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	<title>Comments on: Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design</title>
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	<description>Highly Transdisciplinarity Thoughts for the Challenge of Complexity</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Mar 2012 12:44:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: Il Ritorno di Krug (10 anni dopo)&#160;&#124;&#160;leeander.com</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1567</link>
		<dc:creator>Il Ritorno di Krug (10 anni dopo)&#160;&#124;&#160;leeander.com</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 21:51:51 +0000</pubDate>
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		<description>[...] amplia portata ed orizzonti senza negarne necessità e rilevanza.  E -date le ultime emergenze su Usabilità Sociale- l’usabilità è persino sbordata nel (vero) Marketing. Ed uso la parola Marketing, senza [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] amplia portata ed orizzonti senza negarne necessità e rilevanza.  E -date le ultime emergenze su Usabilità Sociale- l’usabilità è persino sbordata nel (vero) Marketing. Ed uso la parola Marketing, senza [...]</p>
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	<item>
		<title>By: The Social Enterprise &#187; Come ottenere benefici misurabili dall&#8217;Enterprise 2.0</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1390</link>
		<dc:creator>The Social Enterprise &#187; Come ottenere benefici misurabili dall&#8217;Enterprise 2.0</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 23:29:50 +0000</pubDate>
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		<description>[...] alle dinamiche motivazionali e l&#8217;utilizzo di incentivi informali, intrinseci, legati più alla reputazione ed al [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] alle dinamiche motivazionali e l&#8217;utilizzo di incentivi informali, intrinseci, legati più alla reputazione ed al [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Ibridazioni &#124; Mo.De. - Motivational Design - versione 1.5</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1348</link>
		<dc:creator>Ibridazioni &#124; Mo.De. - Motivational Design - versione 1.5</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 08:59:49 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Ibridazioni &#124; Mo.De. - Motivational Design</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1320</link>
		<dc:creator>Ibridazioni &#124; Mo.De. - Motivational Design</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2009 08:55:20 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [...]</description>
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	<item>
		<title>By: mentegrafica &#124; infovis solutions&#187; Blog Archive &#187; Experience Camp 2009</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1310</link>
		<dc:creator>mentegrafica &#124; infovis solutions&#187; Blog Archive &#187; Experience Camp 2009</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 09:55:00 +0000</pubDate>
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		<description>[...] and examples by these speakers: Daniele Cerra and the Playful UX, Gianadrea Giacoma and the De.Mo (Design Motivazionale), Leandro Agrò and the Internet of Things (the Spime projects), Valentino Spataro and Copyright [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] and examples by these speakers: Daniele Cerra and the Playful UX, Gianadrea Giacoma and the De.Mo (Design Motivazionale), Leandro Agrò and the Internet of Things (the Spime projects), Valentino Spataro and Copyright [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Ibridazioni &#124; Better Software 2009 e intervista su Usabile.it</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-1075</link>
		<dc:creator>Ibridazioni &#124; Better Software 2009 e intervista su Usabile.it</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2009 09:05:30 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Design Motivazionale Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Gian</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-527</link>
		<dc:creator>Gian</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 19:26:02 +0000</pubDate>
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		<description>La scelta di inserire la definizione di sistema a sn all&#039;interno dell&#039;insieme più ampio dei social network è nata con il predecendete documento dove ritenevamo necessario mostrare come un punto di vista troppo &quot;verticale&quot; su questi oggetti di studio, analisi e progettazione rischiasse di diventare immediatemante settoriale e autolimitante.
Uno dei concetti proposto era che si stava troppe volte &quot;riscoprendo la ruota&quot; da parte di informatici e designer che riscoprivano dinamiche psicologiche e sociali nel social networking ma note in altri settori (magari con una lunga tradizione).
Il rischio che vediamo è una autoreferenzialità tra autori specifici che poco si presta proprio ad un oggetto così complesso e ancora in parte da comprendere come i sistemi a sn.

Quindi, l&#039;utilità di inserire anche una definizione come quella della Boyd (per noi corrispondente ai sistemi a sn del web) nel contesto più ampio delle reti sociali rende più facile l&#039;inserimento e contaminazione di altre discipline sull&#039;utente in quanto sistema sociale e psicologico. Crediamo sia da incrementare la competenza su questo versante dell&#039;interazione.

