05 May 2009 09:05:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1075</guid>
					<description>[...] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: mentegrafica &#124; infovis solutions&#187; Blog Archive &#187; Experience Camp 2009</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1310</link>
		<author>mentegrafica &#124; infovis solutions&#187; Blog Archive &#187; Experience Camp 2009</author>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 09:55:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1310</guid>
					<description>[...] and examples by these speakers: Daniele Cerra and the Playful UX, Gianadrea Giacoma and the De.Mo (Design Motivazionale), Leandro Agrò and the Internet of Things (the Spime projects), Valentino Spataro and Copyright [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] and examples by these speakers: Daniele Cerra and the Playful UX, Gianadrea Giacoma and the De.Mo (Design Motivazionale), Leandro Agrò and the Internet of Things (the Spime projects), Valentino Spataro and Copyright [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Ibridazioni &#124; Mo.De. - Motivational Design</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1320</link>
		<author>Ibridazioni &#124; Mo.De. - Motivational Design</author>
		<pubDate>Sat, 30 May 2009 08:55:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1320</guid>
					<description>[...] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>By: Ibridazioni &#124; Mo.De. - Motivational Design - versione 1.5</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1348</link>
		<author>Ibridazioni &#124; Mo.De. - Motivational Design - versione 1.5</author>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 08:59:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1348</guid>
					<description>[...] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [&#8230;]</p>
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				</item>
	<item>
		<title>By: The Social Enterprise &#187; Come ottenere benefici misurabili dall&#8217;Enterprise 2.0</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1390</link>
		<author>The Social Enterprise &#187; Come ottenere benefici misurabili dall&#8217;Enterprise 2.0</author>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 23:29:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1390</guid>
					<description>[...] alle dinamiche motivazionali e l&#8217;utilizzo di incentivi informali, intrinseci, legati più alla reputazione ed al [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] alle dinamiche motivazionali e l&#8217;utilizzo di incentivi informali, intrinseci, legati più alla reputazione ed al [&#8230;]</p>
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				</item>
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