Riguardo all&#039;interazione, riprendo un tuo commento precedente: &quot;Non ho mai visto una figura ad alto valore simbolico che catturasse l&#039;idea di HCI con un gruppo di persone che interagiscono tra di loro supportate dalla macchina&quot;. Crediamo che sia una strada da percorre integrando anche i fattori emotivi, motivazionali che sottendono determinati ambiti, comportamenti e stili di interazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta di inserire la definizione di sistema a sn all&#8217;interno dell&#8217;insieme più ampio dei social network è nata con il predecendete documento dove ritenevamo necessario mostrare come un punto di vista troppo &#8220;verticale&#8221; su questi oggetti di studio, analisi e progettazione rischiasse di diventare immediatemante settoriale e autolimitante.<br />
Uno dei concetti proposto era che si stava troppe volte &#8220;riscoprendo la ruota&#8221; da parte di informatici e designer che riscoprivano dinamiche psicologiche e sociali nel social networking ma note in altri settori (magari con una lunga tradizione).<br />
Il rischio che vediamo è una autoreferenzialità tra autori specifici che poco si presta proprio ad un oggetto così complesso e ancora in parte da comprendere come i sistemi a sn.</p>
<p>Quindi, l&#8217;utilità di inserire anche una definizione come quella della Boyd (per noi corrispondente ai sistemi a sn del web) nel contesto più ampio delle reti sociali rende più facile l&#8217;inserimento e contaminazione di altre discipline sull&#8217;utente in quanto sistema sociale e psicologico. Crediamo sia da incrementare la competenza su questo versante dell&#8217;interazione.</p>
<p>Riguardo all&#8217;interazione, riprendo un tuo commento precedente: &#8220;Non ho mai visto una figura ad alto valore simbolico che catturasse l&#8217;idea di HCI con un gruppo di persone che interagiscono tra di loro supportate dalla macchina&#8221;. Crediamo che sia una strada da percorre integrando anche i fattori emotivi, motivazionali che sottendono determinati ambiti, comportamenti e stili di interazione.</p>
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	<item>
		<title>By: Piero Rivizzigno</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-526</link>
		<dc:creator>Piero Rivizzigno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 10:02:04 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho capito la definizione di &quot;Sistema a Social Network&quot;:

2. Sistema a Social Netowkr: è un sistema hw o sw che fa uso in una qualunque misura di dinamiche da Social Network, ma non necessariamente fondato su un Social Network. 

dove la definzione di Social Network è:
1. Social Network: è la rete sociale, intesa nel senso psicologico e sociale, indipendente dal canale di comunicazione ... .

E comunque se per qualunque ragione si ritiene che questa definizione si differenzia dalla terza di Danah Boyd, bisognerrebbe spiegare le differenze e il valore che questa nuova definizione porta. 

Forse qualche esempio di che cosa è un &quot;sistema a social network&quot; e di che cosa non lo è aiuterebbe a capire il contesto  altrimenti la definizione rischia di sembrare fine a  se stessa. Se poi pensiamo che oggi per ragioni commerciali, leggi Facebook,  sta prendendo sempre più piede il termine Social Graph, una nuova definizione è benvenuta quando porta valore.

Probabilmente lo sforzo di rendere più chiari al lettore del vostro documento gli obiettivi che avete in mente e il contesto di assunzioni da cui partite potrebbe essere d&#039;aiuto anche a voi per rendere la vostra proposta di metodologia più fruibile.

Comunque se nelle revisioni future della vostra metodologia voleste avere un riferimento solido rispetto a cui confrontarvi sulle social networking applications (sites è concettualmente sbagliato) vi consiglio di guardare la presentazione di Christina Wodtke: http://www.slideshare.net/cwodtke/designing-communities101507.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho capito la definizione di &#8220;Sistema a Social Network&#8221;:</p>
<p>2. Sistema a Social Netowkr: è un sistema hw o sw che fa uso in una qualunque misura di dinamiche da Social Network, ma non necessariamente fondato su un Social Network. </p>
<p>dove la definzione di Social Network è:<br />
1. Social Network: è la rete sociale, intesa nel senso psicologico e sociale, indipendente dal canale di comunicazione &#8230; .</p>
<p>E comunque se per qualunque ragione si ritiene che questa definizione si differenzia dalla terza di Danah Boyd, bisognerrebbe spiegare le differenze e il valore che questa nuova definizione porta. </p>
<p>Forse qualche esempio di che cosa è un &#8220;sistema a social network&#8221; e di che cosa non lo è aiuterebbe a capire il contesto  altrimenti la definizione rischia di sembrare fine a  se stessa. Se poi pensiamo che oggi per ragioni commerciali, leggi Facebook,  sta prendendo sempre più piede il termine Social Graph, una nuova definizione è benvenuta quando porta valore.</p>
<p>Probabilmente lo sforzo di rendere più chiari al lettore del vostro documento gli obiettivi che avete in mente e il contesto di assunzioni da cui partite potrebbe essere d&#8217;aiuto anche a voi per rendere la vostra proposta di metodologia più fruibile.</p>
<p>Comunque se nelle revisioni future della vostra metodologia voleste avere un riferimento solido rispetto a cui confrontarvi sulle social networking applications (sites è concettualmente sbagliato) vi consiglio di guardare la presentazione di Christina Wodtke: <a href="http://www.slideshare.net/cwodtke/designing-communities101507" rel="nofollow">http://www.slideshare.net/cwodtke/designing-communities101507</a>.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Folletto Malefico</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-525</link>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 12:21:29 +0000</pubDate>
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		<description>La prendo un po&#039; larga perché credo che il problema principale sia la necessità di trovare un dizionario comune con cui parlare. A costo di essere un po&#039; pedante faccio un passo indietro, perdonatemi.

Esplicitare il punto di vista è fondamentale, in effetti questo è stato un problema non affrontato forse con la dovuta attenzione: un punto chiave nella stesura del documento è stata la differenza fra &quot;social network&quot; e &quot;sistemi a social network&quot;, ove:
1. &lt;b&gt;Social Network&lt;/b&gt;: è la rete sociale, intesa nel senso psicologico e sociale, indipendente dal canale di comunicazione (fisico, digitale, etc)
2. &lt;b&gt;Sistema a Social Netowkr&lt;/b&gt;: è un sistema hw o sw che fa uso in una qualunque misura di dinamiche da Social Network, ma non necessariamente fondato su un Social Network.
A questo si aggiunge, non esplicitata nel documento (e probabilmente causa di molte incomprensioni, ora capisco):
3. &lt;b&gt;Social Network Sites&lt;/b&gt;: la definizione di Boyd sopra, che è una delle possibili formulazioni.
Curiosamente uno dei testi suoi che ho avuto modo di leggere è proprio quello da te segnalato.

Perché partire da questa distinzione? Perché sono a mio avviso tre livelli (in realtà due, 1 e 3) che implicano 3 prospettive differenti. In Design Motivazionale abbiamo infatti cercato di staccarci da 3, per concentrarci su 1 e 2. C&#039;è stato forse l&#039;errore di esserci limitati a scriverne solo due righe nell&#039;Introduzione e di essere stati poco rigorosi nel tracciare questa distinzione lungo tutto il testo.

Questo tipo di differenza è a mio avviso cruciale: perché un Social Network Site di fatto usa logiche da Social Network. Ovvero è l&#039;applicazione pratica in un contesto specifico e con una tecnologia specifica di un ambito della conoscenza più ampio.

Il motivo quindi per cui non trovi l&#039;approccio concreto e già oggetto di ampi studi che è quello che scaturisce dalla scelta di una definizione alla Boyd è che noi volevamo dare un taglio differente (riteniamo sia questo il valore di DeMo: conoscenza trasversale), nei limiti del possibile indipendente dall&#039;aspetto tecnologico, che come giustamente fai notare è spiegato molto meglio altrove.

Questo non significa che non siamo interessati, che non ne siamo a conoscenza o che non abbiamo esperienza sul campo: significa che non era il taglio che volevamo dare (dall&#039;altro lato non significa neppure che siamo al livello delle persone che citi, personalmente la mia professionalità è ibrida, non verticale).
Da qui nasce un po&#039; l&#039;assenza di casi di studio, l&#039;assenza di elementi chiave come la privacy (quello di Facebook era un caso che avevamo rilevato anche noi, davvero emblematico come esempio), l&#039;assenza di questioni più concrete come la gestione delle norme sociali sottese all&#039;amministrazione di gruppo (in quest&#039;ultimo caso mi interesserebbe particolarmente approfondire, perché il tassello mancante è come passare da esperienza personale a metodologia divulgativa). Insomma, tutti i problemi che hai rilevato.

Trovo i tuoi spunti molto importanti perché come giustamente concludi guideranno la possibile evoluzione futura del documento, allargandone un po&#039; lo scope (più facilmente, aggiungendo sezioni e capitoli, in modo da non mischiare approcci e fasi distinte).

Spero quindi in una occasione per poterne parlare più esaustivamente in futuro. :)

Se hai tempo, fra i vari temi che hai toccato mi interesserebbe forse prima di tutto capire come mai hai avuto la percezione che il nostro approccio HCI fosse meccanicistico (computer-persona) e non dialogico (come preferisco chiamarlo io in certi contesti).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La prendo un po&#8217; larga perché credo che il problema principale sia la necessità di trovare un dizionario comune con cui parlare. A costo di essere un po&#8217; pedante faccio un passo indietro, perdonatemi.</p>
<p>Esplicitare il punto di vista è fondamentale, in effetti questo è stato un problema non affrontato forse con la dovuta attenzione: un punto chiave nella stesura del documento è stata la differenza fra &#8220;social network&#8221; e &#8220;sistemi a social network&#8221;, ove:<br />
1. <b>Social Network</b>: è la rete sociale, intesa nel senso psicologico e sociale, indipendente dal canale di comunicazione (fisico, digitale, etc)<br />
2. <b>Sistema a Social Netowkr</b>: è un sistema hw o sw che fa uso in una qualunque misura di dinamiche da Social Network, ma non necessariamente fondato su un Social Network.<br />
A questo si aggiunge, non esplicitata nel documento (e probabilmente causa di molte incomprensioni, ora capisco):<br />
3. <b>Social Network Sites</b>: la definizione di Boyd sopra, che è una delle possibili formulazioni.<br />
Curiosamente uno dei testi suoi che ho avuto modo di leggere è proprio quello da te segnalato.</p>
<p>Perché partire da questa distinzione? Perché sono a mio avviso tre livelli (in realtà due, 1 e 3) che implicano 3 prospettive differenti. In Design Motivazionale abbiamo infatti cercato di staccarci da 3, per concentrarci su 1 e 2. C&#8217;è stato forse l&#8217;errore di esserci limitati a scriverne solo due righe nell&#8217;Introduzione e di essere stati poco rigorosi nel tracciare questa distinzione lungo tutto il testo.</p>
<p>Questo tipo di differenza è a mio avviso cruciale: perché un Social Network Site di fatto usa logiche da Social Network. Ovvero è l&#8217;applicazione pratica in un contesto specifico e con una tecnologia specifica di un ambito della conoscenza più ampio.</p>
<p>Il motivo quindi per cui non trovi l&#8217;approccio concreto e già oggetto di ampi studi che è quello che scaturisce dalla scelta di una definizione alla Boyd è che noi volevamo dare un taglio differente (riteniamo sia questo il valore di DeMo: conoscenza trasversale), nei limiti del possibile indipendente dall&#8217;aspetto tecnologico, che come giustamente fai notare è spiegato molto meglio altrove.</p>
<p>Questo non significa che non siamo interessati, che non ne siamo a conoscenza o che non abbiamo esperienza sul campo: significa che non era il taglio che volevamo dare (dall&#8217;altro lato non significa neppure che siamo al livello delle persone che citi, personalmente la mia professionalità è ibrida, non verticale).<br />
Da qui nasce un po&#8217; l&#8217;assenza di casi di studio, l&#8217;assenza di elementi chiave come la privacy (quello di Facebook era un caso che avevamo rilevato anche noi, davvero emblematico come esempio), l&#8217;assenza di questioni più concrete come la gestione delle norme sociali sottese all&#8217;amministrazione di gruppo (in quest&#8217;ultimo caso mi interesserebbe particolarmente approfondire, perché il tassello mancante è come passare da esperienza personale a metodologia divulgativa). Insomma, tutti i problemi che hai rilevato.</p>
<p>Trovo i tuoi spunti molto importanti perché come giustamente concludi guideranno la possibile evoluzione futura del documento, allargandone un po&#8217; lo scope (più facilmente, aggiungendo sezioni e capitoli, in modo da non mischiare approcci e fasi distinte).</p>
<p>Spero quindi in una occasione per poterne parlare più esaustivamente in futuro. <img src='http://ibridazioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se hai tempo, fra i vari temi che hai toccato mi interesserebbe forse prima di tutto capire come mai hai avuto la percezione che il nostro approccio HCI fosse meccanicistico (computer-persona) e non dialogico (come preferisco chiamarlo io in certi contesti).</p>
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		<title>By: Piero Rivizzigno</title>
		<link>http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/#comment-523</link>
		<dc:creator>Piero Rivizzigno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 13:37:38 +0000</pubDate>
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		<description>In qualunque attività di progettazione esplicitare il punto di vista da cui si parte è fondamentale: se capisco bene alla fine voi proponete una metodologia di progettazione dei social network che partendo da considerazioni di interazione sociale nei gruppi comunque alla fine porta ad una progettazione integrata con gli aspetti tecnologici. Anche il lessico ed il processo ipotizzato nelle figure del documento non lasciano margini di interpretazione: Specifiche, Bisogni Funzionali, Rilascio, ... Questa è la ragione per cui ho menzionato la definizione di Danah Boyd, che comunque  sicuramente non ha un&#039;estrazione di tipo  tecnologico con un curriculum fondamentalmente accademico.

Riguardo al commento sull’interazione uomo-macchina volevo mettere in evidenza  l’enfasi tradizionalmente posta da questa disciplina  a modelli di interazione in cui ad un input dell’utente corrispondeva un risposta, magari inserita all’interno di un workflow complesso, ma sempre definita a priori nella macchina. L’enfasi ora soprattutto nelle applicazioni web per il mondo consumer si sta spostando con non poche difficoltà sul design dell’interazione tra le persone. Dove sono le difficoltà? Semplicemente non siamo abituati a progettare avendo chiari i meccanismi sociali  d’interazione tra persone e le loro motivazioni. Se hai dubbi prova a rispondere alla seguente domanda: fai il nome di due interaction designer che abbiano progettato per davvero due social network in Italia. Non è neanche casuale che le rappresentazione  grafiche dell’HCI dipingano sempre l’icona di un computer e di una persona tra di loro connesse da una freccia bidirezionale. Non ho mai visto una figura ad alto valore simbolico che catturasse l&#039;idea di HCI  con un gruppo di persone che interagiscono tra di loro supportate dalla macchina.

Non sono sicuramente un sociologo ma ti posso assicurare che uno dei cardini del pensiero su cui si basa il mio lavoro sui social network è rappresentato  “The Presentation of Self in Everyday Life” di Goffman
e dai materiali di Judith Donath del MIT. I commenti da fare erano tanti e non volevo sembrare pedante e tantomeno proiettare un senso di negatività. Mi sembrava che quello sulla privacy fosse di per se rilevante abbastanza.

Curioso comunque di vedere le prossime stesure del lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In qualunque attività di progettazione esplicitare il punto di vista da cui si parte è fondamentale: se capisco bene alla fine voi proponete una metodologia di progettazione dei social network che partendo da considerazioni di interazione sociale nei gruppi comunque alla fine porta ad una progettazione integrata con gli aspetti tecnologici. Anche il lessico ed il processo ipotizzato nelle figure del documento non lasciano margini di interpretazione: Specifiche, Bisogni Funzionali, Rilascio, &#8230; Questa è la ragione per cui ho menzionato la definizione di Danah Boyd, che comunque  sicuramente non ha un&#8217;estrazione di tipo  tecnologico con un curriculum fondamentalmente accademico.</p>
<p>Riguardo al commento sull’interazione uomo-macchina volevo mettere in evidenza  l’enfasi tradizionalmente posta da questa disciplina  a modelli di interazione in cui ad un input dell’utente corrispondeva un risposta, magari inserita all’interno di un workflow complesso, ma sempre definita a priori nella macchina. L’enfasi ora soprattutto nelle applicazioni web per il mondo consumer si sta spostando con non poche difficoltà sul design dell’interazione tra le persone. Dove sono le difficoltà? Semplicemente non siamo abituati a progettare avendo chiari i meccanismi sociali  d’interazione tra persone e le loro motivazioni. Se hai dubbi prova a rispondere alla seguente domanda: fai il nome di due interaction designer che abbiano progettato per davvero due social network in Italia. Non è neanche casuale che le rappresentazione  grafiche dell’HCI dipingano sempre l’icona di un computer e di una persona tra di loro connesse da una freccia bidirezionale. Non ho mai visto una figura ad alto valore simbolico che catturasse l&#8217;idea di HCI  con un gruppo di persone che interagiscono tra di loro supportate dalla macchina.</p>
<p>Non sono sicuramente un sociologo ma ti posso assicurare che uno dei cardini del pensiero su cui si basa il mio lavoro sui social network è rappresentato  “The Presentation of Self in Everyday Life” di Goffman<br />
e dai materiali di Judith Donath del MIT. I commenti da fare erano tanti e non volevo sembrare pedante e tantomeno proiettare un senso di negatività. Mi sembrava che quello sulla privacy fosse di per se rilevante abbastanza.</p>
<p>Curioso comunque di vedere le prossime stesure del lavoro.</p>
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